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Ci riproveremo!
10:29 - 2 Luglio 2007

Inviato da pallotron in : Esperienze, Fotografia, Sport, Tempo libero, Vacanze, Viaggi , trackback

Ricordate? Questo week end era quello in cui due impavidi escursionisti (uno forse un po’ MENO impavido ed abituato, cioe’ il sottoscritto :), io ed Elibus, avevano come obiettivo i crateri sommitali dell’Etna, partendo dal Rifugio Citelli. Queste le cronache:

Ore 12:00 circa: usciamo per recarci alla libreria “La Paglia” di Catania alla ricerca delle mappe, Etna Nord edite da IGM (Istituto Geografico Militare). Non troviamo niente da “La Paglia”, che ci rimanda da Cavallotto, non troviamo niente da Cavallotto (v.le Jonio), ci rimandano da Cavallotto c.so Sicilia: troviamo le carte IGM ma manca quella dell’Etna. Ce ne fottiamo e tiriamo avanti. Effettuiamo la seguente spesa:

Ore 13:00 circa: pranzo abbondante a casa di Elibus.

Ore 15:00: Prepariamo l’equipaggiamento. Elibus scopre che il suo vecchio ma glorioso zaino da scout lasciato a Catania non e’ proprio intatto, mancano cinghie, e altre cose.
Elibus dimentica di metter dentro lo zaino i pantaloni, lasciandoli sul tavolo. Io carico nel mio zaino:

Elibus si carica la spesa.

Stampiamo la mappa aiutandoci con un programma di grafica. Il percorso prevedeva la prima parte in rosso da fare nel primo giorno, con accampamento all’osservatorio astronomico, e l’indomani mattina proseguio per i crateri centrali.

Ore 16.00: dopo una abbondante pranzo ci mettiamo in macchina, direzione Zafferana-Milto-Fornazzo. A Fornazzo compriamo un bel filone di pane, musica Rock Classica (The Who, Led Zeppelin) ed un po’ di DeAndre’ ci accompagnano verso il Rifugio Citelli (quota 1746 m s.l.m.).

rifugio_citelli.jpg

Arrivati li’, zaino in spalla, iniziamo l’ascesa, saranno state le 17.00.

Ecco il tragitto che ci aspettava (cliccate per ingrandire l’immagine).

percorso_trekking.jpg

Dopo esserci addentrati nella vegetazione seguiamo il sentiero segnalato da spruzzi di vernice rossa su alberi, paletti, rametti, pietre, piu’ saremmo saliti e piu’ questi simboli sarebbero stati rimpiazzati da soli mucchi di massi accatastati in maniera che fosse stato evidente che era stato l’uomo a porli in quel modo.

La prima parte e’ stata abbastanza pesante, abbiamo fatto su e giu’ piu’ volte, ci e’ parso di non salire molto, ma di sprecare solo energie per andare di fianco alla montagna, in attesa della VERA SALITA. Abbiamo attraversato anche delle aree molto fighe, dove la roccia lavica e’ stata erosa dall’acqua. Pietra perfettamente levigata peccato non aver potuto fare tante foto, avremmo perso molto piu’ tempo.

Alla fine di questo tratto, credo saremmo stati alla “Serra delle Concazze” (quota 2248 m s.l.m.), si inizio’ a salire per davvero, come si vede anche dalla cartina, fino ad arrivare a “Rocca della Valle” (quota 2738).

Rocca della Valle e’ l’anticima del piu’ alto “Pizzi Deneri”. Da Rocca della Valle e’ stato possibile godere della vista dell’intera “Valle del Bove”, una vera e propria conca su cui si riversa gran parte della lava emessa, e che ha un’aspetto davvero Lunare. Ci siamo riposati 10 minuti e abbiamo fatto qualche foto che e’ possibile vedere qui.

valle_del_bove.jpg

Il cratere era molto vicino, come dimostra anche quesa foto fatta senza tele:

crateri_daroccadellavalle.jpg

Quel “pizzo” sulla destra dovrebbe essere “pizzi Deneri”, ma non abbiamo potuto constatarlo, il perche’ lo leggerete dopo.

Lasciata questa visione, riposatici 10 minuti, continuiamo a risalire, alla ricerca dell’osservatorio, meta del nostro accampamento notturno, saliamo… saliamo… saliamo… troviamo uno spiano con delle pietre messe a giro, forse qualche vecchio falo’ per il fuoco fatto da qualcuno, al centro ci sono delle pietre disposte a formare la scritta “SUCA” ahahaha :)

Continuiamo a salire, il sole comincia a scendere, la pendenza si fa sempre piu’ forte, io inizio a dare i numeri, sono stanco, le gambe mi fanno un male pazzesco, non e’ una questione di fiato, ma anche di muscoli, riesco a fare solo 20 passi piccoli salendo, nella sabbia finissima su cui affonti TUTTI I PIEDI. In piu’ siamo in pantaloncini e maglietta, ho grondato sudore, tanto sudore, la maglietta e’ fradicia, la schiena scolata, se per un attimo allargavo lo zaino per non farlo aderire alla schiena bagnata sentivo un freddo della madonna. Facciamo una sosta. Mi cambio la maglietta e mi metto la felpa, e continuiamo a salire…

Sono le 20.30. Il sole cala. Ancora non si vede l’osservatorio, inizio a scoraggiarmi. Ripeto piu’ volte a Elibus che e’ arrivato il momento di trovare un posto per la notte. Inizia ad alzarsi un vento FORTE. Scendere giu’ di nuovo per accamparci dopo aver faticato cosi’ tanto per salire non ci sembrava il caso, proviamo a montare la tenda li, dov’eravamo, un po’ in discesa… il vento ci impedisce di montarla di quanto e’ forte. Pero’ la vista vale la pena: si riesce a vedere le Eolie, la calabria, e anche Siracusa e oltre.

Rimettiamo alla meno peggio tutta la tenda nelle borse e scendiamo un po’ di piu’ alla ricerca di uno spiano, lo troviamo e montiamo la tenda (la foto e’ stata scattata la mattina):

tenda.jpg

Montando la tenda ci accorgiamo che per la fretta abbiamo dimenticato i picchetti SOPRA. PERSI PER SEMPRE :)

Decidiamo di usare pietrone per tenere il tendone. Spostando i massi mi accorgo che molti sono pieni di 5, 6 coccinelle, a questa quota! INCREDIBILE! Alle 21.00 circa ci infiliamo in tenda e mangiamo qualcosa, poi ci sdraiamo. Il vento forte di notte soffia, e dormire non e’ molto facile, la mattina pero’ e’ uno spettacolo. Il sole sorge dalla Calabria:

alba.jpg

Decidiamo di ritornare giu’, rode un po’ vedere che il fumo dei crateri e’ vicinissimo:

fumo.jpg

Decidiamo di ritornare anche perche’ Elibus ha dimenticato i pantaloni e non ha una giacca a vento. La discesa dura 30 minuti, saltando tipo astronauti sulla luna, un infamia :)

Ci riproveremo! Ad Agosto! Magari partendo di mattina, secondo me e’ meglio, hai piu’ luce.

Ecco qui una immagine presa da internet dell’osservatorio:

osservatorio.jpg

Fa un po’ di rabba pensare che magari era li’, dietro quell’ultima punta che vedevi in alto :(

Alla fine pero’ guardando questa immagine pero’ sono soddisfatto, guardando suinternet ho visto che questo percorso e’ segnato come “PER ESCURSIONISTI ESPERTI”.

deneri.jpg

Aggiornamenti:

Oggi mi sono messo con Google Earth a cercare l’osservatorio:

lamorte.jpg

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Commenti»

1. Francesco - 2 Luglio 2007

Ti invidio davvero moltissimo! Hai potuto GODERE di una vista sensazionale!
Pazienza per le cose andate storte ( non molte alla fine ).
Davvero complimentoni per le foto, quella dell’alba e’ da poster!

2. pallotron - 2 Luglio 2007

eh, volevamo arrivare in cima! :)
cmq, peccato averne cancellato per sbaglio una che era ANCORA PIU’ BELLA! :)

3. Francesco - 2 Luglio 2007

… peccato averne cancellato per sbaglio una che era ANCORA PIU’ BELLA! …

Caspiterina!

4. EliBuS - 2 Luglio 2007

mpare!!!! Ma che fuoco!!! A 2800 metri non ESISTE niente da ardere!!

5. pallotron - 2 Luglio 2007

in effetti! :P non ci avevo pensato aaahhaha
SONO VERAMENTE UN COGLIONE AHAHA

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