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Flying again

30 Maggio 2009 - 8:24

Avete capito bene. Manco il tempo di tornare da Seattle, andare una settimana in vacanza in Sicilia, che devo ritornare a Seattle di nuovo… aereo domani: mi faccio il bank holiday volando.  :(

Non ho avuto modo di raccontarvi l’esperienza di passare i confini tra USA e Canada in macchina, ne’ scrivere un report sulla vacanza, vi lascio solo le foto a testimonianza.

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Forse rimediero’ in futuro con un post dettagliato per i naviganti, se ne avro’ voglia.

Comunque la barca a vela mi ha impressionato, e’ una cosa fichissima, andare senza motore, sentire solo il rumore del mare, e’ un mondo affascinante con un vocabolario tutto suo, adesso so cosa vogliono dire frasi come:

“mi cazzi un po’ la randa per favore”
“qualcuno rolli il fiocco”
nella vela non esiste la parola “corda”: si usano termini come cima, scotta, dritta, etc
adesso ho capito il principio fisico sul come si puo’ andare avanti anche col vento che non viene ad dietro :P

Questo mese e’ stato un mese molto strano. Se faccio quattro conti pare che abbia speso 4gg volando. Alcuni colleghi ridendo mi hanno detto che mi sto perdendo l’estate irlandese (ihhihihi). In effetti il tempo non e’ male davvero.

Credo che fra qualche oretta mi prendo la DART e vado a fare una passeggiata in zona Malahide.

Ancora non capisco se mi dia fastidio o no farmi queste altre due settimane in IUESSEI. Da un lato mi fa piacere vedere che la mia azienda abbia fiducia nelle competenze e nel modo di lavorare, mi fa anche piacere che piano piano prendo sempre piu’ fiducia di me stesso, soprattutto nell’aspetto linguistico, ma dall’altro lato mi scassa non poco andare due settimane li, perche’ so che saranno giorni caratterizzati da poco sonno, tanto lavoro, e poca socializzazione/divertimento.

Lavorare all’estero ha ancora di piu’ rafforzato in me la convinzione che e’ importante la conoscenza ma e’ anche piu’ importante essere in grado di apprenderne nuove cose in maniera rapida e professionale. L’attitudine nell’assimilare e’ la cosa piu’ importante. Ed anche la voglia di farlo.

See you

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AAA cercasi

25 Maggio 2009 - 14:04

Sono tornato. Questo post e’ un po’ OT rispetto ai post precedenti.

Ho appena saputo che la mia azienda cerca un Deployment Engineer in USA e uno qui a Dublino per rimpolpare il gruppo di Deployment in cui lavoro. Se siete interessati cliccate qui per scaricare la job specification.

Inviare curricuvlum a pallotron <at> freaknet <dot> org

Saluti.

PS: questo annuncio e’ per chi si trova gia’ in Irlanda, o per chi si trasferira’ qui nelle prossime settimane.

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Ma quando torni in Italia?

29 Marzo 2009 - 23:55

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Il post e’ la elaborazione di una riflessione che ho iniziato dopo avere passato una piacevole serata ad un BBQ organizzato da un mio collega italiano. In genere, quando posso, vado sempre con piacere ai suoi BBQ per vari motivi: non c’e’ la ressa del pub con musica ad alto volume e quindi si puo’ chiaccherare in inglese con gente diversa, soprattutto colleghi. E’ ottimo per me perche’ posso evitare il vocabolario tecnico. Poi si mangia e si beve bene, etc etc. Questa volta non c’e’ stata molta partecipazione di colleghi e/o gente anglofona, a parte un mio collega e la sua ragazza, entrambi di Galway, (lei e’ una delle ragazze irlandesi piu’ belle mai viste fin’ora da quando sono qui, ma questa e’ un’altra storia ed e’ off-topic!), quindi la combriccola era formata quasi tutta da italiani.

Al ritorno a casa sulla Luas pensavo che in base alla esperienza di party che ho avuto (sono un tipo abbastanza “orso delle caverne” quindi non ho inanellato troppi party nella mia esperienza dublinese), gli italiani generalmente tendono a “ghettizzarsi” tra di loro. Ieri, ad esempio, c’erano due ragazzi che tendevano a parlare italiano, e nonostante i richiami del padrone di casa, tendavano a stare fra loro e alla fine sono andati via prima. Generalmente ho notato la stessa situazione ripetersi andando ad altre feste miste, dove la distribuzione di nazionalita’ era abbastanza equa.

La riflessione e’ iniziata da questo caso specifico, per poi continuare pensando a come sono gli italiani in Irlanda e via discorrendo. Non voglio scrivere un post a riguardo perche’ molti blogger “irlandiani” hanno gia’ detto la loro a riguardo e credo non ci sia piu’ nulla da aggiungere.

Quello su cui mi sono soffermato di piu’ e’ la domanda seguente:

“Ma quando torni in Italia?” o per riformulare: “Quanto spesso gli italiani in Irlanda tornano in Italia?”

Questa e’ una domanda classica per me. Beh, credo lo sia per chiunque italiano all’estero. A volte la si sente dire da parenti, amici o conoscenti giu’ in Italia. A volte la si sente dire da italiani qui, nella variante «ogni quanto tempo torni in Italia?».

In questo anno di permanenza in terra celtica ho visto italiani ritornare per una settimana o qualche giorno in Italia ripetute volte nell’arco di 3-4 mesi, mentre io rimanevo sempre qui. C’e’ gente che scende ogni mese, gente che sente nostalgia del “Bel” Paese, gente che scende per vari motivi, vuoi perche’ c’ha il ragazzo/a in Italia, vuoi perche’ e’ particolarmente legata alla famiglia, perche’ gli manca il sole, il mare, etc etc.

La cosa si estende anche alle persone non italiane, la mia coinquilina francese va spesso, il mio coinqulino spagnolo pure.

Ed io? L’ultima volta che sono sceso fu’ ad Agosto, ormai quasi 7 mesi fa, per meno di una settimana, per poi spendere una settimana a Barcellona e risalire qui.
Sulla Luas, mentre ragazze brille e sguaiate insultavano l’energumeno est-europeo della security toccandogli il sedere, riflettevo sul fatto che il ragazzo con cui ho condiviso la stanza all’inizio da Celtic Halls ha deciso di ritornare in Italia. Ed io invece sono ancora qui.

Si, ogni tanto sento la mancanza dei miei, del mio cane, e di alcuni amici, ma non sento la vera nostalgia. Non posso dire di soffrire di questo “Mal d’Africa” che molti siciliani sperimentano quando si trovano lontani dall’isola. Vuoi perche’ l’ultima volta che sono sceso ho avuto una specie di rigetto nel sbrigare la burocrazia di chiusura conto corrente, ed altre cose che noti quando non sei piu’ abituato a stare nel posto dove sei nato.
Vuoi perche’ ultimamente tutto quello che succede in Sicilia ed in Italia mi fa schifo. Vuoi perche’ quando mi va posso prendere un po’ di ferie e prenotare un volo. Vuoi perche’, nonostante cio’, noi terroni abbiamo sempre la vita difficile e per andare a Catania devo spendere 2 giorni in voli. Vuoi perche’, nonostante Aerlingus abbia aperto una rotta diretta Dublino-Catania, questa funziona solo di Domenica, cosi’ non puoi farti il week end ma devi sempre prendere almeno 3 voli (2 per andare = 1 giorno di viaggio, e il diretto per tornare). Vuoi perche’ quando si torna a casa poi ci si deve spartire tra amici parenti e gente che ti vuole vedere (se no si offende), ed e’ uno stress.

Mi chiedo se questa mia non-nostalgia possa essere un indice di quanto mi trovo bene qui, fin’ora.
Chi lo sa. Io credo che lo sia. Dipende dal fatto che con le moderne tecnologie hai le persone a portata di click? Sara’ che come dice mia mamma usando una espressione sicula “sono liscio” perche’ non mi faccio sentire mai al telefono?

Nonostante la mia ragazza sia tornata un mese in Italia perche’ suo padre ha avuto problemi di salute non ho sentito l’esigenza di scendere anche io. Vuoi perche’ d’improvviso e’ arrivato un periodo di super lavoro che non mi lascia spazio di “annoiarmi”. Questo mese mi ha fatto capire che ho cominciato a sentire il bisogno di trovarmi un appartamento tutto per me (e per lei), perche’ mi sono un po’ rotto i cosidetti della condivisione.

Dovrei sfruttare il periodo di crisi economica e di ridimensionamento dei prezzi per farmi qualche giro su daft.ie e vedere cosa posso trovare. Ne parlero’ con Katia ora che torna.

Adesso vado a letto che domani inizia una settimana di fuoco.

Saluti, alla prossima.

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Non faccio la babysitter!

23 Marzo 2009 - 23:55

Anche questo mese sta per finire e parlando onestamente vorrei che durasse una settimana in piu’ perche’ potrei essere un po’ piu’ tranquillo coi tempi riguardo a quello su cui sto lavorando ultimamente come un mulo.

La gente collegata a sto progetto, a vari livelli, si e’ girata i pollici per settimane e adesso si fa prendere dal panico perche’ siamo vicini alla milestone, c’e’ anche da dire che a mio modo di vedere, le stime sono state un po’ troppo ottimistiche (non posso entrare troppo nei particolari della cosa) e la pressione finisce su di me, per giunta a causa di cose in pending che non sono di mia competenza. In piu’ la burocrazia che gira intorno a tutta questa situazione mi sta uccidendo. Dipendesse solo da me saremmo gia’ a posto invece devo aprire ticket a destra e a manca per ogni minchiata, se c’e’ da fare una change sul db (chesso’, aggiungi un campo, togli una tabella, 4 righe di sql) devo pregare il dba che non mi caca se non gli vado puntando la pistola, se c’e’ da aprire dei vip sui balancer o altro, devo chiedere ai tipi di network, la gente mi ignora i ticket, o e’ svogliata. Poi c’e’ il tipo che si perde nei meandri delle cazzate e se la tira quando il tempo non c’e', giocando sul fatto che lui si sente dio li dentro e nessuno lo puo’ toccare.

Situazione odiosa. Non vedo l’ora che il tutto si normalizzi. Se non altro ho l’appoggio del mio capo che sa’ quello che faccio e come lo faccio, e conosce le problematiche che ci sono attorno, perche’ lo tengo costantemente aggiornato sullo status del progetto.

Il mio capo ha anche pensato bene che un mio collega irish (passato al mio gruppo di deployment dal gruppo di support) potrebbe essermi stato “d’aiuto” e me lo ha gentilmente messo “a disposizione”.  Avevo pensato, in prima battuta, che poteva essere una bella cosa, visto che ultimamente mi lamentavo che mi annoiavo, invece mi sono ricreduto.

Questo tipo e’ una pippa, e mi fa perdere un casino di tempo quando tempo non ne ho, di fatto sto facendo mentoring, mi fa le domande piu’ banali che mi fanno pensare a come diavolo possa fare il lavoro che faccio io e a volte sono costretto ad alzarmi e fare anche le cose piu’ elementari davanti al computer con lui.

L’altro giorno mi ha chiesto cosa vuol dire AFAIK (as far as i know) e ASAP (as soon as possible), ed io che pensavo fossero acronimi insiti nella cultura anglofona, e invece no! Poi non sa che cosa vuol dire SOA quando si parla di DNS, etc etc.

Io mi infastidisco quando la gente non afferra subito le cose piu’ ovvie anche dopo che uno le ha ripetute 8 volte, qualche lettore del blog ne sa qualcosa, e quando mi trovo davanti gente cosi’ l’istinto e’ quello di ignorarli e lasciarli li a pensare al loro problema (fiducioso che, prima o poi, arriveranno alla loro soluzione). Purtoppo in questa situazione non posso proprio agire cosi’.

Ed il trucco delle cuffie non funziona! Non viene recepito! Ed in piu’ il mio capo si aspetta che io gestisca questo tipo, per vedere le mie capacita’ di leadership, che fanno parte del prossimo ciclo di review. Il fatto e’ che dovrei ed anche vorrei delegargli qualcosa ma finisco per evitare di farlo perche’ non mi fido e sono convinto che se gli do’ qualcosa poi devo perdere piu’ tempo a fixare eventuali casini.

Sto cercando di metterci tutta la pazienza che ho, con buoni risultati fin’ora, ma ho paura che un giorno di questo potrei girarmi male. Il mio capo mi ha gia’ chiesto cosa ne penso di lui, ho pensato che probabilmente ha anche lui delle idee simili alle mie, ma me ne sono uscito con un discorso politically correct, del tipo “e’ ok se credesse piu’ in se stesso invece di apparire cosi’ sicuro.”

Staremo a vedere.

Fine del post lamentazione (era tanto che non mi lamentavo di lavoro ve’!?)

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Back online

19 Marzo 2009 - 21:17

E rieccoci di nuovo online.

Molti di voi avranno notato alcuni dei blog piu’ cacacazzi e terroni della blogosfera dublinese sono stati giu’ per diversi giorni… controller della scheda madre che imputtanava i dischi. Grazie al Direttore per aver ripristinato il tutto, con un po’ di culo; questa volta l’abbiamo scampata bella. Mai piu’ ReiserFS!

Comunque non avrei perso tutto, nel peggiore dei casi avrei dovuto ripristinare dall’ultimo backup datato 26 Febbraio, e poi avrei aggiunto i post presi dall’aggregatore.

In questi giorni lavoro come un mulo, non so piu’ come spartirmi :(

Un collega irish e’ passato dal gruppo di Support a quello di Deployment e il mio capo l’ha affidato a me per “aiutarmi” in un nuovo progetto di cui sono team leader per il lato Operations; devo quindi fare da babysitter 8 ore su 8, e questo mi fa perdere un sacco di tempo anche considerato il fatto che non e’ che questo sia una cima… poco male, cerchero’ di sfruttarlo per fare conversation :)

St. Patrick e’ passato, e’ il mio secondo San Patrizio in Irlanda, lo scorso anno non ero a Dublino, ma nel West Cork col Direttore e altri.

Martedi’ sono uscito relativamente presto per recarmi in zona Parnell Sq. per incontrare il Gizzo e fare qualche foto insieme.

In questo posto si radunano tutti i partecipanti alla parata prima che essa parta, quindi e’ un buon momento per fare fotografie:

  • Non c’e’ troppa confusione e ti puoi intrufolare nella parata passando le transenne, la garda chiude un occhio
  • Puoi fare scatti in tutta comodita’ spostandoti da un gruppo all’altro
  • La parata non e’ in movimento quindi se ci ripensi puoi tornare indietro verso un gruppo
  • La luce delle 10 e’ meglio di quella che trovi alle 12-13-15

Ogni tanto venivano quelli della frontline security, ci chiedevano il pass, e ci buttavano fuori, ma noi rientravamo :D

Io e Gizzo abbiamo giocato a “guardie e ladri” per un paio di ore fino a quando non abbiamo consolidato la nostra posizione in un punto strategico ed a parata iniziata, con tutta la gente che c’era accalcata alle transenne, non era piu’ praticamente possibile farci uscire a meno di spostare masse ingenti di gente :P

Comunque S. Patrizio e’ una normale parata, niente di che, con bande (soprattutto bande musicali provenienti dagli USA), carri, etc.

Abbiamo anche incontrato un gruppo di “suonatori di tamburi medievali” (non ricordo ora come si dice correttamente) di non ricordo quale comune della Lombardia.

Fortissimo il nonnetto con la bicicletta, vestiti in modo stravagante!

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C’era anche Dracula, Charlotte, macchine d’epoca, centauri, una flotta di Volkswagen Bettle, etc etc.

Fortissimo il gruppo di comici, ho scattato questa foto che secondo me e’ geniale:

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Potete trovate le foto nel solito posto (oltre che nella sidebar qui sulla destra).

Alle 12.00 avevo gia’ fatto foto a tutta la parata cosi’ ho deciso di tornarmene a casa!

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