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Archive for Settembre, 2008

Watch this funny video! Do I speak english this way?

Settembre 11th, 2008 - Settembre 11th, 2008

Guys if i’m such an idiot while speaking english please don’t esitate to point me out that!!!!! :(

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Back from holidays

Settembre 12th, 2008 - Settembre 12th, 2008

Giusto informarvi che sono back in Dublin.

Scrivere un report COMPLETO della vacanza e’ cosa difficile. Dico solo che quella parte di mondo e’ molto bella.

Beccatevi intanto il set di flickr cliccando qui.

Barcellona skyline

Barcellona skyline

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Stillorgan RFC season inauguration day

Settembre 14th, 2008 - Settembre 14th, 2008

Dublin, 8 months so far.

Ieri giornata magnifica a Dublino! Un sole piacevole ha fatto si che la festa pre-stagione dello Stillorgan RFC sul campo di Bird Avenue andasse per il meglio!

Il programma e’ iniziato con le fasi finali del torneo per l’assegnazione della Spencer Pennant Cup 2008/09 messa in palo dal Leinster branch: lo Stillorgan J3 ha vinto la competizione battendo in questa ultima giornata due squadre: il Guinnes Rugby Club (credo un club proprio della famosa azienda produttrice dell’omonima birra) e la squadra di Unidare. 2 partite da 40 minuti ciascuna. Credo.

Nello stesso tempo gli altri membri delle squadre J4, J5 etc (tra cui abbiamo fatto un warm-up, cioe’ il riscaldamento, giocando una partita 15 vs 15 di 30 minuti). Poi dopo mini torneo di rugby a 7 (i giocatori, fra vecchi, old, ritirati, nuovi, etc erano circa 45). Abbiamo fatto 4 squadre e abbiamo giocato circa 5 partite.

Poi barbeque e birra per tutti. :D

Le foto sono qui.

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Il paese che purtroppo amo.

Settembre 15th, 2008 - Settembre 15th, 2008

Vi avevo gia’ detto che seguo volentieri questo blog chiamato Che dicono di noi.

Vi riporto un articolo di oggi. Scritto da una giornalista tedesca che vive in italia da 30 anni. Una analisi davvero lucida…

Die Zeit, 17.7.08
Il Pase che purtroppo amo.

Mai è stato più difficile di adesso amare l’Italia. Comunque sia l’autrice non potrebbe vivere altrove. Storia di una confusione di sentimenti.
[articolo originale di Petra Reski qui]

In quell’estate in cui mi innamorai di quell’Italiano, si raccontava sulle spiagge italiane delle frodi di Bettino Craxi e io pensavo: strano paese, dove anche i bagnini sanno che il capo del partito socialista ruba! Era l’estate del 1989, e io stavo sdraiata sul lettino ad ascoltare il bagnino, che imperturbabile ragionava dei metodi illegali dei socialisti e democristiani di finanziamento al partito, di abuso di potere, di corruzione, di implicazioni con la mafia e complotti di morte, il tutto mentre organizzava il torneo di bocce.

Sempre lo stesso anno andai per la prima volta come giornalista in Sicilia. Là conobbi il poliziotto che aveva scoperto la Pizza-Connection, il commercio di eroina tra la Sicilia ed il nord America. Era scortato da due guardie del corpo e guidava una limousine blindata e mi ricordo ancora cosa pensai: che paese originale! dove i poliziotti devono essere scortati!

Il ministero degli interni gli aveva intimato di lasciare la Sicilia perchè la sua incolumità non poteva essere più garantita. Al suo rifiuto fu trasferito d’ufficio a Palermo. Lo trovai bizzarro, che in Italia si penalizzasse un poliziotto che aveva raggiunto dei successi e pensai che questo sarebbe appartenuto presto al passato. Dopotutto eravamo, in quell’estate dell’89, spaventosamente fiduciosi nel futuro: soffiava un vento positivo, un incitamento a mettersi in marcia, finalmente si sentiva che il mondo si muoveva. All’est si sbriciolava il cemento e i giornalisti erano convinti che anche in Italia stessero vacillando le fondamenta sui cui la mafia, i democristiani e i socialisti corrotti avevano basato il loro sistema di potere.

Forza Italia! Mi dissi io. L’italiano al mio fianco rimase però scettico.

Solo due anni più tardi mi sono arresa alla tedesca nostalgia dell’Italia e mi sono trasferita dall’italiano al mio fianco, nel paese del Viaggio in Italia “in cui tutti a modo loro non lavorano, non solo per vivere, ma per godere e che vogliono essere felici di vivere anche sul lavoro”, nel paese dell’anticiclone delle Azzorre e degli intrepidi pubblici ministero. A Milano era stato appena scoperto uno scandalo per corruzione per cui in televisione le trasmissioni più seguite erano diventati i collegamenti dal Palazzo di Giustizia di Milano. E a Palermo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano riusciti per la prima volta nella storia della giustizia italiana di portate a conclusione, attraverso tutti e tre gli stadi del giudizio, un processo contro la Mafia, senza che la Mafia riuscisse ad intervenire per “rimettere tutto al suo posto”. E anche dopo la morte di tutti e due i PM non c’era comunque alcun dubbio che l’Italia non si trovasse sul punto di svolta morale e non volesse più stare al gioco della Mafia e di una classe politica corrotta: nel 1993 fu citato in giudizio Giulio Andreotti, 7 volte presidente del consiglio, per concorso in associazione mafiosa (appoggio alla mafia).

La storia gridava: avanti! Pensavo. Solo l’italiano al mio fianco restava scettico. Qui regna la chiesa cattolica da 2000 anni, diceva lui, abbiamo il Papa in casa nostra! Non dimenticare che il cattolicesimo non è più religione di stato solo dal 1984! La mafia e la chiesa non permetteranno mai che in Italia cambi qualcosa! Non siamo in Germania qui! non essere ingenua!

Io ritenevo ancora la chiesa un affare privato e la mafia un fenomeno artificiale creato dagli uomini. Come tale ha avuto un inizio così come avrà una fine, aveva detto Giovanni Falcone, e perché non sarebbe dovuto essere così anche per le altre cose in Italia? Ho cominciato a farmi prendere dai dubbi quando la critica sul cosiddetto “terrore morale” dei giudici crebbe sempre di più. Niente è più proibito in Italia come il giustizialismo: non siamo tutti in qualche modo peccatori davanti a Dio? Gli italiani smisero di lanciare monetine ai politici. E votarono Berlusconi. Colui che salì al potere portava scarpe con i tacchi alti, aveva fondato un partito casareccio e si faceva riprendere da telecamere coperte da collant per apparire con un aspetto più fresco e giovanile. I redattori tedeschi mi chiamarono preoccupati e chiesero cosa stava succedendo all’Italia. Citai in risposta, il giornalista italiano Indro Montanelli: “per immunizzarsi contro Berlusconi, gli italiani devono solo eleggerlo una volta”. Non avremmo potuto immaginare che gli italiani fino ad adesso si facessero vaccinare tre volte senza successo. Berlusconi dev’essere più o meno come il virus Ebola, disse lo scrittore Roberto Alajmo.

Dopo la seconda elezione di Berlusconi lo sconcerto si era già ridotto, alla terza nessuno dei miei colleghi tedeschi mi ha chiesto qualcosa. Berlusconi era diventato come un reumatismo cronico, qualcosa come la mafia, di cui in Germania non si riesce a capire come non se ne possa venire a capo. I colleghi tedeschi cominciarono a scrivere i necrologi per l’Italia, paese che già Pasolini aveva compianto: “io purtroppo ho amato gli italiani: non solo per le forme del potere (e quindi anche per l’opposizione titubante), ma soprattutto per costumi popolari e organizzazioni umanitarie. È stato un vero e proprio amore radicato nella mia esistenza. Ho sentito quindi con tutti i miei sensi come i comportamenti forzati del consumismo hanno trasformato, plasmato e irrimediabilmente ridotto le qualità del popolo italiano”.

Per i corrispondenti esteri la rielezione di Berlusconi è stato un colpo di fortuna, perché sotto il governo Prodi era ancora più difficile spiegare cosa non andasse in Italia. Prodi non era Berlusconi e questo portò in Germania alla conclusione “ la destra è cattiva e la sinistra è buona”. In questo schema però non si confà che persino il capo del partito comunista Massimo D’Alema collabori con Berlusconi e contribuisca praticamente ad abolire la legge sui teste principali della Mafia. Ancora più difficile è spiegare come il ministro della giustizia sotto il governo Prodi, Clemente Mastella, si sia adoperato personalmente perché venissero rimossi i pubblici ministero che dovessero indagare sui politici italiani. Al PM calabrese Luigi De Magistris fu tolto il caso perché si era permesso di indagare per appropriazione indebita di fondi comunitari, non solo amici diretti del ministro, ma anche addirittura lo stesso Prodi, che al momento ricopriva il ruolo di presidente della commissione europea. Poco dopo il ministro della giustizia Mastella dovette dimettersi perché accusato di abuso di potere e minacce e portò alla caduta del governo Prodi.

Ma perché è sempre così in Italia? Chiedono i miei amici tedeschi, sogghignando (cosa che mi fa imbestialire), riferendosi alla formazione del 62esimo governo dalla fine della seconda guerra mondiale. Perché, diversamente da quel che si pensa in Germania, i 62 governi non sono per niente espressione della voluttuosità mediterranea, bensì un rituale per la casta politica al potere da 60 anni. Nella politica italiana non c’è un volto nuovo da 30 anni. Chi ce l’ha fatta ad entrare in parlamento, resta attaccato alla poltrona fino alla morte e Andreotti non morirà mai. Qui si riesce a far passare un uomo come il democratico di sinistra Walter Veltroni, che dagli anni 70 pratica la vita politica, come un volto nuovo. Perché in effetti lo è, un Newcomer, in confronto con il quasi 90enne Andreotti.

Berlusconi ha ripreso il suo ruolo di pazzo sorridente, che governa un paese deriso, del quale alla fine all’estero interessa sapere solo dove sono le spiagge più belle, gli hotel più economici o il ristorante migliore. Perché dietro all’opera buffa si nasconde un paese impaurito ed indurito. Un paese da cui sono passati negli anni tutti i progressi culturali e scientifici, un paese che è governato da un cinico, accusato di frode fiscale, falso in bilancio, concorso in associazione mafiosa, corruzione di giudici, complicità in attentati- accuse che si sono concluse con assoluzioni, archiviazioni, a volte andate in prescrizione, assoluzioni per mancanza di prove o condanne salvate da successive amnistie. A questo cinico è riuscito da tempo anche imbrigliare l’opposizione di sinistra tanto che questa si mostra all’esterno battagliera come ai tempi della seconda rivoluzione industriale ma internamente è distrutta da crisi tanto da guadagnarsi il disprezzo degli elettori almeno quanto Berlusconi.

Anch’io scrivo volentieri delle gaffe di Berlusconi. È divertente scrivere che ha nominato ministro delle pari opportunità una modella di nudo, così come spiegare come la sua coalizione di governo abbia proposto come primo provvedimento la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Non si deve essere ascoltati quando di è sospettati di aver reso falsa testimonianza davanti a un magistrato. O quando si è sospettati di far parte di un’associazione criminale. Giornalisti che dovessero citare testi tratti dalle intercettazioni rischierebbero fino a tre anni di carcere. L’opposizione dice: niente. O comunque niente d’importante. E perché. I crimini, di cui si parla, sono i crimini dell’establishment. Di cui anche i politici della sinistra democratica fanno parte. Anche la prima proposta di legge del caduto governo Prodi riguardava la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Solo che la legge non era mai promulgata.

È più divertente scrivere del reimpianto di capelli di Berlusconi che di come la camorra gestisce la spazzatura di Napoli o di come fa l’andrangheta calabrese ad avere un giro d’affari di 44 miliardi di euro l’anno, pari al 3% del PIL italiano. O del fatto che a Napoli una pattuglia della polizia è intervenuta nel reparto ginecologico di un ospedale per impedire un’interruzione di gravidanza- perché la chiesa cattolica conduce in questi giorni una vera e propria crociata contro l’attuale legge sull’aborto. O di quanto spazio abbia dato il quotidiano liberale di sinistra La Repubblica ai cardinali e alle loro nebulose argomentazioni per la “protezione della vita”.

Pure i fratellini spagnoli ora danno consigli.

Nel frattempo l’italiano al mio fianco deve non deve solo subire l’onta di essere sconfitto nel calcio dai poveri, piccoli fratelli spagnoli ma anche che il presidente spagnolo Zapatero si metta a dar consigli, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, su come l’Italia potrebbe recuperare la sua arretratezza. Gli italiani guardano alla Spagna pieni di invidia, non solo per l’alto livello del PIL ma anche perché chiaramente gli spagnoli fanno tutto meglio. Zapatero ha più volte ripreso la sua battaglia contro la chiesa, una battaglia che Italia è considerata persa da sempre. Mentre Zapatero è riuscito a far approvare le unioni tra omosessuali e propone di rimuovere i simboli religiosi come la croce da tutti gli edifici pubblici, i politici italiani fanno la coda per poter baciare la mano al Papa.

I miei colleghi tedeschi mi chiedono: come può essere che in Italia gli unici personaggi dell’opposizione da prendere sul serio siano un comico, un filosofo, un giornalista e un ex- magistrato? E io dico. L’italia è il paese nel cui parlamento siedono 70 pregiudicati. E anche un paese però dove milioni di italiani poi scendono per le strade per manifestare contro la presenza di questi pregiudicati nel palazzo del potere.

Dal momento che sento che in questo momento storico non sono ci sono parole che possano descrivere i fatti, preferisco bilanciare. Anche perché io, a differenza dei miei colleghi di Feuilleton, non mi sono limitata a raccontare il drammatico rapporto di odio-amore tra la Germania e l’Italia, ma io l’Italiano al mio fianco l’ho sposato. 19 anni di turbolenta vita matrimoniale.

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Tristezza, rabbia, vergogna…

Settembre 19th, 2008 - Settembre 19th, 2008

Leggere la Repubblica di oggi.

Uno che legge che deve pensare? Che cosa deve fare secondo voi? Tristezza, rabbia e vergogna. :(
Ci vorrebbe una bella aspirapolvere qui… che non intacchi le brave ed oneste pero’… :(

Catania, spazzini senza stipendi in strada rifiuti e guerriglia
Comune al crac, i dirigenti si premiano: 2 milioni di CONCETTO VECCHIO

CATANIA - Da lunedì i netturbini non raccolgono più l’immondizia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di agosto, la città è piena di cassonetti stracolmi, montagnole di rifiuti davanti alle scuole (e numerosi genitori non mandano più i figli a lezione per paura di infezioni), ieri mattina gli spazzini hanno inscenato una guerriglia davanti al municipio, due cassonetti rovesciati, poliziotti in assetto di guerra, e 65 dirigenti comunali, all’insaputa del sindaco, si sono assegnati i premi di produzione per il 2006. Da 3 mila a 17 mila euro cadauno. Totale: 2 milioni 168 mila euro, oneri previdenziali compresi. Premi già intascati, e con qualche accortezza, visto che i salari di settembre per i 4500 comunali sono a serio rischio.

È stato il consigliere pd Saro D’Agata a denunciare lo scandalo. Raffaele Stancanelli, il sindaco di An, che in queste settimane sembra un cireneo su e giù per Roma nel disperato tentativo di convincere il governo ad anticipare dei trasferimenti statali, è trasecolato. Non ne sapeva nulla. Annunciata la rimozione del direttore del personale, che ha firmato il provvedimento. “Mi ero raccomandato di informarmi su tutte le spese, anche le più piccole, figuriamoci una spesa milionaria” ha commentato.

Due milioni che si aggiungono alla voragine di debiti (500 milioni secondo il ragioniere generale, 870 secondo gli ispettori ministeriali) che gravano su Catania, lascito delle giunte Scapagnini, il medico di Berlusconi che ha portato la nona città d’Italia sul lastrico prima di riparare in Parlamento. “I premi sono in linea con il contratto di lavoro e si riferiscono al 2006″ s’è difeso il capo del personale, Carmelo Reale. “Ma che obiettivi sono stati raggiunti, con la città in ginocchio?” rintuzza D’Agata. Lo scenario è da horror: duecento creditori, tra cui numerose coop sociali, che da mesi non ricevono un centesimo, ogni giorno un corteo, una manifestazione, famiglie in mano agli usurai, interi quartieri senza luce (aumentati gli scippi).

Orazio Licandro, dei Comunisti italiani, parla di assalto alla diligenza, e chiama in causa la responsabilità del ragioniere generale che ha autorizzato i super-premi. “Da un punto di vista cronologico non toccava prima ai lavoratori delle cooperative?”. I soldi sono già stati incassati, il danno è fatto.

Lo sciopero dei 440 netturbini della Dusty (“avanziamo crediti per oltre 3 milioni”), ai quali si sono aggiunti da ieri i 42 operai della Puntese, che assicura la manutenzione dei mezzi della nettezza urbana, sono un antipasto di quel che potrà accadere se entro il 30 settembre non arriveranno i soldi per ripianare i debiti degli ultimi tre bilanci, condizione posta dalla Cassa depositi e prestiti per dare il via libera alla ristrutturazione dei mutui e al piano di risanamento con le banche. “Se da Roma non dovessero pervenire risposte concrete, credo che non vi siano escamotage per superare questo mese”, ammette il ragioniere generale Francesco Bruno.

Stancanelli intanto ha scritto un’accorata lettera aperta a Berlusconi. Il Cavaliere nel 2005 giunse a Catania invitando la popolazione a rieleggere Scapagnini. Qui 8 su 10 votano Pdl. La speranza è legata al Consiglio dei ministri di oggi, servono subito 120 millioni, ma Tremonti frena. Con il dissesto i creditori avrebbero diritto solo al 40% delle spettanze. Lo spettro: piccole imprese fallite, migliaia di disoccupati. Un disastro mondiale, stile Napoli.

(19 settembre 2008)

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Tristezza, rabbia, vergogna… continua…

Settembre 20th, 2008 - Settembre 20th, 2008

Continua… su Corriere.it…

Sospeso il capo del personale che ha premiato i dirigenti

Vigili a piedi e vie al buio

Catania sull’orlo del crac

Sperperi e organici gonfiati. Il sindaco si appella al premier

L’elefantino simbolo di Catania è salvo: una mano pietosa ha rimosso l’asta su eBay («Causa dissesto finanziario vendesi statua raffigurante un elefante conosciuta come U Liotru») indetta da un feroce burlone. Resta da salvare Catania. Il che, al momento, appare più complicato. Basti dire che i cittadini risultano avere un debito municipale di 3.379 euro a testa. Pari quasi a quello dei tarantini, il cui Comune è sprofondato nell’abisso umiliante del dissesto finanziario. Abisso che i catanesi vedono ormai prossimo. Di giorno, s’intende. Di notte, infatti, non vedono più niente: stufa di aspettare il pagamento delle bollette, l’Enel ha tagliato la luce a larga parte dei lampioni cittadini. Anche e soprattutto nei quartieri a rischio.

Al punto che La Sicilia, qualche settimana fa, è arrivata a esultare amara per il ritorno dell’illuminazione il giorno della festa della patrona: «Sant’Agata “riaccende” Catania / Ma subito dopo è tornato il buio». «Chi di munnizza ferisce di munnizza perisce», sospirava venerdì sera qualche passante in piazza Duomo, davanti ai cassonetti di spazzatura rovesciati in mezzo al salotto buono della città dai dipendenti di una delle cooperative di netturbini senza stipendio da un mese. E questo è il tema al quale si aggrappano i cittadini etnei: possibile che Silvio Berlusconi, dopo aver fatto un figurone rimuovendo la spazzatura nelle strade di Napoli, si esponga davvero al rischio che proprio Catania, cioè la città dove nella primavera 2005 la destra riuscì ad arroccarsi e a resistere dopo una serie di vittorie della sinistra che sembrava inarrestabile, sia sommersa dai rifiuti e travolta dalle proteste di piazza? Possibile che non riesca a fare un miracolo per salvare dalla catastrofe il municipio governato dall’aprile del 2000 e fino a tre mesi fa proprio dal suo medico di fiducia, Umberto Scapagnini? «E che c’entro io? — è sbottato ieri con Il giornale di Sicilia l’ex sindaco, famoso anche per le sue fortune galanti, presentandosi alla riunione convocata dal suo successore con tutti i parlamentari cittadini —. La situazione era già grave prima e noi siamo stati martirizzati dal governo di centrosinistra che ci faceva arrivare in ritardo i finanziamenti. Colpa loro e della Sovrintendenza, che ha impedito che vendessimo degli immobili che ci avrebbero permesso di tenere i conti in ordine ».

Dunque? «Dunque sono d’accordo: facciamo una commissione d’inchiesta e vediamo ». Un rapporto della Corte dei Conti, datato a giugno nei giorni delle dimissioni di quello che la sinistra ha ribattezzato per l’effervescenza «Sciampagnini », offre una versione diversa. E denuncia «gravi irregolarità », «carente attendibilità delle scritture contabili », «indeterminatezza delle risorse », «insufficienza delle risorse destinate al bilancio 2003»… E così via. Fino a precisare che la Sovrintendenza, a proposito di quegli immobili che il Municipio voleva vendere per tappare un po’ di buchi (resta indimenticabile il dirottamento alle casse catanesi di soldi tolti dai fondi dell’8 per mille per pagare tra l’altro i ballerini brasiliani che avevano danzato sotto l’Etna per la gioia di Surama De Castro, la bella carioca che allietava il primo cittadino) aveva verificato la loro «appartenenza al patrimonio indisponibile». Di più, bacchettavano i magistrati contabili: la situazione già a giugno appariva «fortemente compromessa » per la «mancata tempestiva soluzione dei gravi problemi manifestatisi ben prima del 2003». Quando al governo, per capirci, non c’era la sinistra ma la destra. In una recentissima lettera a Berlusconi, Raffaele Stancanelli, il sindaco che proviene da An, chiede aiuto per «la difficilissima e gravissima situazione in cui versa il Comune di Catania per l’enorme situazione debitoria che ho ereditato e che ammonta a euro 357.000.000 a cui va aggiunto l’indebitamento complessivo delle società partecipate pari, al 31/12/2007, a euro 100.511.475; ed in queste somme non è compreso il debito residuo». Il quale, come si legge in una relazione della Ragioneria Generale alla Corte dei Conti, firmata mercoledì dallo stesso sindaco, aggrava il buco di altri 549.709.272 euro. Totale: oltre un miliardo e sette milioni di euro. Pari, appunto, a quei 3.379 euro di «rosso» pro capite di cui dicevamo. Quasi seicento (dati Standard & Poor’s) più di ogni milanese, quasi mille più di ogni romano. «Dalle fredde cifre che ho elencato si evince una situazione che pesa come un macigno sulla città», scrive Stancanelli. E si sfoga: «Un’Amministrazione che non riesca a soddisfare i tanti fornitori che vantano crediti per oltre 170 milioni di euro (con inevitabili ricadute sulla stessa vivibilità, con mezza città al buio, strade dissestate, servizi sociali allo sbando, notevoli ritardi nei pagamenti degli stipendi, scuole sfrattate per morosità, etc. etc.) non può aspirare ad alcun futuro». Gli esempi del progressivo degrado, sotto l’occhio di Francesco Bruno che fa insieme il ragioniere generale del Comune e della Provincia fino a ieri governata dal potente Raffaele Lombardo, non si contano. Vigili urbani che per motivi elettorali sono stati via via promossi in massa col risultato che oggi su 540 poliziotti municipali solo 5 sono vigili semplici e 535 ispettori i quali, sia pur carichi di onori, devono uscire in strada il meno possibile perché spesso mancano i soldi per la benzina.

Organici gonfiati a dismisura tanto che oggi, dopo la sistemazione di altri duecento Lsu per l’80% stipendiati dalla Regione e presi in carico nonostante mancasse la copertura finanziaria, c’è un dipendente comunale ogni 72 catanesi. Stipendi distribuiti facendo i salti mortali o non distribuiti affatto, come quelli dei tre revisori dei conti ai quali il Municipio (così imparano a volere mettere il naso…) non solo ha tolto l’ufficio ma ha smesso di pagare il dovuto. Due milioni di premi di produzione (il responsabile del personale è stato sospeso solo ieri) distribuiti ai funzionari per i «brillanti» risultati. Consulenze strampalate come quella da 24 mila euro data («consulente per lo sviluppo industriale ») a una sventola ventenne nota per essere stata Miss Eritrea. Per non dire delle municipalizzate. Lo scrive, nel suo sfogo a Berlusconi, lo stesso sindaco: «Con quale autorevolezza si potrà intervenire drasticamente sulle società partecipate, vera piaga non solo del bilancio, sol che si consideri come l’energia, fattore di ricchezza e di guadagno in tutto il mondo, sia diventata a Catania causa di dissesto economico e di diffuso clientelismo?» L’ultimo bilancio consuntivo dell’Amt, l’azienda municipale dei trasporti, si riassume in poche cifre: tre milioni di viaggiatori (il 10%) persi in un anno, una vendita di biglietti che non arriva a coprire neppure un quinto dei costi (oltre un terzo, a Milano), un buco salito nei soli ultimi cinque anni a quasi 83 milioni di euro. Vale a dire 83 mila euro per ogni dipendente. Insomma: un disastro tale che perfino Enzo Bianco, cioè l’uomo che aveva sfidato la destra alle comunali del 2005 e che dell’amministrazione di «Sciampagnini» pensa il peggio del peggio, si è spinto a scrivere a Tremonti pregandolo, al di là delle responsabilità del dissesto che devono essere accertate, di «adoperarsi, in quanto titolare del dicastero azionista di riferimento della Cassa Depositi e Prestiti, affinché questa possa dare una riposta positiva alla richiesta di dilazione dei mutui». Quanto sia profondo il precipizio spalancato davanti, del resto, lo ammette lo stesso sindaco Stancanelli (confortato da Berlusconi con parole rassicuranti) che nella missiva alla Corte dei Conti di mercoledì, dopo essersi lamentato di come il ministero dell’Economia abbia liquidato la sua richiesta di un via libera sul piano di risanamento dicendo di «non essere l’autorità deputata ad esprimere pareri» e dopo aver criticato la durezza dell’Istat che quel piano gli ha bocciato, paventa che Catania precipiti entro settembre «in uno stato di dissesto ineludibile ». Una crisi, scusate la battuta, al buio.

Gian Antonio Stella
20 settembre 2008

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Il tempo che non ti aspettavi.

Settembre 22nd, 2008 - Settembre 22nd, 2008

Dublin, Ireland

Giorni stupendi questi ultimi giorni a Dublino. Non una nuvola. Sole tutto il giorno. Ne abbiamo approfittato io e Katia per fare una gita ieri a North Bull Island.

North Bull Island e’ un ammasso di sabbia e erba che sta a meta’ tra il porto di Dublino e la penisola di Howth. Si prende la Dart fino a Raheny e poi si prosegue e piedi per qualche Km. Vedere Google map sotto.

Curiosa la storia di questo pezzo di terra, che pare sia stato creato come conseguenza dei lavori di costruzione del porto di Dublino. Le correnti furono modificate ed hanno causato l’ammassarsi di sabbia che lentamente, ha creato questa specie di isola. Curioso anche il fatto che pare che i lavori del porto di Dublino sia stanno iniziati e seguiti dal capitano Blake (si quello del Bounty, e del famoso ammutinamento!)

Si possono trovare varie specie di uccelli (per gli appassionati del bird watching), a volte anche le foche, e soprattutto una location con vista su howth e sul mare abbastanza fica quando il tempo lo consente (come ieri).


View Larger Map

Dopo questa gita fuori porta siamo andati alla Science Gallery del Trinity college a vedere una esposizione di robotica, art-robots per la precisione.

Bellissimo il robot che riusciva a risolvere il cubo di kubrik (UNO REALE) in pochi secondo. La migliore prestazione che ho visto e’ stata 16 secondi. Prendevi il cubo reale, lo scombinavi a piacimento, lo mettevi in posizione, il robot lo prendeva con le sue braccia meccaniche, memorizzava tutte le facce una ad una. E poi iniziava a ruotarlo freneticamente! STUPENDO!

Altro robot fico era l’hexopod, una specie di ragno a 6 teste con una webcam, riusciva a riconoscere i volti delle persone, una volta fissato un volto era in grado di seguirne gli spostamenti, scattare una foto e metterla online nel suo sito!!! http://www.hexapodrobot.com/index.html

Le foto stanno qui: http://www.hexapodrobot.com/ic/

Ci dovrebbe essere quella mia e di katia! :D

Sabato invece ero di straordinario e non ho potuto godere della giornata. Sono andato ad un BBQ a casa di un collega italiano insieme ad altri colleghi di varia nazionalita’. Serata molto divertente.

Ieri sera pizza a casa mia! :D

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Qualcuno cerca casa?

Settembre 25th, 2008 - Settembre 25th, 2008

Sappiate che a casa mia si libera una double room. L’annuncio e’ gia’ stato messo su daft.
Cliccate qui.
Se siete interessati contattate la persona che si vede sull’annuncio Daft. Buona fortuna! :)

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Meno male che e’ arrivato il week end.

Settembre 27th, 2008 - Settembre 27th, 2008

Dublin, 8 months so far

Meno male che e’ arrivato il week end! Ho appena finito un pranzo luculliano a base di pesce.

4 Spigole a 4 euro ciascuna in un negozio di pescie vicino smithfield. 10 minuti da casa mia a piedi.
Antipasto a base di patate (siamo in Irlanda dopo tutto) condite con rosmarino, peperoncino e sale (un goccio di vino per dare sapore). Pesce cotto al cartoccio (al forno). Pane comprato da Fresh a Smithfield (un po’ meglio del solito pane cuisine de France).

Caffe’ con pallina di gelato vaniglia e rum (ricetta di Jose’).

Un pasto rifocillante dopo la fatica della pulizia del backyard dietro casa, che adesso e’ un po’ piu’ vivibile. :)

Per quanto riguarda la situazione lavorativa ultimamente sono un po’ cambiate alcune cose. In azienda e’ successo un piccolo cataclisma, 12 licenziati in tronco: leggere qui e qui).

Quando le acque si sono calmate ho preso il mio vicino di scrivania e gli ho detto: “Welcome to $azienda level 2!”. :)

No. Non c’entra niente la morte della Tigre Celtica e i discorsi economici sulla crisi in Irlanda, semplicemente l’azienda ha preso dei provvedimenti in merito a certe scelte fatte in passato. Di sicuro e’ la prima volta in vita mia, da quando lavoro, che vedo licenziare persino gente del calibro di Project Managers, Product Managers, HR Director…

In quei giorni ho ricevuto diverse telefonate da parte di recruiter vari che mi chiedevano: “Sei ancora in Newbay?”. I recruiter qui sono degli sciacalli. Sapevano gia’ tutto della situazione e saranno gia’ a caccia dei miei ex colleghi a spasso. Questa e’ anche la prova che il mercato IT in Dublino ancora tira per fortuna.

Qualche giorno dopo il mio capo manda questa email:

Need to do a one-to-one with each of you lads. Don’t panic – I’ll grab you one at a time over the next hour for a few mins.

“Don’t panic” ho pensato! Non sei tu il prossimo! Ed infatti era proprio cosi’. La chiaccherata era solo per tranquillizzarci che tutto va bene e non dobbiamo preoccuparci.

Nello stesso giorno mi e’ arrivata la conferma che il mio periodo di probation si e’ concluso con successo e che sono stato confermato nel mio ruolo permanent.

Il giorno dopo apprendo di essere stato rimosso dal progetto a cui stavo lavorando nel bel mezzo del system integration (progetto iniziato da zero, rackaggio, cablaggio, deployment del mondo, system integration, etc etc).

La rimozione e’ stata motivata dal fatto che alcuni sysadmin in USA hanno dato le dimissioni ed ero stato spostato al gruppo di USA ufficialmente per “dare una mano”. Quella sera partecipo ad una confcall in america in cui mi assegnano la responsabilita’ di gestire i lab di dublino che servono da palestra per il testing di alcuni prodotti che sono in sviluppo a dub ma che vengono messi in produzione in USA.

Insomma il tappabuchi…

Il risultato e’ che monto alle 10.30 e smonto alle 19.00 per avere piu’ tempo che si interseca con l’ufficio di Seattle.

Le attivita’ sono principalmente:

  • supporto a coder e tester a Dublino
  • deployment delle release sul lab dublinese e su quello americano
  • tappamento di buchi vari a caso
  • pare che fra un po’ mi assegneranno una bella gatta da pelare, ovvero tenere d’occhio gli allarmi nagios di un sistema di produzione e fixare i problemi che si riscontrano quando il team americano e’ a letto…

I progetti a cui sto partecipando lamentano una mancanza di documentazione paurosa e sono costretto a muovermi fra i server solo perche’ ho gia’ una esperienza pregressa con i prodotti aziendali.

Alla confcall mi hanno affidato un case da risolvere riguardo al problema lamnentato da $grandeoperatoretelefonicoamericano: alcuni telefonini non riescono ad accedere alle funzionalita’ WAP di un nostro prodotto… mi sono messo in contatto con un mio collega operations in USA che mi ha spiegato la situazione… mi sono installato un paio di plugin per firefox (modify-headers, e wmlbrowser e firebug) per simulare gli User-Agent dei telefonini e altri headers mandati da essi.

Mi sono messo in contatto con uno sviluppatore che mi ha aiutato a capire dove era il problema. Ho fixato una regular expression che pareva non essere molto corretta e abbiamo fatto un passo avanti. Con Firefox non riscontravo piu’ problemi di accesso ma a quanto pare alcuni telefonini reali hanno ancora problemi. Allora ho chiesto al mio collega in USA di farmi avere dei tcpdump e i log dell’applicazione via email. Io non posso ottenerli da solo perche’ non ho accesso in produzione (e francamente me ne tengo alla larga il piu’ possibile) e pare che i telefonini di test NON accedino al lab… Un giorno di mattina mi alzo e leggo questa email:

Angelo, you are a member of the US team now,  try not to just pass the issues like this.
For example try to have $american_colleague on the phone trying the wap request, while you collect the tcpdump.  Please try to stay involved, and continue to push this forward.
Don’t wait for it to come back to you.
Does that make sense?

Ho pensato: ma questo e’ impazzito? Io non sto cercando di scaricare il barile a nessuno! Sto solo cercando di ottenere piu’ info, visto che non posso ottenerle da solo perche’ mi serve avere in mano un telefonino vero lo chiedo a chi si trova li. Con gli orari che ci sono tra Dublino e Seattle devo veramente svegliare la gente per avere una minchiata di tcpdump mentre il telefonino cerca di accedere? Assurdo! Ma che lo facciano quando leggono la email e me lo mandino! Mi pare piu’ comodo per tutti! E poi come faccio a fare da solo se non ho il fottuto telefono nelle mei mani?

Fatto sta’ che di fretta e furia sono andato a lavoro e mi sono lamentato col mio manager. Ma come! Io cerco di aiutare e la gente mi risponde cosi’? Con questo tono! Ovviamente il mio capo ha detto che ho ragione ma che comunque gli avrei dovuto rispondere in maniera coridale. Cosa che ho fatto. Non c’era motivo di aggredirmi in quel modo. Sicuramente il tipo sara’ stressato di suoi (infatti e’ di pochi giorni dopo la notizia che il lancio in produzione di una nuova release e’ andata male e sono stati costretti ad effettuare il rollback).

Ad ogni modo quel giorno gli rispondo dicendo che la sua precedente email mi e’ sembrata un po’ con toni accusatori ma che sicuramente non era cosi’, magari solo stress. Gli faccio presente che per lavorare al problema ho bisogno di telefonini reali e non posso procedere solo con Firefox. E gli chiedo se posso svegliare qualcuno la notte… :P

Qualche giorno dopo ricevo questa email (mandata a tutta la ml aziendale americana degli operations engineer):

Where are we with WAP  ?   $bigamericanmobilecompany is ready to shoot someone (ndr: chissa’ chi e’!), there has been little progress. There are still 10 phones that can see the index of albums but once an album link is selected they get 404.

Io ed il mio collega gli abbiamo risposto contemporaneamente ed il concetto delle mail era qualcosa tipo: “Guarda che stiamo aspettando che $grandeoperatore ci metta in condizione di lavorare!”.

E mi sento rispondere:

if we are waiting on $bigamericancompany I need to know so I can push back, they right now are not aware of that.

Ma come? Ti serve saperlo! MA TUTTE LE CAZZO DI EMAIL CHE MANDO METTENDOTI IN CC LE LEGGI?

Il buon senso suggerisce che per risolvere il problema bisogna riprodurlo nel lab di test e fare le proprie prove con calma senza toccare la produzione, lavorando insieme a coder e tester, fino a quando non si viene a capo della soluzione. Poi i coder rilasciano la nuvoa release che fixa il baco, e la si deploya in produzione.

Il problema e’ che non solo $grandeoperatoremobileamericano non ci ha fornito alcun telefonino per riprodurre il problema, per giunta ci ha detto che non c’e’ modo di raggiungere (meglio dire che a loro non va’ di configurare le cose…) il lab dai telefonini con le sim di test perche’ i WAP gateway non sono configurati per redirigere certi MSISDN sul laboratorio. E che ci dobbiamo arrangiare!

Abbiamo chiesto di avere un paio di SIM/MSISDN rediretti dal WAP gw all’ambiente di produzione. Non penso sia impossibile!

E’ Incredibile! UN IMMENSO OPERATORE TUTTI SPACCHI E PIRITI CHE NON E’ IN GRADO DI CONFIGURARE QUATTRO MINCHIATE WAP PER RAGGIUNGERE UN FOTTUTO LAB.

Ho un bug da risolvere e non posso lavorare per riprodurlo nel laboratorio come e’ giusto che sia ma mi devo arrangiare! Leggete:

We will not be able to use this firewall for any excuse, and we will need to make progress with the system we have.  Please try to think up some ways we can get information to the developers that can code a fix. (ndr: si parla di firewall perche’ nel frattempo qualcuno in $grandeoperatore proponeva qualche magica regola non so dove per permetterci di fare arrivare i telefonini al lab)

Mah. Mi faccio venire una idea… mmmmm…… mmmmmmmmmm.mmmmmmm……. mungle mungle…….. L’unica idea che mi viene e’ quella di lavorare in produzione visto che i tel possono arrivare solo li. Ma sono pazzi? Ma sono seri? Ma dico ma questi i test di accettazione in quale ambiente li hanno fatti? Ma soprattutto li hanno fatti?

Il progetto a cui lavoravo prima e’ piu’ serio. Solo l’ambiente di test e’ una copia ESATTA di quello di produzione anche dal punto di vista dell’integrazione.

Comunque non sono molto convinto della situazione attuale. Odio fare il tappabuchi degli altri, specie quando mi trovo a subire le conseguenze di mala documentazione e poca condivisione delle informazioni. Sabato scorso ho lavorato e tutt’ora sto appresso alla email aziendale…

Cambiamo discorso: continua la ricerca del/della nuovo/a coinquilino/a.
Ieri dovevamo vedere 4/5 persone ma 3 ci hanno dato buca e abbiamo visto solo 2.
Una ragazza francese, molto simpatica, parla inglese perfetto (manco ci si rende conto dell’accento francese), vissuto tanti anni a Londra. E un ragazzo francese che e’ stato immediatamente scartato:

  • e’ venuto in giacca e cravatta (quando e’ entrato io e jose’ ci siamo visti in faccia e ci siamo subito intesi)
  • e’ qui da una settimana e lavora (ma non che mi fidi piu’ di tanto)
  • attualmente e’ ospite a casa di alcuni amici che, a sua detta, lo vogliono buttare fuori (giustamente dico io!)
  • la prima domanda che ci ha fatto e’ stata se puo’ fare party e se puo’ portare persone a dormire!
  • non cucina COMPLETAMENTE.

Oggi pomeriggio aspettiamo altre 5 persone anche se devo dire la tipa di ieri ci ha fatto una buona impressione. Vedremo.

Adesso vi saluto. Alla prossima.

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