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Archive for the ‘Cucina’ Category

Prove tecniche di panificazione.

Ottobre 14th, 2008 - Ottobre 14th, 2008

Dublin, 8 months more or less so far.

Io e Katia ci stiamo dando alla panificazione. Si sa’ con questa crisi dei mercati che c’e’ nell’aria…
Usiamo la pasta madre gentilmente offerta dal Direttore.

Basta solo tenerla viva ogni 2gg rinfrescandola con farina e acqua (5gg se la si tiene in frigo). Dobbiamo solo tararci un po’ sui tempi di lievitazione e quantita’ di sale. Oggi pranzero’ con un bel panino homemade :D

Informazioni utili per chi si vuole cimentare sul mio account del.icio.us (tag “pane”). Se mi gira mi compro anche la macchina elettrica per fare il pane da Arnott’s.

Saluti

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Prove tecniche di panificazione (secondo round)

Ottobre 19th, 2008 - Ottobre 19th, 2008

Dublin, Ireland, 9 months more or less.

Ieri e’ stato il tempo del secondo round. Abbiamo tarato un po’ meglio sale e lievitazione. Ed anche qualche accorgimento per la crosta :D

Stasera terzo round! Si va per approssimazioni successive.

Ecco le foto dell’ultimo pane. L’ho tagliato, a gentile richiesta di elibus.

Nel pomeriggio a casa del Direttore per aiutarlo a fare pasta all’uovo (ravioli alla zucca, tortellini alle melanzane), e pasta sfoglia (per fare una costrata di marmellata), per la cena dello stesso giorno.

Mi ci devo cimentare anche io a casa ora che ho visto come si fa.

Saluti

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Week end nel sud est d’Irlanda

Dicembre 15th, 2008 - Dicembre 15th, 2008

Salve gente,

questo week end siamo andati nel sud est dell’Irlanda insieme ad alcuni colleghi. L’occasione della mini vacanza era il compleanno di Rosanna, la ragazza di un mio collega :)

Ecco le tappe coperte, grazie a Google map:

Dublin -> Hook Head Light House(B) -> Dungarvan(C) -> Lismore (D) -> Cashel (E) -> Dublin.

Hook Head Lighthouse

E’ un faro molto importante situato su una penisola nelle vicinanze di Waterford. Una volta arrivati li e’ possibile fare un giro nei dintorni del faro, seguendo i sentieri, si puo’ godere una vista molto carina dalla sommita’ del faro (visite guidate dallo staff ogni ora, ora non ricordo il prezzo del biglietto). Il visitor centre e’ munito di bar, bagni, zona picnic (sia all’aperto che al coperto).

Maggiori info:

Verso Dungarvan

Da Hook Head ci siamo poi trasferiti verso Dungarvan. Attenzione: consigli per chi si vuole spostare da Hook Head a Dungarvan: prendere il ferryboat in localita’ Arthurstown (punto A nella mappa). Il punto e’ conosciuto come Passage East.

Questo vi consentira’ di risparmiare una 50ina di km! Il prezzo del biglietto e’ di 8 euro one way se non erro… e la traversata dura meno di 3 minuti :P Non ho avuto manco il tempo di scendere dalla macchina e fare 4 foto :P

Il ferryboat piu’ che un traghetto sembra una chiatta vera e propria, mai vista! :)

Dungarvan, Seaview B&B e dintorni.

Dungarvan e’ un paese di 6000 anime circa. Davvero molto carino se comparato con la media irlandese.
Un paese con certi tratti da paese marittimo mediterraneo. Ho trovato molto piacevole il passeggio sul “lungomare” dove si trova una bella insenatura.

Il B&B era davvero fico, in alto su una collina si poteva vedere tutto il golfo. Molto fica la sala del breakfast con ampie finestre per godere della vista. Bello anche il salottino al primo piano dove sorseggiare qualcosa in totale relax.

Maggiori info:

The White Horses restaurant.

Entrando nel discorso cibo siamo andati a mangiare in un ristorante consigliato dalla tipa del B&B. Il nome e’ The White Horses e si trova a poche miglia dal B&B, il paese si chiama Ardmore.

Abbiamo bookato facendo telefonare la tipa del B&B. Volevamo fare per le 8.30 ma ci hanno detto che non c’era posto e che avremmo dovuto fare tipo alle 19.00 o alle 21.00. Era gia’ tardi e abbiamo optato per le 21. Arriviamo li alle 21.10. Ristorante pieno. Entriamo; ci dicono di attendere 10 minuti, e ci invitano ad aspettare al pub difronte. Entriamo al pub di fronte, prendiamo una pinta, e dopo 20 minuti arriva la tipa a prendere le ordinazioni (sguardi si stucco fra i commensali…). Attendiamo un totale di 40 minuti per essere chiamati… Arrivati al tavolo ci ritroviamo con solo 6 coperti (e noi eravamo 7!).
Disappunto tra i commensali… Io e Katia Ordiniamo come starter 2 seafood chowder, e come main course del salmone in crosta accompagnato con del cous cous e delle salse varie al peperone e altre cose da dividere in due (e’ stato possibile perche’ il piatto era abbastanza abbondante). Vino bianco. Prezzo se non erro una 50ina di euro in 2 per 2 starter e un main course (il vino e’ stato offerto come regalo dal ragazzo della festeggiata).

Giudizio: positivo per il cibo un po’ meno per l’organizazione (40 minuti di attesa nonostante il booking con ore di anticipo, disorganizazione nel conto delle posate, abbiamo dovuto chiedere 3 o 4 volte per oggetti che mancavano sulla tavola, posate, bicchieri, tovaglioli, etc…)

Nota: la sera al rientro dal ristorante la tipa del B&B ci ha chiesto com’era andata. Noi abbiamo raccontato la storia e il giorno dopo al breakfast la padrona ci ha detto che il ristorante ha chiamato per scusarsi dell’inconveniente…

Maggiori info sul ristorante:

  • http://www.ireland-guide.com/establishment/white_horses_restaurant.4023.html
  • http://www.goodfoodireland.ie/index.cfm/section/members/key/173

Un altro locale consigliabile e’ il Marine Bar. Un pub dove spesso c’e’ musica dal vivo e concerto di musica tipica fino alle 2-3 di notte. Sito: http://www.marinebar.com/

Gita nel dintorni del monte Coumaraglin e Mahon falls

Prima di lasciare Dungarvan gita nei dintorni del monte Coumaraglin per visitare le cascate di Mahon…

Purtroppo le condizioni erano proibitive: vento MOOOOOLTO forte e FREDDISSIMO. Pochi intrepidi si sono avventurati per il sentiero che porta dalla piazzola di parcheggio fino alle cascate (secondo i miei occhi saranno stati 20-30 minuti di cammino). Il freddo e il vento (e lo scarso equipaggiamento di coloro che erano senza beretto e giacca adatta) ci ha fatti tornare indietro. Io sarei potuto proseguire :P

Ho scattato qualche foto all’ambiente ma non alla cascata. Potete trovarne alcune su flickr (link sotto).

Maggiori info:

La via di ritorno verso Dublino: Lismore e Cashel

Verso il ritorno per Dublino siamo passati per Lismore, piccolo paese del country side irlandese. L’attrazione principale del paese pare sia il castello chiamato per l’appunto Lismore Castle. Pare che non sia possibile visitare il castello in quanto sia ancora oggi una residenza privata. Leggendo la Lonely Planet pare che questo castello possa essere affitato, per intero, per la modica cifra di 32.000 euro a settimana. Dice che questa estate e’ stato affittato da un gruppo di facoltosi ammeregani. I giardini pero’ sono aperti al pubblico, ma non in questo periodo. Pare che gli orari di apertura siano da Marzo a Ottobre.

Maggiori info:

Dopo Lismore capatina a Cashel, ci sono stato 3 volte con questa e mi sono rotto a parlavene :P
Leggetevi queste URL:

  • http://en.wikipedia.org/wiki/Cashel,_County_Tipperary
  • http://en.wikipedia.org/wiki/Rock_of_Cashel

Per le foto ci sto lavorando e saranno presto su flickr.

Mio dio questo post e’ praticamente una lista di URL… sono pigro… alla prossima!!!!

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Etnie e popolazioni a confronto: il Barbeque.

Aprile 20th, 2009 - Aprile 20th, 2009

Dublino, 1 year and 2 months.

E’ arrivata la primavera a Dublino, stiamo vivendo belle giornate di sole… la temperatura non si alza piu’ 13/14 gradi Celsius… ma ci accontentiamo. Quest’anno sono piu’ preparato all’idea di non vedere la temperatura alzarsi piu’ dei 18 gradi, quindi sto apposto psicologicamente. :)

Con queste giornate di sole i Dubliner organizzano solitamente BBQ. Il mio coinquilino spagnolo non voleva essere da meno ed ha deciso di organizzarne uno sfruttando il backyard di casa mia.

L’occasione e’ stata utile per rafforzare le mie convinzioni sulla superiorita’ della razza Italiana, ed in particolare della razza Sicana/Sicula, in fatto di BBQ.

I siciliani in particolare, vengono svezzati con biberon pieni di salmoriglio, nella culla al posto dei gioccattoli appesi ci abituano a vedere rametti di erbe (rosmarino, e quant’altro) varie penzolare.

Quando pensiamo al cavallo non pensiamo a corse/scommesse/fattorie come fanno qui, ma alle fettine, polpette, e quant’altro si possa fare con la loro carne :P

Durante le serate estive ci si organizza per andare alla pineta dei monti rossi di Nicolosi, caricandosi il bracere sullo scooter, per organizzare epiche mangiate di sasizza, e compagnia. Come gli abitanti di Rapa Nui nell’Isola di Pasqua  scelgono il loro capo dopo una stremante nuotata di 2km nel pacifico infestato dagli squali al fine di arrivare ad un faraglione dove prelevare delle uova e riportarne sull’isola intatte, i catanesi eleggono il loro guru a colpi di arrusti e mangia sulle pendici etnee, alla caccia della migliore sassizza possibile, non bruciata di fuori, e cotta di dentro.

Attorno al mito della carne di cavallo si e’ costituito compatto un gruppo di facinorosi giocatori di rugby che fanno dell’arrusti e mangia post partita (formalmente conosciuto negli ambienti continentali come terzo tempo) la loro punta di diamante, il mitologico bracere di 2 metri per 50cm e’ rinomato in tutta Italia, anche se le sue dimensioni vengono ampliamente esagerate dalle popolazioni nordiche grazie anche al fatto che le epiche mangiate vengono raccontante e tramandate ad altri club italici solo verbalmente.

Nel linguaggio mitologico siculo orientale, ed in particolare nella contea di Catania, anche il bracere assume nomi altisonanti e subisce iflussi anglofoni come:

  • La console
  • Il DJ diventa la persona che in quel momento si trova sul focolare (la console) e passa i dischi (le fettine di carne)

Permangono comunque le vecchie terminologie:

  • U fucuni
  • U fuculari

Ma veniamo al bbq di ieri: la popolazione ispanica non ha grandi tradizioni a riguardo, almeno a giudicare i suoi elementi piu’ giovani vi citero’ alcuni esempi:

  • Usare il phon per tirare su la fiamma, perche’ «si fa prima ed e’ piu’ comodo».
  • Non capire che prima bisogna sbraciare il carbone e poi mettere sopra la carne, se no si carbonizza di fuori e rimane cruda di dentro :P
  • Usare carne di pollo. Non era il caso di ieri ma mi hanno detto che per loro non e’ peccato
  • Utilizzare la lacca per tirare su il fuoco
  • Non utilizzare nessun tipo di salmoriglio
  • Se si aggiunge carbone bisogna sbarciarlo prima di rimetterci la carne
  • Non esiste solo la carne di porco
  • Non sono necessarie 5 persone per gestire un bracere :D

Il Direttore, che era qui con me, puo’ integrare.

Detto fatto, io richiedo la PUNTATA RIPARATRICE, sospendo gli ispanici dall’uso del barbeque, e credo che organizzero’ un BBQ con tutti connotati. Block notes e penne gratis distribuite durante il BBQ per prendere appunti.

CERS

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Surviving lessons for Italians abroad: home made bread.

Dicembre 18th, 2009 - Dicembre 18th, 2009

Dublin, Ireland, quasi 2 anni.

Cerchiamo di dare una nuova dimensione a questo blog parlando di robe di cucina. In effetti il titolo e il dominio del blog sono un poco limitanti. Puo’ darsi che do’ alle ortiche vitadiunsysadmin.net e sposto tutto sotto pallotron.net/blog/ anche perche’ piu’ tempo passa e piu’ mi rendo conto che, si ok , l’IT e’ bello, mi piace, e’ una passione, forse la mia piu’ grande passione, pero’ ci sono tante altre belle che si potrebbero (in certi casi dovrebbero) fare. Mettici che possono anche tenerti lontano dal computer, mettici che possono anche serviti nella vita (vedi cucinare), metti che e’ sempre comunque positivo coltivare le proprie passioni che, in caso diventi bravo, possono sempre valerti qualche soldo.

Ma non divaghiamo, ora parliamo di cucina. Essendo anche io emigrato, e soprattutto (alcuni direbbero purtroppo) Italiano non posso fare a meno di certe cose. Il pane, la pizza fatta in casa ad esempio. Sono sopravvisuto un po’ col pane tipo Cuisine de France, e i toast che ci sono qui (che tutti i lettori irladiani conoscono e sanno che il giorno dopo sono immangiabili!). Mi piace molto il soda bread o certo pane che si trova al Dunnes o a Fallon & Byrne. Ma sinceramente costano un occhio della testa, da qui l’idea di farsi il pane da solo.

Prima di iniziare

  • Una macchina del pane (bread-maker): 70-90 euro da Arnott’s, io ho la Kenwood ma voi potete prendere quello che vi pare, pare che Moulinex sia una buona marca, a detta di mia madre);
    Kenwood BM250 break-maker
  • Una bilancia da cucina, meglio se digitale.
  • Un forno (oven) che faccia 220 C

Ingredienti

  • 500gr Farina, io uso un misto di wholemeal e strong white, la prima la potete trovare un po’ dovunque, la seconda io la trovo solo al Tesco, quando mi rompo ad andarci perche’ troppo lontano da casa mia vado al Dunnes Store e prendo la clasica plain.
  • Sale, zucchero, acqua (!?)
  • 200gr. Yogurt naturale, potete anche usare quello di tipo greco.
  • Lievito (yeast): qui le scelte sono multiple, io sono partito con lievito madre, per poi rompermi le palle di rinfrescarlo ed ora uso ad alternanza lievito di birra portato dall’Italia quando scendo o lievito in polvere specifico per il pane che trovate in tutti i supermercati. Di solito viene venduto in bustine da 7gr.

Attenzione! Fate attenzione a non prendere la farina detta self-rising, essa contiene gia’ all’interno l’agente lievitante pertanto non e’ consigliata.

Procedimento

Avete comprato tutto? Bene! Ora prendete il cestello, inserite la paletta (questo e’ importantissimo, non immaginate quante volte mi sono dimenticato di metterla) ed inserite gli ingriedenti in questo ordine:

  • 175ml di acqua, la temperatura non e’ importante, anche se io la metto leggermente tiepida.
  • 2 cucchiaini di sale
  • 200gr di yogurt naturale
  • 500gr di farina: io faccio di solito 60gr di wholemeal e 440 di strong white.
  • Fate un piccolo buco al centro e mettete 2 cucchiaini di zucchero e una bustina di lievito secco (dry yeast) da 7gr.

A questo punto potete inserire il cestello nella macchina ed impostare il programma di solo impasto (nella mia macchina e’ il programma numero 8 e dura 1h:30m). Al completamento del programma trasferite l’impasto su una teglia dove avrete precedentemente posizionato della carta forno con una spruzzata di farina. Effettuate un buco con le dita della mano della grandezza poco piu’ grande del vostro pugno, posizionate una ciotola imburrata nel buco per evitare che l’impasto lievitando riempia il buco. Coprite tutto per bene e lasciate lievitare per 40 o piu’ minuti o fino a quando l’impasto non raggiunge il doppio del suo volume iniziale.

Infornate nel forno che deve aver gia’ raggiunto la temperatura di 220C e fate cuocere per 25 minuti. Se vi piace potete effettuare quattro tagli, non troppo profondi se no l’impasto si sgonfia, e dare una spruzzata di farina prima di infornare.

Per capire quando e’ ora di tirarlo fuori dovete premere la crosta, quando sentite che fa il famoso Crack! alla potete tirarlo fuori.

Se durante la cottura la crosta si fa troppo scura, potete coprire ulteriormente con carta forno o spegnere la resistenza superiore del forno.

Il pane dovrebbe uscire fuori piu’ o meno come qualcosa del genere, quando tirate il pane fuori dal forno posizionatelo su una griglia metallica per evitare che il fondo si inumidisca per via del vapore. Enjoy!!

cucciddatu

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