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Natale e Capodanno Irlandese

Gennaio 7th, 2009 - Gennaio 7th, 2009

Dublin, Ireland, 1 year (almost)

A distanza di quasi un mese ritorno a scrivere per comunicarvi che sono sopravvisuto indenne (o quasi) al primo Natale e Capodanno in terra Celtica.

Tutti gli Italiani sono andati via a Natale per tornare in Italia. Io no. Non voglio passare per avaro, ma 600 euro per 4 voli andata/ritorno (per me e per katia) se li ficcano dove sanno. Odio la speculazione delle compagnie sotto natale. Ho preferito spendere quei soldi per far salire i miei genitori una settimana questo mese con macchina noleggiate e B&B per 4 nel Kerry (dove non sono mai andato ancora). E poi c’e’ da dire che non avevo piu’ ferie residue e non mi andava di prenderne in prestito dal 2009 :D

Il natale qui e’ tutto come me l’avevano descritto. Dublino durante il periodo natalizio e’ un mix tra la pazzia ed il rincitrullimento di massa pre-natalizio in giro per i negozi di Grafton St. e Henry St. addobbati con luci multiple, il clima di assoluta rilassatezza a lavoro e il deserto nei giorni di Natale e Santo Stefano. Il tutto condito da quel finto perbenismo tutto british che impedisce per legge di vendere alcolici di ogni tipo nei giorni santi. Perbenismo ovviamente raggirato dalla popolazione con grandi acquisti di casse di birra e alcool vario nei giorni pre natalizi.

Dal canto mio ho battuto il record degli acquisti natalizi.

Ai blocchi di partenza della cronoacquisti segnavano le ore 15.00, il giudice di gara da il segnale di partenza, l’intrepido pallotron avanza spedito verso il parco di St. Patrick, lo attraversa, si avvia verso il centro commerciale di St. Stephen’s Green, entra, si fra strada tra la massa e in meno di 20 minuti esce vittorioso dal centro commerciale, munito di 4-5 regali.

Pallotron: tempo 45′ 34″.34
Irlandese medio: 2 settimane e mezzo (partendo da inizio Dicembre)

Il  veglione di natale si e’ trascorso a casa mia, i presenti erano io e katia, il direttore e consorte, il mio coinquilino spagnolo. Tutto cucinato in proprio, ho provato a fare la scacciata ma non e’ venuta un granche’, non per il sapore ma perche’ la base era troppo sottile e si e’ rotta :D

Sara’ per la prossima volta!

La cena di Natale si e’ fatta a casa del Direttore, stesse persone :D

Il capodanno, come gia’ accennato dal Direttore, lo abbiamo speso in Donegal: 4 notti, dal 31 a 4, nei pressi di Dunfanaghy, (punto A nella mappa): villaggio alle porte della penisola di Horn Head, una delle piu’ belle che ho visto fin’ora dal punto di vista del paesaggio.

Il B&B che ci ha ospitato si chiama Corcreggan Mill.

donegal

Parlando col mio boss (del Donegal), pare che quella sia una delle piu’ remote zone d’Irlanda. Si e’ anche meravigliato che sia andato li :)

Ce ne siamo accorti il 31 notte, non un botto di capodanno, non un grido! Situazione pittoresca, solo noi 6, il camino che pompava di brutto, giochi di carte e societa’. Mentre in Italia la gente moriva uccisa dalle pallottole di qualche cretino, io mi sono accorto che era mezzanotte passata per caso, guardando l’orologio segnalre 00:01 :)

No countdown, no spumante :D

I successivi giorni li abbiamo passati facendo escursioni e hill climbing.

Vivamente consigliato un percorso che permette di raggiungere la spiaggia di Tramore, sull’Horn Head.

Arrivati a Dunfanaghy, si imbocca la strada che porta verso la penisola, si passa un ponte a 12 archetti, si posteggia, e da li inizia un percorso a piedi che passa attraverso dune e colline di sabbia (in foto).

tramore1

Alla fine di questa piacevole passeggiata (e’ possibile scegliere da un percorso piatto e uno che fa su e giu’ tra colline di sabbia) si arrivare su di una spiaggia immensa, piattissima, con poca presenza umana, in foto:

tramore3 tramore4

Per i piu’ impavidi e’ possibile salire il promontorio e proseguire verso la scogliera, in mezzo a pecore che pascolano, si puo’ visitare il black hole, un buco nella roccia a picco sul mare.

tramore2 hornhead1

Maggiori info su questo percorso, e su altri percorsi nel sito del B&B dove abbiamo pernottato. (quello descritto su questo posto e’ il Walk numero 3).

Gli altri giorni li abbiamo spesi a girare le altre due penisole a Nord. Passando per Doe Castle, il faro di Fanad Head, il grande arco di roccia chiamato Great Pollet Arch.

doecastle greatpolletarchfanad

Altri posti che meritano sono Portsalon, Malin Head (il punto piu’ a Nord d’Irlanda), il faro vicino alla punta di Moville.

Sto ancora lavorando alle centinaia di foto che ho scattato, quando e se le pubblichero’ le troverete su questo set Flickr.

Altre fotografie non fotograficamente rilevanti le trovate su Facebook.

Alla prossima.

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Pasqua ad Oslo.

Aprile 16th, 2009 - Aprile 16th, 2009

Questa e’ la seconda pasqua da quando sono arrivato in Irlanda. L’anno scorso manco mi ricordo cosa abbia fatto, nemmeno nel blog ce n’e’ traccia. Segno che sono profondamente paganissimissimo.

Quest’anno invece ho aggiunto un giorno di ferie al long week end e ho speso 4 giorni insieme a Katia in scandinavia, Norvegia, Oslo. Tanto per non farmi dire «Ah! ma tu non mi porti mai da nessuna parte!». Che poi, detto tra noi, non e’ proprio vero! Vero Katia? :P

Volo Dublino – Torp. L’aeroporto di Torp si trova a 110km di distanza da Oslo. Grazie Ryanair, tu che sei cosi’ cheap che non mi metti manco la sacca porta-oggetti davanti al mio posto a sedere, tu che sei cosi’ cheap che non metti manco le sacche per vomitare perche’ tanto staticamente non conviene! tu che sei cosi’ cheap che mi fai atterrare a 120km dal posto che scrivi nel tuo sito, tu che sei cosi’ cheap che per compensare mi rompi la minchia con le tue hostess per tutta la durata del volo :D

Meno male che il volo e’ durato poco, meno di 2 ore, mi aspettavo di piu’. Ed ero terrorizzato dalla pubblicita’ che diceva che “in questo volo sei abilitato ad effettuare telefonate col cellulare una volta superati i 10.000 piedi di altezza”… per fortuna di italiani ce n’erano pochi :P

Oslo sta a GMT+1 come fuso cosi’ abbiamo dovuto portare gli orologi un’ora avanti.

Gia’ atterrato mi sono reso conto che praticamente andare in Norvegia e’ come andare in un paese anglofono: hai il 70% di probabilita’ di parlare con una persona che parla fluentemente inglese: dalla 60enne barista, all’immigrato conducente di autobus, alla bambina di 10 anni, praticamente tutti parlano la lingua, con una facilita’ ed un slang molto simile, per non dire uguale, ad una persona madrelingua.

La cosa interessante che ho notato stando sull’autobus, ed osservando il conducente ed i passeggeri entrare, e’ che certi norvegesi usavano switchare a caso tra norvegese e inglese mentre parlavano! :D

Ma come fanno? La risposta sta nella televisione: tutti i film/programmi non norvegesi vengono trasmessi in lingua originale (inglese, francese, italiano che sia) ma con sottotitoli norvegesi. Nessun doppiaggio, una comodita’ per turisti che vogliono vedersi un film in TV, ed una vera e propria scuola di inglese gratis che inizia dalla tenera eta’ per tutti i cittadini.

Altro che “le 3 i” del berlusca (inglese, internet, i-qualcosa-che-non-ricordo). Fosse per me adotterei questo sistema domani in tutta Italia, coattamente: banditi i doppiaggi; tutti i programmi importati non doppiati; sottotitoli in italiano. Chissa’ che non sia’ la volta buona che in un paio di generazioni avremo gente che parla non dico fluente ma decentemente.

Ma andiamo al nostro itinerario: spostamento in bus come dicevo, gia’ nel bus vedi che le cose sono diverse anche rispetto all’Irlanda, autista cordialissimo, mi suggerisce di prendere il return ticket cosi’ pago di meno. Mi invita a mettere il bagaglio sul lato sinistro del bus, perche’ il lato destro e’ riservato alla gente che scende nei paesi che stanno tra Torp e Oslo, in modo da non seppellire le loro valigie in mezzo a tutte le altre e velocizzare le operazioni.

Appena partiti, prende il microfono e augura il benvenuto a tutti, il palmare utilizzato per emettere i biglietti aiuta l’autista durante il tragitto per capire quante persone devono scendere in un dato villaggio, quante in un altro ancora e cosi’ via, durante il tragitto l’autista indica le fermate a voce, dicendo cose tipo «mi risulta che 2 persone debbano scendere alla prossima fermata, se siete interessati a scendere premete il tasto di stop”.

Possibilita’ di pagare con carta di credito e contanti, anche le banconote (altro che Dublin Bus!).

L’arrivo ad Oslo avviene passando attraverso un tunnel sotterraneo che attraversa tutti il centro per sbucare nei pressi della stazione centrale, a fianco di cui sta il bus terminal, organizzato come un aeroporto con gate, biglietteria, monitor che avvisano di arrivi e partenze (molto sime al terminal bus di Dublino devo dire).

E siamo in centro! Prima giornata perfetta! Sole! Nessuna nuvola in cielo, una piacevole temperatura, camminavo in t-shirt. Appena uscito dal terminal mi accorgo che c’e’ ancora neve per terra, accumulata sui bordi delle strade.

Mi rendo subito conto che gli indici di popolazione non norvegese (o di origini non norvegsi) in citta’ e’ altissima. Molto piu’ che a Dublino.

Immigrare in Norvegia negli anni ‘80 significava ottenere supporto dallo Stato, aiuto per apprendere la lingua e aiuto per ottenere un lavoro. Il governo norvegese però, ha sempre supportato anche la conservazione di lingua e cultura, nulla di strano quindi che la seconda generazione di immigrati sia integrata pur mantenendo saldi i legami con le proprie origini. Infatti ho potuto osservare molti figli di emigrati ed emigrati stessi parlare norvegese correttamente.

Usciti dal terminal prendo la mappa della citta’ per capire che strada fare per recarci all’hotel. Mi ferma una ragazza che mi chiede se mi serve aiuto, gli dico dove devo andare e mi viene detto che l’hotel sta a solo 5 minuti a piedi da dove mi trovavo :D gentilissima!

Depositiamo tutto, e via per le strade del centro. Ci dirigiamo in direzione del mare, zona Opera House, di cui vi propongo questa fotografia:

opera

Un progetto architettonico innovativo, pieno zeppo di gente quel giorno che prendeva il sole :)

A differenza dell’Irlanda pare che la Norvegia abbia delle estati degne di questo nome, come cito da wikipedia:

La temperatura massima media dei mesi estivi (e cioè tra giugno e agosto) è tra i 20,1 e i 21,5 °C. Settembre è spesso un mese altrettanto caldo e per incontrare i primi rigori invernali è necessario aspettare la fine di ottobre. La più alta temperatura mai registrata è rappresentata dai 35 °C del 21 luglio 1901. Ondate di caldo si verificano più volte ogni estate, da giugno a fine agosto, con temperature tra i 30 °C e i 31 °C. Queste temperature hanno favorito la nascita di diverse strutture ricreative di ampio successo nate lungo l’ Oslofjord, che ovviamente registrano la maggiore affluenza lungo i mesi estivi quando la popolazione è sospinta verso il mare invitata anche dalle temperature dell’acqua che vanno dai 20 ai 24 °C.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la fortezza di Akershus. Eretta nel medioevo per difendere la citta’ dalle incursioni nemiche:

arkeshus

Nel tardo pomeriggio/sera ci sediamo per qualche birra (una lager buonissima di cui non ricordo il nome) e dopo un’oretta ceniamo alla buona in una specie di pub/caffe’. Saranno state  le 9.30 ed il sole era ancora bel alto sull’orizzonte! Dopo cena ci rimettiamo in giro per il centro e finiamo nei pressi della City Hall, edificio che ospita gli uffici amministrativi del comune, studi e gallerie d’arte. Di fronte alla city hall i moli da cui partono le barche per mini crociere sul fiordo e da dove partono vari traghetti, tra cui il traghetto che porta verso la penisola di Bigdøy, dove risiedono molti musei.

Accanto ai moli sorge una nuova area denominata Aker Brygge: un quartiere ultra moderno dove si concentrano ristoranti, banche, centri commerciali.

Nelle foto, la City Hall ed un canale di Aker Brygge:

cityhall

akerbrygge

Poi nanna.

Il giorno seguente, si parte col breakfast, la mia assistente, esperta in tecniche di sopravvivenza metropolitan-turistica, adotta la “tecnica dello squattrinato in hotel” e prepara panini a volonta’ utilizzando salami, prosciutti e formaggi del breakfast, da essere utilizzati come pranzo a sacco. Questa sara’ la tecnica adottata nei giorni a seguire, al fine di poterci concedere cene lussuose in serata :)

Dicevo, secondo giorno prendiamo la linea 12 per andare al Vigeland Sculpture Park, questo e’ un parco che ospita sculture create dallo scultore Gustav Vigeland.

Non staro’ qui a menarvela con la storia dello scultore, sono pigro, documentatevi con google.

Interessante il monolite al centro del parco di cui vi propongo questa fotografia:

vigeland1 vigeland2

Pomeriggio, ritorno al centro, visita al royal palace (si, la Norvegia e’ una monarchia costituzionale, questo vuole dire che normalmente il re/regine se ne fottono della vita politica, e si godono i fasti dell’eredita’ lasciando le scelte alla democrazia! :P ) , al ritorno dal royal palace mini crociera di due ore su nave di legno in giro per il fiordo. Nella sera ci dirigiamo verso Aker Brygge in cerca di un locale, tutti locali italiani, pizza, pasta, blabla. Avevo perso la speranza di trovare qualcosa di tipico ma poi abbiamo trovato questo ristorante “D/S Louise” – http://www.dslouise.no/.

Ci siamo tenuti sul pesce, la prima sera ho preso pepata di cozze + king crab (quegli enormi granchioni artici con le chele lunghe 50cm!) + vino + caffe’ + acqua, la seconda sera ho preso fish soup + aragosta au gratin + vino + caffe’ + acqua. Abbiamo mangiato bene a mio modo di vedere.

Circa 50 euro a persona. 990 NOK la prima sera, 1050 NOK la seconda.

E qui veniamo al discorso economico: la Norvegia come tutti i paesi scandinavi e’ cara :) Complice il fatto che non sono nell’area EURO, c’e’ da dire che la Norvegia e” l’unico paese al mondo a non avere debiti con altri paesi ed il reddito pro-capite e’ il secondo al mondo.

Il biglietto integrato a tempo costa 36 NOK a cranio (circa 3.9 eur) e dura 1h e 30′. La birra costa + dei canonici 4 euro. In compenso pero’ i servizi sono eccellenti, c’e’ la sanita’ pubblica, etc.

Terzo giorno e’ stato il giorno dei musei: National Art Gallery al centro, tutti gli altri musei in cui vale la pena recarsi stanno bella penisola di Bigdøy, ci si puo’ andare prendendo il 30 (bus) oppure il traghetto dal molo di fronte al city hall.

Sulla penisola potete trovare:

  • Il museo del folklore norvegese (da vedere la stave church), e la ricostruzione delle case tipiche secondo epoche e regioni norvegesi
  • Il Viking ship museum: esposizione di 3 navi vikinghe originale ritrovate nei dintorni di Oslo
  • Il Fram museum: un museo costruito attorno alla nave artica Fram. Utilizzata per spedizioni al polo Sud ed al polo Nord.
  • Il museo del mare: in questo museo ci si rende conto che la Norvegia e’ un paese fortemente legato al mare, ed ha una tradizione marittima e navale di tutto rispetto!
  • Il museo Kon Tiki: che racconta le gesta dello scienziato e avventuriero/esploratore norvegese Thor Heyerdah, che organizzo’ una traversata oceanica, dal Cile all’Isola di Pasqua, per provare che la tesi della emigrazione di popolazioni via mare.

In definita una bella esperienza, generalmente non sono un patito del turismo dell capitali, preferisco vedere il country side delle nazioni che visito pero’ devo dire che Oslo merita una visita.

Credo che ritornero’ in Norvegia in futuro magari per farmi qualche giro dei fiordi in estate :)

Come al solito potete trovare le foto del viaggio qui.

E’ tardissimo, me ne vo a letto, alla prossima.

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Heading to Seattle.

Aprile 26th, 2009 - Aprile 26th, 2009

seattle

Dublin, Ireland, 1 year and almost 3 months.

Qualche settimana fa sono stato allocato ad un progetto presso $grossocolossodellatelefoniaamericana che era gia’ in corso da un paio di mesi.  Il team e’ fatto da circa una 15ina di persone, e ci si trova nella parte in cui bisogna iniziare a fare i primi drop di codice nel lab del cliente.

In queste settimane mi sono occupato di creare vari tipi di ambiente di test qui a Dublino. E’ interessante perche’ metto mano a Xen, storage Netapp su iSCSI, ma le bestemmie non mancano,  non per per la creazione del lab in se’, ma piu’ che altro per il fatto che l’anello di congiunzione tra me ed il team dei programmatori e’ un cinese incomprensibile e incompetente (o forse solo con la testa tra le nuvole), che dovrebbe rilasciarmi release piu’ o meno usabili e invece mi rilascia sterco di capra in salsa tonnata.

Stando ai miei colleghi ’sto cinese vive qui da 11 anni; e’ cittadino irlandese, non sono l’unico a non capirlo, e per giunta mi viene detto che nell’ultimo anno il suo inglese sia migliorato! sono fortunato! se no sarebbe stato l’inferno!

In USA bisogna ricreare tutte le virtual machine xen su lab (per questioni che non vi sto a raccontare), e probabilmente fare un po’ di system integration con i servizi del cliente, sicche’ il mio capo mi ha gentilmente “proposto” di andare 10gg a Seattle per seguire queste attivita’ e fare da cicerone ad un contractor ammeregano che dovrebbe prendere in mano il resto delle cose da fare alla mia partenza.

Cosi’ mi spettano penso piu’ di 10 ore di volo, sperando di non fare 2 scali in USA ma solo uno scalo in Londra. La partenza dovrebbe essere per giorno 4 Maggio (che qui fa bank holiday!), quindi cerchero’ di prendermi un altro giorno in cambio.

La cosa che mi scazzera’ sara’ passare per tutti i controlli di sicurezza ammeregani: impronte digitali di tutte le dita, fotografia, spippolamenti di minchia sul perche’ per come e come mai. Spero di non aver problemi :D

Per il resto sto iniziando a prendere informazioni su Seattle: la prima cosa che ti dicono i colleghi e’ che il tempo e’ piu’ merda di Dublino. Da quello che dice wikipedia, Seattle sta nello stato di Washington, e’ definita la porta per l’Alaska. Ci sono nati quei pazzi drograti di Hendrix e Cobain.

Nella foto potete vedere quella montagna che in realta’ e’ un vulcano attivo, ricorda l’Etna.

Un’altra preoccupazione e’ che la mia societa’ e’ rinomata per proporti 10 giorni ma poi finisci per stare mesi :P
Il problema e’ che io il 15 maggio dovrei prendere un volo per la sicilia dove una barca a vela e qualche amico mi aspettano per andare a navigare una settimana in mezzo all’arcipelago delle isole Eolie. Il mio capo e’ avvisato quindi dovrei essere apposto.

Vi tengo aggiornati.

CIRS

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Tu vo fa’ l’ammaregano… meregano meregano!

Maggio 8th, 2009 - Maggio 8th, 2009

Saluti dal timezone PDT (Pacific Daylight Time)!

Scrivo questo post principalmente per dire che sono vivo e vegeto e che non sono stato trasferito a Guantanamo.

Il volo

Detto questo, il viaggio e’ stato tranquillo. Dublin -> Heathrow -> Seattle. Per me che non sono mai uscito dall’Europa e’ stata una strana esperienza di viaggio. Partenza alle 11.20 da Dublin, al check-in Aerlingus la hostess mi informa che potro’ gentilmente ritirare il mio bagaglio direttamente a Seattle. Credo che sia la prassi per i voli intercontinentali.

Una oretta scarsa di volo ed arrivo a Heathrow. Scendo e mi accorgo che questo aeroporto e’ enorme. Mai vista una cosa del genere. Stando a wikipedia si tratta del 3 aeroporto piu’ trafficato del mondo.

Avevo circa 3 ore tra il volo per Seattle l’arrivo. Ma sono bastate a malapena. Ad un certo punto pensavo di perdere il volo :D

Ho dovuto prendere un treno sotterraneo tratuito per passare dal terminal 1 al terminal 5. Al terminal 5 ho fatto un controllo del VISA, ho passato la security (pensavo peggio), ho preso un altro mini treno sotterraneo totalmente automatizzato (no guidatore), 15 minuti di camminata a piedi e sono arrivato al gate.

Tutto questo a volte ti fa capire quanto tu sia provincialotto… non che sia qualcosa di negativo per carita’, anzi! Penso che sia qualcosa di estremamente positivo, e che gente abituata a vivere in grandi metropoli a volte invidi la gente abituata a stare in posti meno caotici.

by the way, arrivato al gate mi rendo conto delle proporzioni dell’aereo. Boeing 747 (tralaltro Boeing pare sia nata a Seattle).  Mi rendo conto che per un aereo grande ci vuole un equipaggio grande (come la pubblicita’ del pennello). Vedo arrivare componenti dell’equipaggio, avro’ contato almeno 4 piloti e un numero spropositato di hostess/steward.

Imbarcato nell’aereo mi rendo ancora piu’ conto delle dimensioni; appena entrato vedo sedili ultracomodi tipo amaca, inizio a gioire, per poco, perche’ mi rendo conto che quella e’ la prima classe :P

Il mio posto si trova nella fila di centro, fortunatamente lato corridoio, come piace a me. Non rischi di rimanere incastrato tra gente che dorme come sassi per tutta la durata del viaggio.

Il posto e’ tutto sommato confortevole, bevande e cibo sono gratis, due pasti, acqua e succhi, vino, birra serviti costantemente sempre a gratis. Cuffie, spazzolino, dentrificio e salviette usa e getta fornite. Incastonato nello schienale di fronte al tuo posto una minitv/comptuer da cui puoi vedere film, sentire cd audio, etc.

Mi sono sparato Yes Man e Gran Torino. Bei film, specie l’ultimo. Per il resto ho dormito, chiaccherato (poco) con una signora accanto. Molto utile la funzione Mappa da cui puoi tenere d’occhio la posizione GPS dell’aereo, l’orario previsto di arrivo, l’ora di arrivo nel fuso orario della destinazione, e l’ora corrente nel fuso orario dell’aeroporto di partenza. Cosi’, tanto per ricordarti che il jet lag ti uccidera’.

Un’ora prima dell’atterraggio compilo la green land card (del quale ho fatto la preregistraione online sul sito della homeland security agency, ormai questo step e’ obbligatorio), e la custom declaration form.

Al controllo passaporti/dogana, oltre ad una bella fotografia e le impronte di tutte le dita delle mani, mi fanno mille domande: perche’ sei venuto -> businnes travel, quanto tempo devi stare, dove risiedi, che lavoro fai, cosa fa la tua compagnia, di cosa ti devi occupare in particolare. ho detto training e quello mi fa: «Ah ma perche’ hanno mandato te dall’Europa per fare training ai tuoi colleghi americani, non potevano chiamare un americano?»

Ed io pensavo: ma farti i cazzi tuoi no?

Alla fine passo illeso, prendo le mie cose, non dichiaro alcun insetto, animale, pianta, cibo, carne. Prendo il taxi, talaltro una macchina ibrida, a Toyota Prius, e mi dirigo alla volta dell’Hotel in Bellevue.

Il tempo

Il tempo e’ na merda. Piove fortissimo. Cosa mai vista a Dublino so far. Quanto meno qui pero’ in estate la temperatura arriva a valori siciliani. Sui 30 gradi.

Infrastrutture e Trasporti.

Per il primo giorno posso dire di aver visto solamente autostrade a 5 corsie. Pare che non ci sia alternativa. La strada piu’ piccola, anche nelle citta’ piu’ piccola, ha due corsie. :P

Una cosa fica e’ che nelle autostrade esiste una corsia speciale chiamata carpool, a cui possono accedere solo macchine con almeno 2 passeggeri, e gli autobus. Questo per incentivare quello che si chiama car sharing. Ovvero la pratica di organizzarsi in gruppi e spostarsi utilizzando la macchina di uno dei passeggeri, al fine di risparmiare soldi, emissioni di CO2 e ridurre il traffico.

Non ho avuto modo di provare mezzi pubblici fino ad ora. Fortunatamente due miei colleghi dublinesi che sono venuti con me hanno la macchina e non ho bisaogno di muovermi col mezzo.

Mi dicono cmq che al centro storico i mezzi publici sono gratis.

Sightseeing

Non ho avuto modo di vedere granche’ fino ad ora. Devo ancora andare al Wasabi Bistro’ consigliatomi dal Direttore. Sono stato nella downtown di Seattle per qualche ora. Visitando qualcosa del centro, una parte della zona costiera, passando per il mercato del pesce, che purtroppo alle 18 era gia’ chiuso. Era giorno feriale. Sarebbe stato fico cenare in una delle trattorie interne al mercato del pesce.

L’impressione che ho della citta’ cmq e’ buona, e’ pulita, molto, non si vedono macchine parcheggiate per strada perche’ e’ pieno di parcheggi sotterranei, o di palazzi che sembrano abitatitivi ma in realta’ sono parcheggi. :P

Fa impressione vedere tutti quei palazzi di vetro che si alzano tra gli incroci delle strade.

Sono passato accanto allo Space Needle ma non ho avuto modo di entrarci perche’ ero in missione per andare a vedere il datacentre di Fisher Plaza che sta proprio li accanto.

Questo fine settimana stiamo organizzando 3 notti da passare nella zona di Vancouver, Canada, cosi’ posso avere un altro stamp nel passaporto :P Mi hanno detto che la zona attorno a Vancouver e’ fichissima.

Tutto la zona attorno a seattle e’ fica comunque. E’ pieno di alberi e foreste, contrariamente a Dublino, non c’e’ grigiore, tutto e’ verde. Ci sono pini etc. Washington e’ chiamato l’evergreen state.

Hotel

L’hotel e’ fico, ho una suite con letto matrimoniale, divano enorme, scrivania, cucina, mega schermo lcd, wifi gratis, frigo lavastoviglie e forno :D C’e’ la piscina e la palestra :P

Aspetti negativi rilevati fin’ora.

Non so, vi diro’ quando tornero’. Di sicuro una cosa e’ che se non hai una macchina sei perso… spazi troppo grandi :P

Cibo

Sono stato troppo preso dal nerdismo per poter andare a cenare come si deve, a pranzo burritos o pizza, a cena ho smangiucchiato qualcosa nella sala intrattenimento dell’hotel. Vi sapro’ dire dopo il week end.

Denaro

I dollari americani sono un casino! Sono tutti dello stesso colore e sono difficili da distinguere :D Le cose in generale costano pochissimo. Grazie anche al fatto che l’euro e’ forte ora. Quando prelevate dal bancomat esiste una commissione di 2 $. Conviene prelevare tanto per non farsi fottere i soldi. Non accettano le carte maestro ma solo le carte di credito.

Per ora e’ tutto. A presto.

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Back in Italy

Maggio 15th, 2009 - Maggio 15th, 2009

Salve, vi scrivo da Roma.

Le ultime 48 ore sono state incredibili. Seattle -> London -> Dublin (16 ore impiegate in totale, 8 ore di fuso orario,sono arrivato che era cena ma per me era ora di pranzo! :D ).

Dormito solo 2 ore, sveglia alle 4.30, 2 ore e mezza di volo per Roma. Dormiro’ qui da Elibus, domani volo di prima mattina per scendere in Sicilia: una settimana in barca a vela in giro per le Isole Eolie. Spero di poter staccare dal lavoro per un po’, spero anche di non ricevere telefonate dalla manager di Seattle, che a detta di molti pare fregarsene del timezone degli altri :D

jet-lag

Il Jetlag mi sta distruggendo. Poco fa sono uscito con Elibus  e mi sono addormentato sullo scooter per 5 minuti mentre questo pazzo correva per il raccordo anulare.

Pericolosissimo, non fatelo a casa.

Spero di scattare buone foto e di godermi la vacanza nonostante il Jetlag.

A presto.


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Flying again

Maggio 30th, 2009 - Maggio 30th, 2009

Avete capito bene. Manco il tempo di tornare da Seattle, andare una settimana in vacanza in Sicilia, che devo ritornare a Seattle di nuovo… aereo domani: mi faccio il bank holiday volando.  :(

Non ho avuto modo di raccontarvi l’esperienza di passare i confini tra USA e Canada in macchina, ne’ scrivere un report sulla vacanza, vi lascio solo le foto a testimonianza.

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Forse rimediero’ in futuro con un post dettagliato per i naviganti, se ne avro’ voglia.

Comunque la barca a vela mi ha impressionato, e’ una cosa fichissima, andare senza motore, sentire solo il rumore del mare, e’ un mondo affascinante con un vocabolario tutto suo, adesso so cosa vogliono dire frasi come:

“mi cazzi un po’ la randa per favore”
“qualcuno rolli il fiocco”
nella vela non esiste la parola “corda”: si usano termini come cima, scotta, dritta, etc
adesso ho capito il principio fisico sul come si puo’ andare avanti anche col vento che non viene ad dietro :P

Questo mese e’ stato un mese molto strano. Se faccio quattro conti pare che abbia speso 4gg volando. Alcuni colleghi ridendo mi hanno detto che mi sto perdendo l’estate irlandese (ihhihihi). In effetti il tempo non e’ male davvero.

Credo che fra qualche oretta mi prendo la DART e vado a fare una passeggiata in zona Malahide.

Ancora non capisco se mi dia fastidio o no farmi queste altre due settimane in IUESSEI. Da un lato mi fa piacere vedere che la mia azienda abbia fiducia nelle competenze e nel modo di lavorare, mi fa anche piacere che piano piano prendo sempre piu’ fiducia di me stesso, soprattutto nell’aspetto linguistico, ma dall’altro lato mi scassa non poco andare due settimane li, perche’ so che saranno giorni caratterizzati da poco sonno, tanto lavoro, e poca socializzazione/divertimento.

Lavorare all’estero ha ancora di piu’ rafforzato in me la convinzione che e’ importante la conoscenza ma e’ anche piu’ importante essere in grado di apprenderne nuove cose in maniera rapida e professionale. L’attitudine nell’assimilare e’ la cosa piu’ importante. Ed anche la voglia di farlo.

See you

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Impressioni americane

Giugno 4th, 2009 - Giugno 4th, 2009

Dato che questa e’ la seconda volta che sono qui, vi rifilo un po’ di impressioni buttate li alla rinfusa:

L’ammerega alla guida

- Se noleggi una macchina classe economy ti danno qualcosa di simile a questo. come e’ successo a me:

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- Se vieni dal barbaro mondo del cambio manuale ci metti 30 minuti per capire come cazzo funzionano queste macchine per imbecilli. Esempio:

Sbrigo la burocrazia da Hertz, vado chiavi in mano alla macchina (dovrei dire carroarmato). Entro, metto la chiave e giro per accendere il motore. Do un occhio al cambio, e’ in posizione P (parking). Vedo la R (retromarcia) e faccio per metterla. NIENTE. IMPAZZISCO. NON SI METTE IN RETROMARCIA. IL CAMBIO E’ BLOCCATO. IMPAZZISCO ANCORA. PASSA UN TIPO: LO FERMO E CHIEDO. PARE CHE PER METTERE ‘R’ DEVI TENERE IL PIEDE PREMUTO SUL FRENO. PERCHE’ TU SEI SCEMO. LA MACCHINA DI PRENDE PER SCEMO. METTO RETROMARCIA FINALMENTE. LA MACCHINA SPOSTA MA HA IL FRENO A MANO TIRATO. FACCIO PER TOGLIERE IL FRENO A MANO. NON C’E’. NON C’E’ LA LEVA. IMPAZZISCO ALTRI 5 MINUTI. RIPASSA IL TIPO. SCOPRO CHE IL FRENO A MANO SI AZIONA COL PIEDE SINISTRO PREMENDO UN PEDALE.  E SI TOGLIE CON LA MANO SINISTRA, TIRANDO UNA LEVA CHE ASSOMIGLIAVA ALLA LEVA PER APRIRE IL COFANO. METTO LA ‘D’ (DRIVE) E ME NE VADO RIDENDO COME UN CRETINO.

- Nello stato di Washington (ma credo in tutta l’ammerega) puoi girare a destra anche se il semaforo e’ rosso, a patto che la strada sia libera, e dando precedenza. Tu puntualmente vedi rosso e ti fermi in modo automatico, poi qualcuno ti maledice suonando e capisci che puoi andare.

- Corollario delle corsie: Qualsiasi strada in qualsiasi posto non ha meno di 4 corsie

- Puoi fare tutto dalla macchina, guardare un film dalla macchina, andare in banca e prelevare dalla macchina, prendere robe da mangiare al drive thru e mangiare in macchina, e’ tutto drive thru, e il tuo culo nel frattempo si allarga TANTO COSI’.

- Il cambio automatico pare essere fatto per consumare piu’ benzina possibile, il sistema decide di cambiare marcia quando il motore sta per esplodere ed hai quella strana sensazione che il motore stia sempre su di giri quando tu lo avresti fatto girare a regimi piu’ bassi. Ma tanto qui la benzina costa un cazzo e quindi chi se ne fotte. Ecco perche’ fanno le guerre :P Per mantenere questo prezzo basso :P

- Per quanto grande possa essere il SUV che ti hanno dato al noleggio per i tuoi colleghi ammeregani e’ sempre una macchinina, potevano darti di piu’

- Tutti, ma dico tutti, usano il cambio automatico

- Riconosci gli europei al volante dal fatto che cercano sempre conforto nel cambio e passano da N a D mentre guidano. ahahaha. Come per consolarsi della mancanza di qualcosa.

- Senza macchina non vai da nessuna parte, andare in giro in bici e’ impossibile con tutti gli stradoni e i cavalcavia che ci sono. Girando per strada non trovi negozietti ma solo IMMENSI CENTRI COMMERCIALI CON IMMENSI PARCHEGGI. Non e’ posto da “ah mi sono dimenticato il pane ora esco a comprare”.

Unita’ di misura

- Nel 2009 ancora usano le mph (miglia per ora) e le yard, etc etc. BASTA AGGIORNATEVI.

- Gli ammeregani sembrano molto apprezzare il concetto di quarto. 25 centesimi non gli piaceva, devono dire un quarto di dollaro, 1/4 di miglio, etc etc. BASTA. CI AVETE ROTTO.

- Le pietre, le oncie, i galloni, e che siamo nel medioevo?!!??!!

- Quando senti dire che fuori ci sono 82 gradi fai un salto nella sedia ma poi scopri che intendono GRADI FARRENHEIT. Cosi ogni volta devo:

  • sottrarre 32 dalla temperatura in Fahrenheit
  • dividere per 9 ciò che ottengo
  • moltiplicare per 5 ciò che ottengo

Per loro non andava bene che l’acqua solidificasse a 0 gradi. Era troppo semplice!

Moneta ed economia

- Il dollaro e’ una moneta confusionaria: tutte banconote sono della stessa dimensione e dello stesso colore. La cifra corrispondente al valore della banconote non e’ in bella vista. Cosi’ io devo fare l’imbecille alla cassa per capire quali pezzi di carta devo dare.

- In ogni banconota potete leggere “In god we trust” (In dio crediamo). IO NON CI CREDO. PARLATE PER VOI.

- Non parlo delle monete, il quarto di dollaro, la DIMA. PRIMA DI CAPIRE QUANTO VALE CI SONO STATO 10 MINUTI grazie al distributore di becande. ma cazzo SCRIVETE 10 CENTS. NO 1 DIME!!!!!

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- La banconota da un dollaro ha il simbolo della piramide divisa in due. Simbolo della massoneria……….

- Qui non esistono le carte di debito a quanto pare. Esiste solo la carta di credito e tutti la usano per tutto.

- Alla radio senti pubblicizzare le carte di debito (debit card, cioe’ le bancomat/maestro/laser) come fosse la novita’ del secolo gridando a squarcia gola: COLLEGATE DIRETTAMENTE AL TUO CONTO CORRENTE E NON C’E’ ALCUNA SPESA PER TRANSAZIONE.

- Non sanno cosa vuol dire il PIN della carta di credito, tutto funziona con la strisciata, il chip non se lo cacano.

Costume e societa’

- In televisione puoi vedere una bambina intervistata come niente fosse per raccontare il suo caso di strupro

- Tutto e’ spettacolarizzato manco fosse la finale della coppa del mondo, dalle previsioni del tempo alla pubblicita’ del prodotto per lavare i cessi

Cibo

American Small = European Big

E da li potete capire le proporzioni del resto :P

Ovviamente per tutto questo ci sono delle eccezioni

Per ora e’ tutto. Saluti dal corrispondente in Seattle.

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Weekend “sportivo” in quel di Seattle

Giugno 9th, 2009 - Giugno 9th, 2009

Per continuare a vivere l’esperienza ammeregana ho accettato l’invito di alcuni colleghi ad andare a vedere la partita di baseball “Seattle Mariners vs Minnesota”.

Teatro del confronto il Safeco Field, enorme campo di baseball proprio accanto ad un altro enorme stadio di Football ammeregano e Calcio.
Ecco alcune foto per darvi un’idea:

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Ero curioso di vedere una partita dal vivo di questo sport tanto sconosciuto agli europei ed in particolare agli italiani. E poi un popolo lo si conosce anche da come va allo stadio a vedere uno dei suoi sport preferiti.

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