Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”.

in Lutto, Musica

Fanno 10 anni dalla scoparsa di Fabrizio De Andre’, musicista e poeta Italiano. Uno dei migliori, io ascolto poca musica italiana normalmente, ma per De Andre’, Gaber, Guccini, Franco Battiato (Siciliano e di un paese vicino Catania…), Blu vertigo, e pochi altri…

«De André non é stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano» (Nicola Piovani)

10 anni fa Fabrizio e’ riuscito finalmente ad «attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”.»

Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte con un bisogno d’attenzione e d’amore troppo, “Se mi vuoi bene piangi ” per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive con un semplicissimo “Mi ricordo”: per osservarvi affittare un chilo d’erba ai contadini in pensione e alle loro donne e regalare a piene mani oceani ed altre ed altre onde ai marinai in servizio, fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli senza rimpiangere la mia credulita’: perche’ gia’ dalla prima trincea ero piu’ curioso di voi, ero molto piu’ curioso di voi. E poi sorpreso dai vostri “Come sta” meravigliato da luoghi meno comuni e piu’ feroci, tipo “Come ti senti amico, amico fragile, se vuoi potro’ occuparmi un’ora al mese di te” “Lo sa che io ho perduto due figli” “Signora lei e’ una donna piuttosto distratta.” E ancora ucciso dalla vostra cortesia nell’ora in cui un mio sogno ballerina di seconda fila, agitava per chissa’ quale avvenire il suo presente di seni enormi e il suo cesareo fresco, pensavo e’ bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra. E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci, mi sentivo meno stanco di voi ero molto meno stanco di voi. Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta fino a farle spalancarsi la bocca. Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male e ad alta voce di me. Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse “perderemo”. Potevo chiedere come si chiama il vostro cane Il mio e’ un po’ di tempo che si chiama Libero. Potevo assumere un cannibale al giorno per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle. Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”. E mai che mi sia venuto in mente, di essere piu’ ubriaco di voi di essere molto piu’ ubriaco di voi.

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4 Comments

4 Comments

  1. sul fatto che de andre’ non sia di moda avrei qualcosa da ridire :D

  2. e dilla :D
    io la so. ma il mondo li fuori no.

  3. beh, con tutti sti speciali certo che va di moda.

  4. pure quel “dissociatore” cronico ci fa la trasmissione stasera. Ti pare che non va di moda???

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