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Con preghiera di diffusione
Merita diffusione questo fillmato, ricito quanto scritto da Elibus come didascalia del filmato:
Chi aveva ragione? Falcone che sta 1 metro sotto terra o lui?
Aggiungo solo queste parole di Cuffaro:
Fa piu’ male il giornalismo mafioso che 10 anni di delitti
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Cost of living 2008
Breve post per mettervi a conoscenza che e’ uscito il “GLOBAL/WORLD COST OF LIVING RANKINGS 2007/2008″.
Cliccate e guardate la tabella in fondo: paragonate Roma, Milano e Dublino e meditate sulle scelte fatte. I costi della vita sono piu’ o meno sullo stesso intorno, ma gli stipendi sono molto differenti. Fonte: Il Direttore.
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Appunti di antropologia dublinese.
Dublin, Ireland, 1 month (less or more)
Hi folks,
sto’ per raggiungere il mese di permanenza in terra celtica. Questo periodo passato per le strade ed in ufficio mi hanno consentito di notare certe usanze e comportamenti dublinesi. Ve ne elenco qualcuno. Ovviamente gli immigrati del ghetto (noi ci conosciamo tutti™) sono pregati di integrare coi loro appunti antropologigi, li vagliero’ insieme prof. Kakamura nelle sedi opportune (Il Direttore ed altri aficionados, che hanno il culo, “considerano”).
Nella foto, il prof. Kakamura, intervista un aborigeno locale:

Disclaimer: quello che scrivo non deve essere scambiato per “lamentazione”. Mi piace dublino, queste usanze piu’ che altro mi fanno ridere, sono divertenti!
Camminare veloce: i dublinesi camminano a velocita’ impressionanti: testa bassa, grandi falcate, caffe’ ammeregano in mano. Ho provato piu’ volte a mantenere simili passi ma non c’e’ storia. Anche le signorine super chic coi tacchi a spillo riescono a camminare perfino piu’ veloce di me! Non e’ una questione di leve, di lunghezza degli arti! Quando ti trovi in un marciapiede stretto e pieno di gente (che cammina in entrambi le direzioni) e’ uno spettacolo di “Oh! Sorry!”, “Sorry!”, “Sorry!”. Gente che schiva le folle infilandosi negli interstizi obliqui che si creano tra un corpo e l’altro! Ma “sorry” ’sto cazzo!
Automobilisti e semafori: i semafori dublinesi sono strani, sono tarati per durare esattamente il tempo che una persona impiega per camminare da un marciapiede all’altro (ovviamente con le velocita’ sopra menzionate). Gli automobilisti fermi al semaforo provano un certo godimento a far spaventare i pedoni che attraversano al limite del giallo/rosso dando colpi di accellerata, o facendo quelle che a Catania qualcuno chiama “spostatine”
L’atto di spostare la macchina un pochetto, come se partissi! Altra caratteristica, presente specialmente nelle razze dei taxinari e dei “lavoratori con furgone”, e’ quello di accellerare con il clacson premuto quando qualcuno decide di attraversare col rosso. Non importa se le distanze consentono al pedone di attraversare, loro accellerano, e suonano!
Teenagers knackers (o wannabe knackers) con neonato nel passeggino: capita qualche volta di vedere bambine, diciamo ragazze, nelle loro caratteristiche tutine multicolore, con passeggini annessi. Ma che fanno queste?
Donne per strada con capelli fradici: si. capita spesso di vedere donne coi capelli lunghi, la mattina, COMPLETAMENTE FRADICI. Proprio oggi ho visto una collega in ufficio. Capelli fradici. Seduta. Scalz. Le scarpe coi tacchi sara’ le davano fastidio. Queste si fanno la doccia, e non si asciugano. E col ventazzo che c’e’ escono cosi’! MAH!
Ubriachi alle 12 di mattina: Sabato o Domenica, incroci per strada, alle 12 gente GIA’ UBRIACA FRADICIA! aaahaha!
Lancio di uova notturno (lo sport nazionale?): qualche settimana fa ho sperimentato anche questo (a dire il vero lo avevo sperimentato anche questa estate). Esco da casa del Direttore per andare nella mia vecchia casa di Dublin 3. Sbaglio strada e invece di andare verso Upper Dorset St, salgo verso Phisbrorough (o come diavolo si scrive non ricordo). Salendo mi accorgo che la strada non e’ quella. Chiedo a dei tipi fermi in una ambulanza e mi indicano una strada TROPPO LUNGA (come se stessi camminando con la macchina, che cretini!). Decido di tornare indietro, guardo la mappa che porto sempre nel mio zaino tattico, decido di girare a sinistra. Incontro un tipo che esce da un pub. Gli chiedo se la strada che sto facendo porta dove dovevo andare, mi fa: “Please! Don’t go this way!” indicando una strada deserta e poco illuminata. E poi mi fa: “ho la macchina qui ti accompagno io!”. Gli faccio no grazie. Giro i tacchi e vado da un altra strada (che la mappa mi diceva portava dove dovevo andare). Mentre cammino sento VROOOOOOOOOOOM! Risate, e poi uno splash! Guardo a terra. Un uovo! Soluzione? Camminare con I SASSI PRONTI IN TASCA. Knackers di merda. Pare che questo sia lo sport nazionale dei mammoriani locali (tutto il mondo e’ paese).
Stato di motocicli e ciclomotori vari: gli irlandesi non sanno tenere le motociclette/scooter. Quasi sempre per strada si sentono motociclette che emettono suoni di marmitte/motori scassati. Qui si usano delle sacche antipioggia applicate ai manubri, ci metti le mani dentro, per il freddo. La gente usa i caschi integrali anche per andare su scooterini (sempre per il freddo). Le moto sono quasi sempre vecchi trabiccoli, infangate. Tuttavia girano anche moto super serie tenute bene, sia pezzi di antiquariato che moto nuove (tipo l’altra volta ho visto un bel Ducati, e qualche Vespa Piaggio tenuta benissimo), questa e’ la eccezione che conferma la regola!
Ufo in bicicletta: sia i motociclisti che i ciclisti indossano il giubbotto catarifrangente sopra i normali vestiti (o la tuta da moto). Anche i polizziotti della Garda. Alcuni hanno luci a led davanti e didietro per segnalare di notte la posizione. Ma certuni hanno dispositivi super scintillanti a led intermittenti dapertutto! FANNO RIDERE DI QUANTE LUCI HANNO! AHAHAH! Altra abitudine dei ciclisti e’ quella di camminare nei marcepiedi. Rompendo la m**chia a chi cammina. Ci sono zone tipo Grafton St dove devi scendere dalla bici, pena multa della Garda (a cui ho assistito di presenza).
Vita da pub: lo studio antropologico all’interno dei pub e’ stato approfondito da un apposito post del Direttore intitolato “I Cessi a Dublino”. (relatore, sempre il prof. Kakamura). Aggiungo, per completezza, un’altra usanza curiosa. Quando il pub deve chiudere, i banconisti spengono ed accendono la luce dentro ad intermittenza per segnalare che c’e’ l’ultimo giro di pinte
Gli irlandesi non sentono freddo: questo credo non abbia bisogno di molte spiegazioni! Trovi gente in t-shirt, o senza giubbotto. Donne in gonna senza calze e scarpe aperte. Per non parlare di quello che succede il sabato sera a Grafton St. Io ancora non ho provato in prima persona.
Lo studio antropologico non ha niente altro da dire. Nella migliore tradizione scientifica, sancita dal Metodo Sperimentale Galileano, invito i miei stimati colleghi ad integrare. Passiamo ora all’attualita’.
Leggendo METRO per strada vieni a conoscenza che gli irlandesi si lamentano che i deputati guadagnano 3 volte lo stipendio medio irlandese! Circa 122.000 eur anno. Quando leggo ste cose penso alla situazione italiana e mi viene da ridere!
Proprio oggi leggevo notizie a caso. Ne riporto qualcuna:
- Scapagnini, ex sindaco di Catania, che guarisce dal cancro grazie alle sue amicizie. Forse il comune e’ allo sfacelo perche’ lui ha pensato di piu’ ai cazzi suoi. Leggendo il pezzo quello che ho pensato e’ che questo si e’ salvato grazie alle sue amicizie nel settore, tra telefonate, consigli, amici, etc etc. Un pover uomo probabilmente al suo posto non avrebbe avuto la stessa fortuna…
- Berlusconi dice che il conflitto di interessi non esiste, che e’ sicuro di vincere, che ha orrore di Di Pietro pero’ qualche anno fa lo voleva proporre come ministro.
- Sanremo (manco me ne ero accorto che e’ il periodo si Sanscemo) che fa cagare: Pippo Baudo, non che lo ammiri piu’ di tanto, secondo me ha detto na cosa giusta una volta ogni tanto. Magari l’avrebbe dovuto dirla in un altro modo. Ma non e’ stato capito.
- L’unica notizia seria che leggo oggi e’ quella del sindaco di Gela. Niente casa popolare a boss e pedofili.
Riguardo alla situazione voto, io non so se scendero’ a votare, ho sempre votato in vita mia, mai fatto schede nulle o bianche, ma ho sempre espresso la mia preferenza. Questa volta pero’ sono talmente sfiduciato che non so se ne vale la pena prenotare un biglietto aereo (anzi due visto che sono uno sfigato terrone) per votare e tornare. Prima di tutto perche’ costa soldi, e secondo perche’ si devono programmare 2 giorni di viaggio (1 andata, 1 ritorno). Mi sa che mettero’ da parte il mio senso civico. Non credo cambiera’ molto…
Mi sono informato per il voto dall’estero ma bisogna essere iscritto al registro dei residente all’estero per piu’ di tot tempo, e io non rientro. Ah: se proprio non volete votare, che non vi passi l’idea di fare scheda bianca! Le schede bianche sono a rischio modifica!
Metteteci qualche insulto magari…
Saluti da uno sfiduciato Pallotron.
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Cultura, Dibattiti, Esperienze, Humor, Irlanda, Motori, Politica, Stampa, Tv, Viaggi
Da punto-informatico.it: “Lavoro IT/ Sorry, in Italia non torno”
Rompo un po’ di silenzio (si vede che per ora mi godo la vita qui a Dublino e non c’e’ niente di particolare da raccontarvi) per condividere con voi questo articolo apparso oggi su punto-infomatico.it. L’ho letto, e lo sottoscrivo. E’ l’intervista ad Alex, connazionale anche lui a Dublino e lavoratore del mercato IT locale. Io lo conosco: questo perche’ noi del ghetto ci conosciamo tutti(tm), buona lettura.
Ah! Leggetevi i commenti sulle pagine di Punto Informatico… CHE SCHIFO CHE MI FANNO… QUESTA E’ LA DIMOSTRAZIONE DELLA MERDA CHE SIAMO DIVENTATI IN ITALIA. SIAMO GENTE SENZA PALLE. TUTTI.
Roma – È davvero cosi verde l’erba del vicino?
Davvero sono sufficienti le mie conoscenze informatiche ed il mio inglese “buono” per candidarmi per un lavoro che mi consenta di uscire dalla condizione di “Bamboccione” a cui questi 1000 euro al mese mi condannano?Ho provato a chiederlo ad Alex che ha scelto d’avere un futuro al di fuori dell’Italia.
Domanda: Età e da quanti anni sei fuori dall’Italia?
Quasi 35, ed ormai è più di un anno che sono andato viaDomanda: Dove sei stato e come hai maturato l’idea di andare via?
Per studio e per lavoro ho girato parecchi contesti IT internazionali, tra cui la Silicon Valley. Ovviamente non è la prima volta che mi sono trasferito all’estero per lavoro ed attualmente mi trovo a Dublino.
Sono circa dodici anni che lavoro nel settore IT, certo la mia esperienza, la mia buona conoscenza dell’inglese e la mia precedente esperienza all’estero, mi hanno aiutato non poco nel trasferimento, anche se la parola giusta sarebbe “emigrazione”.
La mia decisione come quella di molti è maturata, ahimè, sopratutto a causa della crisi del settore IT, per come è gestito, soprattutto dal punto di vista della fornitura di consulenza specialistica. Aziende che fanno solo da intermediari, senza nessuna professionalità. Basta vedere gli annunci su Moster, ad esempio, di esperti di “conoscenza di prodotti di network” Inter Process Comunication di Unix, per rendersi conto che non sanno di cosa parlano.Domanda: In Italia se hai più di 35 anni sei un vecchio e se sei senza una laurea ti è difficile inserirti in contesti competitivi: è lo stesso anche fuori?
Il discorso è un po’ più complesso. È ovvio che in Italia, come ovunque, un titolo di laurea è importante, ma è ovviamente anche importantissima la capacità e l’esperienza.
Ti faccio un esempio. Un mio collega trasferitosi qualche mese fa è un perito informatico con un’esperienza di parecchi anni. Arrivato qua non ha trovato nessun problema a trovare lavoro.
Il problema è che in Italia, se noti, in tutte le inserzioni vi è scritto che è “preferibile la laurea in ingegneria” anche se il lavoro richiesto è quello di fare data entry o scansionare documenti.
Bisognerebbe guardare assai in Italia, a quale figura si cerca, e scegliere quale tra i vari candidati “fitta” (scusa l’inglesismo) di più. Ma il problema è che tante, troppe volte, le inserzioni che vedi in giro per i portali del lavoro sono per la maggior parte fatte da aziende di 5 o 6 dipendenti che vendono consulenti ad altri e che troppe volte non sanno nemmeno loro cosa il cliente chiede e così, anche per scansionare documenti, cercano un ingegnere.
Per quanto riguarda l’età, io a 35 anni non ho avuto alcun problema ad inserirmi anche in contesti internazionali importanti.
La differenza principale che ho riscontrato è che qui ti cercano per le qualifiche richieste, e per l’esperienza accumulata, ed il concetto di body-rental all’italiana qui è completamente inesistente.
Il recruiter è recruiter e basta. Vive sul supporto nella ricerca del personale e non ha certo (come succede sempre in Italia) la commessa di terze parti.Domanda: Come ci si sente a lavorare senza l’articolo 18 (quello che obbliga il reintegro dei lavoratori)?
Bella domanda, io essendo stato consulente per parecchi anni, e avendo sulla testa il rischio del mancato rinnovo del contratto in Italia, la sentivo una spada di Damocle che pendeva ogni 3-6 mesi. Ora non avverto più questa sensazione, anzi ti dirò di più: lì dove il concetto all’italiana del licenziamento non esiste personalmente mi ci trovo assai meglio. Con il tipo di legge sul lavoro che vi è all’estero, non ne vedi di dipendenti (come vedevo nel nostro paese) che leggono il giornale, invece di lavorare.
La meritocrazia, negli altri paesi, è sentita. In Italia, vale meno di zero. Il problema è tutto lì.Domanda: Lo stipendio che percepisci rispetto alla media dei lavori com’è e cosa ci puoi fare?
Generalmente lo stipendio rispetto agli altri lavori in Irlanda è superiore di 10k – 20k euro annui, e con le tasse molto più basse rispetto a quelle italiane si vive assai bene.
Qui un informatico non lo vedresti mai a 24k euro lordi annui, anzi ho notato con piacere che il concetto di svendita al ribasso non esiste. Se vali è giusto che ti paghino per quello che vali.
Andrebbe spiegato anche in Italia.Domanda: So che leggi P.I. e quindi conosci com’è la situazione delle Dilbert’s company italiane, qui invece come definiresti le company estere?
Beh si, PI lo leggo ormai da circa 10 anni.
Dilbert come sai è un fumetto statunitense, quindi molte ” interessanti deformazioni professionali” del nostro settore sono peculiari ovunque tu vada, va da sé che ovviamente ci sono parecchi distinguo.
La qualità del lavoro nelle aziende all’estero è elevatissima.
Sono riconosciute le capacità alle persone in modo diretto e anche in modo economico.
All’estero l’organizzazione del lavoro e della struttura funziona come un orologio.
Il concetto tutto italiano, “se un professionista è bravo se ne va a chi importa” è totalmente sconosciuto, se sei bravo, fanno di tutto per evitare che te ne vada.
La qualità e il valore sono regole riconosciute e accettate, sopratutto nel settore IT americano, dove se vali riconoscono il valore e le capacità della persona.
Insomma, tirando le somme il mio giudizio è assai positivo.Domanda: Quanto sono importanti le persone dove lavori tu?
Parecchio, sono importanti e fondamentali per il ruolo che svolgono all’interno della struttura aziendale e cooperano in modo strettissimo tra loro. Qui è impossibile vedere un Sales che dice qualcosa al cliente se prima non è stato confermato dai tecnici o dagli sviluppatori.
È impossibile vedere un Project Manager che non sappia fare il suo lavoro, (come ogni tanto vedi in Italia) perché c’è qualcuno che lo ha messo lì.
Insomma le persone sono importanti, e con loro si prendono assai seriamente i ruoli che ricoprono.Domanda: Come è avvertita l’innovazione da Voi?
Come fatto fondamentale ed economicamente importantissimo. Più una tecnologia è nuova ed è valida, e più all’estero si prende in considerazione velocemente. All’estero, ad esempio, ho visto aziende nascere dopo pochi mesi che era uscito un rfc su un nuovo tipo di protocollo. Una cosa simile in Italia sarebbe da fantascienza.Domanda: Pensi che vi sia un IT capace e competitivo in Italia?
Sì esiste, ma è soffocato. Diciamolo una volta per tutte: di tecnici in Italia, ci sono, e sono molto bravi, ma sono in mano ad un mercato italiano fatto di body-rental, di consulenze a mezzo servizio, e di contratti a progetto rinnovabili.
Mi è capitato più di una volta di cercare di spiegare all’azienda che mi vendeva al cliente cosa facessi. Molte volte mi guardavano sgranando gli occhi e rispondendo: “Non ci ho capito un acca”
Tira le conclusioni tu stesso.Domanda: Quando dici che sei italiano e provi a raccontare come si lavora in Italia cosa ne pensano i tuoi colleghi?
Se ci penso mi viene da ancora da ridere. Molte volte le aziende estere guardano increduli il tuo cv e ti chiedono (e non solo a me, è una domanda ricorrente a tutti i professionisti IT italiani trasferiti): “Perché ha cambiato cosi tante aziende in poco tempo? Ci sembra bravo, perché le aziende non hanno fatto in modo che rimanesse a lavorare dove era?”
Vaglielo a spiegare che molti lavori in Italia sono a progetto con scadenza trimestrale-semestrale od annuale, per un’azienda dove sei consulente del consulente del consulente, e che quando chiudono la commessa ti salutano e ti mettono alla porta, fregandosene se sei Dennis Ritchie o l’ultimo arrivato.Domanda: In Italia vi è la fuga delle professionalità, cosa ti indurrebbe a tornare?
Se vedessi un mercato IT come lo è in Irlanda in Inghilterra o negli States, forse tornerei, ma in un paese ingessato economicamente e qualche volta mentalmente come il nostro, lo vedo più un bel sogno che una futura e concreta realtà.Domanda: Qualcosa di negativo però ci sarà anche all’estero. Cosa c’è che gradisci di meno?
Eh anche questa è una bella domanda. Credo non essere lingua madre, sia una cosa che dà fastidio. Parlare una lingua diversa non è sempre facile.
Molte volte è difficile esprimere concetti complessi, o seguire una conversazione quando due persone di lingua madre si mettono a parlare molto velocemente, difficilmente li segui, e dà fastidio chiedere ogni volta di ripetere lentamente.
Va detto anche che un inglese che parlasse italiano e dovesse seguire una nostra conversazione troverebbe gli stessi problemi.
Parlare comunque una lingua che non è la tua, non e mai facile, per quanto tu la conosca bene.
Per il resto, ci sono problemi di comunicazioni e incomprensioni un po’ dovunque, indipendentemente se sei in Italia, negli States o in Australia.
La differenza che esiste tra il mondo di lavoro nostro e quello estero è che i problemi dovuti da differenti punti di vista sono gestiti molto meglio.
Insomma a fatica, ma di punti di vista negativi non li vedo proprio, anche volendo cercarli come invece accadono sullo Stivale.Domanda: Come si riesce a far carriera all’estero? Mi spiego. In Italia dopo un po’ un tecnico o diventa manager o la sua carriera è bloccata. Qui come funziona?
No, qui il tecnico fa la carriera del tecnico.
Prima si è tecnici, poi si diventa team leader poi technical manager di più gruppi e poi via via sempre più in alto e qualcuno può diventare anche CTO. Insomma il concetto di carriera bloccata non esiste, perché come ti dicevo prima, qui vali in base a ciò che sei, non a chi conosci.
Certo ovviamente come in tutte le aziende, dipende da quali sbocchi ci sono e da quali sono le possibilità, cambia da azienda a azienda. Ma certo che qui su una cosa sono chiarissimi: ti dicono subito dove e quanto puoi salire. Più seri di cosi.Domanda: È vero che il lavoro è spesso gestito autonomamente? Il mito che si lavora per obiettivi ed il tempo lo gestisci tu è vero?
Si, tantissime volte ma è anche vero però che esistono delle milestones (le milestones, per le aziende, indipendentemente dalla grandezza e dalla loro prosperità, sono fondamentali), per questo in quel caso si lavora per l’obiettivo comune, e dipende sempre dal contesto, dall’azienda e nel settore in cui si opera.
Comunque confermo che se non ci sono milestones od obiettivi prefissati, mi gestisco autonomamente.Il miglior riconoscimento per il tuo lavoro qual è stato?
Aver sentito per la prima volta alcune frasi come:
“Bravo hai fatto un bel lavoro”,
“Come mai il tuo collega non ci aveva pensato a questa soluzione?”
“Non ti preoccupare, è di mia responsabilità la faccenda”.
Parole che in Italia non ho mai sentito. In Italia se il lavoro che fai è fatto bene, è una cosa normale, se è fatto male la colpa è la tua; se hai pensato ad una soluzione innovativa, ci aveva pensato qualcun’altro (che non è mai vero, ma cosi minimizzano il tuo lavoro e poi non la applicano) e soprattutto la colpa è sempre la tua. Qualsiasi cosa accada alla fine ti arriva in Carbon Copy una mail che dice che la colpa di tutto è del consulente. Nel “Bel Paese” i meriti agli altri e le rogne a te.Domanda: Consiglieresti ad altri di seguire la tua stessa strada?
Sì assolutamente, se si è sicuri di sé e si hanno le capacità e un’esperienza idonee.
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Cetto La Qualunque vi promette… le promesse…
Dublin, Ireland, 2 months
Ed eccoci qui, abbiamo raggiunto quota due mesi a Dublino. Tutto per ora fila liscio abbastanza normalmente. Solita routine giornaliera fatta di lavoro, spesa, cucina, pulizia, etc. Niente di utile, per voi lettori, che meriti di essere citato nel blog. Da buon “antropologo fai-da-te” il mio taccuino degli appunti si riempie piano piano e penso di postare a breve la seconda parte del famoso trattato “Appunti di Antropologia Dublinese” (Ghetto editore).
Altre piccole news in ordine sparso:
- Mi sono regalato un bel Nintendo DS nero (scheda r4ds + memory card da 1gb)
- Katia mi raggiungera’ il 9 Aprile (fino al 29).
- Oggi ho ricevuto in ufficio un pacco dall’Italia (37kg!) che ho dovuto portare a casa via taxi, ora sono perfettamente provvisto di (quasi) tutto quello che mi serve.
- Tornero’ in sicilia per una breve permanenza dal 21 Maggio al 28 Maggio (compresi). Volo ryanair super cheap per Trapani. (Si lo so, e’ lontano da Catania ma ho chi mi viene a prendere!) Ci si puo’ beccare in qualche modo.
- Qualche settimana fa’ abbiamo avuto il company meeting a lavoro e pare che Aprile sara’ un mese cruciale per l’azienda. Ci sara’ uno speed up nell’hiring di nuovo personale (qualcosa come 70 dipendenti nuovi in questo periodo). Ci hanno incoraggiato a “raccomandare” persone valide di nostra conoscenza per i diversi ruoli aperti in azienda. Se siete interessati a venire qui e a cambiare vita date un occhio alla pagina Careers sul sito della mia azienda. Vedete se trovate un profilo che matcha il vostro e fate apply online. Quando fate apply alla domanda “Where did you see this position advertised?” scegliete “Employee Referral” e nella tex area sottostante scrivete “Angelo Failla”. Se fate apply fatemi sapere via email. Good luck!
Meditando sul fatto che sono qui da due mesi ormai: non e’ un certo un periodo di tempo sufficiente per tirare somme e/o considerazioni che possano passare per obiettive. Quindi, tu, lettore, con la voglia di venire qui, non troverai un parere obiettivo da parte mia. Non chiedetemi se ne vale la pena, se si sta bene, etc. perche’ la mie risposte attualmente sono piu’ che positive.
Non potrebbe essere altrimenti per uno che fino a 3 mesi fa rientrava nella categoria dei “bamboccioni italici”. Sono arrivato qui senza lavoro, trovandone uno con uno stipendio commisurato alle mie capacita’, in meno di due settimane. Ho avuto la fortuna di trovare una casa presto. Non ho avuto problemi burocratici di alcuna sorta. Qui ho amici che conoscevo da prima del mio trasferimento e me ne sono fatti di nuovi. La mia ragazza verra’ a trovarmi per un mesetto scarso e probabilmente si trasferira’ definitivamente anche lei qui. Sto imparando una nuova lingua. Sto imparando come si vive veramente e credo che questa esperienza mi giovera’. Il lavoro e’ interessante. Ho trovato una squadretta di rugby con cui posso continuare ogni tanto a giocare senza paranoie di mancare all’allenamento perche’ controvoglia o per altri cazzi miei.
Insomma la mia vita e’ cambiata, secondo me in meglio. Dal punto di vista qualitativo ma anche dal punto di vista della crescita personale. Riguardo alla qualita’ della vita molti punti contribuiscono:
- Non guido piu’ alcun mezzo a motore da quando sono qui (certo ogni tanto mi verrebbe voglia di farmi qualche giro in moto, ma se ne parla a Maggio quando scendo)
- Oltra a non guidarli, praticamente manco li prendo per andare a lavoro, l’ufficio dista solo 20 minuti a piedi da casa mia.
- Sto molto meno davanti al pc durante il tempo libero perche’ ora ho diverse altre cose a cui badare, cucinarmi, lavare, fare la spesa. Rimango cmq un povero nerd addicted del terminale e spenso il resto del tempo davanti a sto monitor
- Il rapporto entrate/uscite e’ conveniente
Lati negativi ovviamente ce n’e': no, il clima non e’ in lista (almeno per il momento, ma credo che non lo sara’ manco in futuro). Forse l’unico lato negativo e’ la lontananza con le persone a me care, katia, familiari e parenti, i miei cani, amici di freaknet/lug/rugby. Ogni tanto mi mancano le cose che facevo in Italia pero’ qui e’ tutto cosi’ nuovo che questo stato d’animo passa subito. Non vi offendete ma e’ la verita’!
. Devo dire che internet aiuta molto in questo perche’ mi mantiene costantemente in contatto con queste persone.
Cambiando discorso, tra 11 giorni in Italia sara’ tempo di elezioni. Per la prima volta da quando ne ho facolta’ non votero’. Le ragioni sono diverse. Prima di tutto un discorso logistico relativo alla mia posizione geografica attuale, quando sono arrivato non potevo immaginare che non avrei avuto problemi economici per bookare un biglietto utile per andare, votare, e tornare. Cosi’ ora non mi va di spendere 250 eur (come minimo!) per esprimere un voto con questo sistema elettorale di merda che non mi consente di scegliere il mio rappresentante in parlamento/senato.
“E il voto dall’estero?” vi chiederete voi. Devi essere iscritto all’AIRE per almeno un anno prima di poter votare nella circoscrizione estera.
Poi c’e’ un discorso di credibilita’ e fiducia nel modo di fare politica in Italia. Una cosa bella quando si e’ fuori dal proprio paese e’ che si puo’ vederlo da un altro punto di vista esterno, e si puo’ anche farsi una idea di come viene visto il proprio paese fuori dalle sue mura. Oggi un mio collega di lavoro, chiaccherando del fatto che il 13 si vota, mi ha detto che gli italiani che votano berlusconi sono dei “fucking idiots”. Gli ho risposto con un silenzio assenzio dicendogli che molto probabilmente purtroppo sara’ lui il prossimo presidente del consiglio…
La situazione della politica e del paese in generale non e’ buona. La nostra informazione fa cagare (basti vedere ogni giorno repubblica.it per vedere che anche lei si basa sulle tette). Vedere gli ultimi post del Direttore a riguardo.
Poi senti dire cose del tipo:
Roberto Maroni che, in un’intervista a ‘Repubblica’, annuncia: “Se vinciamo noi applicheremo fino in fondo la Bossi-Fini, per esempio l’obbligo per le imprese di assumere prima gli italiani degli stranieri”.
Assumere prima gli italiani degli stranieri, per la serie “La meritocrazia, questa sconosciuta”. Assumiamo un italiano al posto di uno straniero, anche se l’italiano non sa un cazzo.
Gli ultimi giorni delle campagne elettorali sono sempre UGUALI. In questi giorni i candidati PROMETTONO COSE CHE NON MANTERANNO MAI. “Io vi prometto… le promesse…” come dice il grande Antonio Albanese in questo video del 2007:
La mia mente inizia a spaziare tra vari pensieri ed un altro che mi viene in mente adesso e’ che in Italia c’e’ un fenomeno strano: i comici che fanno satira politica sembra che siano gli unici personaggi pubblici che riescono a fare informazione vera su fatti/persone/eventi. A chi li ascolta pare veramente di avere l’impressione che essi abbiano le idee chiare (giuste o sbagliate che siano) su cosa vada storto in questo paese e su cosa si debba intervenire, piu’ dei politici stessi.
Mi sa che questa volta vado per l’astensionismo, troppa delusione l’ultimo governo, e me ne fotto se Veltroni dice che “chi si astiene poi non si deve lamentare se le cose vanno male”. Se fossi stato in Italia avrei votato la sinistra estrema. Chi mi conosce lo sa’.
Ho il sentore che sara’ Berlusconi, e lo sara’ per altri 5 anni, arriverderci al 2013. Chissa’ quante ne vedremo.
A presto.
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Who is Silvio Berlusconi.
Dublin, Ireland, 2 months so far
-3 giorni alla resa dei conti per gli Italiani. Guardate cosa si trova in rete su youtube. E’ un documentario trasmesso durante la trasmissione “Wide Angle” di Wnet Thirteen New York, la maggiore emittente della TV pubblica statunitense Pbs.
Sono 6 puntate che vi linko direttamente qui per vostra comodita’. Buon ascolto. Se saltate la visione perche’ “non vi interessa”, o perche’ “io me ne fotto o non ci capisco niente della politica”, o perche’ “uffa che palle mi annoia”, o ancora perche’ siete ciechi e non volete capire, allora fatevi il segno della croce e in bocca al lupo per tutto.
Quando ho finito di vedere questo documentario mi e’ cascato l’occhio su quanto e’ indicato in rosso nella JPG sottostante:
Questo documentario (in particolare la parte 6) e’ stato visitato circa 11.460 volte. Elisabetta Canalis nuda invece 1.491.000 e rotti ![]()
Non preoccupatevi, questo e’ perfettamente in linea con quello che i media (almeno quelli di massa) si aspettano dai tele-rincitrullo-telespattori. Loro ci conosco bene e sanno come sono fatti i loro lettori/telespettatori. Ecco, cliccando qui, un altro esempio.
Non credo di dovervi spiegare altro sul perche’ ci troviamo dove ci troviamo. Ormai siamo alla frutta come popolo signori. In bocca al lupo a tutti. Ci (anzi se non torno VI) aspettano 5 lunghi lunghi anni di Berlusca. Ci vediamo nel 2013. Indossate le tute criogeniche. Vedrete che in questo modo 5 anni passeranno presto.
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65%!!!!
Sto morendo di vergogna.
Ma si dai! Spariamo qualche altra cazzata!
Dublin, Ireland, almost 2 months so far
Iniziamo la giornata con la rassegna stampa. Da quando sono finite le elezioni non faccio che leggere cose abominevoli:
Ieri, dopo un incontro con Letizia Moratti a Palazzo Grazioli al termine del quale il sindaco di Milano ha annunciato “un piano sicurezza già al primo consiglio dei ministri utile”, il premier in pectore ha promesso “misure immediate”. Tra queste “chiudere le frontiere”, fare di Roma “un distretto con poteri speciali” e strumenti per arginare “il lassismo di certi magistrati, per cui le forze dell’ordine catturano le persone e se le vedono il giorno dopo per strada”. Più tardi il Cavaliere ha persino ipotizzato di “ricontrattare il trattato di Schengen” per poter bloccare gli ingressi di stranieri anche se appartenenti all’Unione europea.
Ma si dai! Blocchiamo anche i comunitari in Europa! Torniamo alla Lira. Chiudiamoci a riccio. NON CE LA FACCIO PIU’!
Nella figura. Fotografia scattata in un’edicola a Cork (concessione di un amico del Direttore ivi residente). Il giornale e’ “The economist”. Non proprio un giornale di sinistra…
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L’Irlanda e il trattato di Lisbona
Dublin, Ireland, 4 months and half so far
Hi Folks,
Quattro mesi e mezzo sono passati e me pare ancora di stare qui da due giorni. E’ un fine settimana tranquillo questo che sta per finire, vi scrivo dalla mia living room sorseggiando un caffe’ fatto con la moka.
In queste mattine, mentre mi recavo a lavoro, a piedi, ipod nelle orecchie (che fico non spendere soldi in benza ora che il diesel e’ arrivato allo stesso prezzo della benzina!), mi sono guardato attorno e ho notato dei cartelli elettorali riguardo al prossimo referendum confermativo del 12 Giugno 2008 a cui tutta l’Irlanda e’ chiamata.
Il tema e’: approvare o no il trattato di Lisbona? (cliccate sul link, vi porta su una pagina di Wikipedia sui cui potete leggere di piu’ su questo trattato).
Gli irlandesi sono chiamati ad esprimersi su questo tema con un referendum perche’ e’ previsto dalla loro costituzione, in Italia credo questo sia approvato tramite specifiche sedute in Camera e Senato e non tramite referendum.
Mi hanno molto colpito i cartelli del fronte del NO, vi faccio alcuni esempi:
- Un cartellone raffigurante tante scimmie che si tappano le orecchie o altri orifizi con scritte del tipo: “No, we won’t hear you.”, “No, we won’t understand you”, “No, we won’t talk to you”. Insomma quasi a sottolineare: non parlate la nostra lingua, non vi capiremo, e quindi non vi parleremo… Molto europeista direi, un po’ nazionalista, a prima impressione, da emigrante quale osno, mi e’ parso abbastanza patetico
- Un altro cartellone con scritta una roba tipo: “I nostri padri sono morti per l’indipendenza, non buttatela via votando si. votate no.” Anche questa una motivazione del cazzo…
In generale il fronte del NO motiva la scelta dicendo che l’Irlanda perdera’ poteri in Europa, che il trattato consentira’ all’Europa di avere la sua sulla Costituzione e sulle leggi Irlandesi, che il trattato avra’ conseguenze sull’economia locale e sulle tasse, che l’Irlanda perdera’ controllo sull’immigrazione, e altre cosuccie. Su alcuni di questi punti un potrebbe anche pensare di essere d’accordo, specie sul discorso tasse ed economia.
Sul fronte del si invece si leggevano cose scontate tipo:
- Vota si perche’ e’ meglio cosi’. ahahha!
- Vota si per una europa unita e vantaggi economici e lavoro migliore per tutti.
Mentre camminavo e vedevo questo spettacolo di cartelloni pensavo cose a raffica, di cui ve ne scrivo un paio alla rinfusa (prego considerare il fatto che non sono un esperto di diritto, politica internazionale e macroeconomia, grazie):
- L’Irlanda si e’ tirata su’ ed e’ diventata quella che e’ ora grazie a caterve di fondi europei stanziati dall’unione europea. Quando si prendono autostrade e DART, o Luas, si vedono cartelloni belli in risalto con scritte cose del tipo “questo progetto e’ stato finanziato per l’X% dalla UE”. Ci si aspetterebbe un minimo di gratitudine e invece si inneggia al NO!?!?
- Ok i loro padri sono morti per l’indipendenza dagli inglesi, ma firmare un trattato per una maggiore coesione europea non vuol dire mica buttare via la propria autonomia!
- Votando NO gli irlandesi non faranno altro che il gioco dei loro odiati cugini Inglesi, notoriamente restii a qualsiasi segno di apertura europea (vedi il fatto che ancora loro usano la sterlina come moneta). Invece di distinguersi da loro non fanno altro che comportarsi COME LORO
Comunque oltre a questi cartelli ogni tanto se ne potevano trovare alcuni (attenzione: di dimensioni molto ridotte e quasi nascosti, chissa’ come mai
) dove si invitava la gente a partecipare a dibattiti sul tema. Alcuni dibattiti di parte (si parlera’ solo del si o solo del no), mentre altri dibattiti vedranno la presenza dei due fronti contemporeneamente a dare le loro motivazioni.
Mi sono documentato un po’ e vi propongo alcuni link se volete approfondire:
- http://www.lisbonvote.com/
- http://www.independent.ie/opinion/letters/yes-to-lisbon-is-a-vote-for-jobs-1378981.html
- http://www.yestolisbon.ie/index.php/about-the-lisbon-treaty/why-we-believe-a-yes-vote-is-important
- http://www.opendemocracy.net/ourkingdom/blog/2008/05/17/annoy-the-headbangers-vote-yes-on-the-lisbon-treaty
- http://www.independent.ie/opinion/letters/say-yes-to-lisbon-and-a-better-eu-1372980.html (in particolari i commenti, da ridere quello che parla delle abitutidini irlandesi di andare al pub in pigiama con appresso i 5 figli ahaha!)
Io se fossi irlandese magari voterei per il si, anche se molte delle motivazioni poste dai no andrebbero discusse.
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Sembra proprio che sia un NO.
Sembra che la gente d’Irlanda sia andata per il NO. Ora che succedera’? Staremo a vedere.
Ecco un bell’articolo del New York Times a riguardo.
Berlusconi e Fini sono preoccupati, Calderoli invece applaude!
Un ministro Francesce, Jouyet, dice:
“We cannot take a country out of Europe that has been there for 35 years, but we can find specific means of cooperation.”
Intanto su NewsTalk intervistano gente per strada, io ne approfitto per l’inglese, la mia impressione e’ che sia fatto molta leva sulla paura con discorsi tipo, alzeranno le tasse, privatizzazione della sanita’, etc. Io non mi sono documentato molto e del resto non essendo votante sono neutrale… Lancio un sondaggio:
Nel frattempo chiedo a chi e’ documentato/informato di postare qualche commento. Grazie
Cosi’ a primo pensiero fossi stato irlandese io avrei votato SI quanto meno perche’ l’Irlanda si e’ tirata su grazie ai finanziamenti europei… Comunque e’ anche vero che il NO non equivale a ripudiare l’idea di Unione Europea, questo e’ un NO ad un trattato… che quindi dovra’ essere ridiscusso e mediato nel prossimo futuro. Lavoro per diplomatici…
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Pessimismo cosmico.
Fatemi lamentare.
Sono profondamente schifato per questo.
Il senato approva l’emendemento cosidetto <<salva premier>>. Stanno scrivendo una pagina buia della democrazia italiana… sotto gli occhi di tutti… alla faccia nostra.
Si legifera su intercettazioni, si parla di federalismo fiscale e poi si tolgono miliardi al mezzogiorno per coprire l’abolizione dell’ICI, si varano norme blocca-processi per fare cadere reati in prescrizione o allungare i tempi processuali a quello scopo. Si vuole costruire sto cazzo di ponte Messina senza il niente attorno. Leggi vergogna per garantire o assicurare maggiori probabilita’ di impunita’ agli alti rappresentanti dello Stato. Blog chiusi e autori denunciati solo per avere detto cose vere e documentate: vedere qui, qui, e qui.
A Catania l’ultima volta che sono andato ho visto una citta’ piena di santini elettorali, macchine con manifesti appiccitati, manifesti per strada degni della migliore ipocrisia, come questo:
Foto di Puffodrax. Guardatelo quel manifesto! PRIMA DI TUTTO GLI AFFARI! “Di chi?” mi chiederei io. Ho visto parcheggi scambiatori completati ma MAI APERTI, quando vedo soldi buttati cosi’ mi incazzo. Non penso che la gente li userebbe comunque…. e questo e’ ancora piu’ triste.
Per andare a Catania mi sono dovuto fare un volo Dublino Trapani e 350 km di autostrada perche’ quella merda di Aeroporto di Comiso non ha ancora aperto, chissa’ come mai! Si tratta di un aeroporto da convertire (quindi non da costruire da zero), briciole in confronto ad un ipotetico ponte!
E passiamo alle recenti elezioni: chiunque si e’ candidato in Sicilia, sfido chiunque a dire che non ha conoscenti molto stretti candidati, non sono state delle elezioni comunali, sono stati dei veri e propri concorsi pubblici per trovare lavoro!
Piu’ volte ho sentito dire: sai $tipox si candida alle elezioni, votate per lui. Come se conoscere una persona sia sufficiente per decidere se e’ in grado di fare politica o no. Io posso conoscere una persona, puo’ essere il mio migliore amico, puo’ essere il migliore professionista del mondo nel suo campo, ma la politica e’ un’altra cosa. Questo e’ clientelismo.
Se non usciamo da questa sotto cultura mafiosa e clienterale non ne usciremo bene. Non e’ una questione di destra o sinistra. E’ una questione di DIRITTI E DOVERI di tutti.
In Sicilia vince il centro-destra dovunque, con percentuali assurde, anche il 100% in alcuni piccoli paesi. Percentuali Bulgare si diceva una volta!
Adesso in Italia si bruciano campi rom, si scatena la xenofobia invece di prendersela coi politici che causano ben piu’ danni di un’omicidio una volta ogni tanto.
Non si riesce manco a ficcare la spazzatura normale nelle discariche e vogliono fare il nucleare, mentre progetti di Carlo Rubbia vengono seguiti per costruire centrali elettriche eoliche e solari in Spagna ed in altri paesi.
Un mio amico italiano che lavora qui ha ordinato delle mozzarelle di buona qualita’ dalla campania, le ha provate, sono veramente ok, voleva fare assaggiare a dei colleghi stranieri a Dublino e gli e’ stato risposto di no per paura della diossina. Gardate dove siamo arrivati.
Poi vedi questi grafici postati in un forum da parte di un tipo che lavora nella finanza e di cui ti fidi:
Notate la differenza di trend tra la linea rossa e TUTTE LE ALTRE...
E che ti viene da pensare? Che Berlusconi sistema tutto? Di sicuro lui non puo’ sistemare un cazzo se parte con leggine che non servono a nessuno se non a uno sparuto gruppo di persone come lui. Non che le alternative siano migliori.
Comincio a perdere fiducia in “quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia” (cit. Giorgio Gaber, buon’anima).
Comunque non si andra’ avanti, la nostra societa’ e’ in decadenza. Te ne accorgi dovunque. Anche qui. A Dublino. Ieri partita dell’Italia con Italiani al pub che cantavano “Chi non salta un Francesce e’”, oppure “Addie Le Blue”, per ricalcare il famose “Ale’ le Blue”. Io odio il clima delle tifoserie calcistiche, mi verrebbe di prenderli a calci in culo uno per uno. ALLA CIECA.
Poi ti senti dire che sei un vigliacco perche’ sei andato via dall’Italia e ne parli male da fuori invece di stare dentro a cercare di cambiarla. Perche’ gli altri dentro cosa fanno?
‘Sti cazzo di irlandesi che votano NO al trattato di Lisbona.
Non continuo per risparmiarvi la tristezza.
Un pallotron oggi un po’ pessimista cosmico vi saluta.
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Accuse false e risibili.
- assolto perche’ il fatto non sussiste? quale? QUALE PROCESSO?
- denunciare la situazione della magistratura italiana?
- la volonta’ poopolare?
- sovvertire la democrazia?
- veltroni e i collaboratori del comune di Roma hanno fallito. si ritirino dalla politica percheà i conti del comune di roma vanno a rotoli? Questi amministratori saranno dei falliti che non possono proseguire una carriera politica?
MA ALLORA SCAPAGNINI? DOV’E'? S’E’ RITIRATO DALLA POLITICA? NO!!!! L’HANNO PROMOSSO DEPUTATO! LA MERITOCRAZIA! ![]()
Meno male che c’e’ wikipedia.
Per i non Siciliani… anzi per i non Catenesi… anzi per tutti, anche i Catanesi:
Da alcuni anni Umberto Scapagnini è il medico personale di Silvio Berlusconi, del quale ha affermato che «ha un sistema di tipo neuroimmunitario veramente straordinario per cui niente mina la sua salute» [1] e che egli è «tecnicamente immortale». Ovviamente quest’ultima dichiarazione, essendo priva di ogni significato scientifico, è originata da banale piaggeria. Durante i suoi mandati ha realizzato infrastrutture urbane, il restauro del centro storico della città di Catania, il che ha comportato notevoli sofferenze economiche da parte delle casse comunali, cui conseguenza è stato il dissesto finanziario del Comune nel 2008. Nel mese di Gennaio varie zone della città, non solo dei quartieri periferici ma anche del centro cittadino, sono rimaste per più giorni prive di illuminazione a causa del non adempimento dei pagamenti all’Enel da parte del comune[2] Infine è stato indagato per abuso d’ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei in costruzione nella città etnea. Nonostante lo scandalo finanziario, tra l’altro quasi totalmente taciuto dalla stampa nazionale, è stato eletto deputato nelle liste del PDL, lista guidata da Silvio Berlusconi, nelle elezioni politiche italiane del 2008.
Il 16 aprile 2008, in seguito ad incidente stradale riporta un trauma toracico e viene ricoverato in gravi condizioni all’Ospedale Forlanini di Roma.
Il 2 maggio dello stesso anno è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione delle irregolarità nella concessione di contributi previdenziali da parte del Comune ai dipendenti per i danni da ‘cenere nera’ dell’Etna[3], 3 giorni prima delle elezioni comunali del 2005 che lo videro vincitore.
Riferimenti e Note
- http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/02_Febbraio/03/berlusconi.shtml
- http://archiviostorico.corriere.it/2008/gennaio/28/buio_strade_piazze_Catania_co_9_080128036.shtml
- http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2008-05-02_102192805.html
Fonte: Wikipedia
AO. BERLUSCONI. MA VAFFANCULO! FATTI PROCESSARE.
PS: lo posso dire vaffanculo a Berlusconi eh! D’altronde lo fanno i ministri:
Mentre che ci siete documentatevi su Berlusconi va’. Vi avviso: dovete avere 2 ore libere PER LEGGERE TUTTO.
AH! dimenticato: e’ wikipedia eh! NON SONO LE TOGHE ROSSE.
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Oh no! non ancora!
Questo e’ il titolo che il Financial Times ha usato giorno 26, ieri, per l’ennesimo articolo su Berlusconi.
(SI, lo so, questo blog ultimamente pare a senso unico, e’ uscito anche OFF TOPIC dal titolo del blog stesso, presto arriveranno alcuni articoli tecnici per i nerdoni che mi leggono).
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La Uefa censura le proteste anti tibet?
Lo sapevate? Vi siete accorti anche voi guardando Germania – Turchia che c’e’ stato un bel blackout che ufficialmente e’ stato spacciato come problematica tecnica ma che e’ coinciso proprio con questo episodio qui sotto?
La Uefa respinge le accuse che le sono state mosse contro in merito alla censura di alcune immagini delle partite di calcio. Ma questo evento e’ una conferma. Jimmy Jump e’ apparso in campo intorno al 75esimo minuto ed ha percorso quaranta metri sul terreno di gioco prima di essere bloccato dagli addetti alla sicurezza. L’uomo indossava una bandiera per il Tibet libero… Le immagini non le ha viste nessuno in Europa, se non chi era sintonizzato sulla televisione svizzera che ha in questi Europei 2008 una regia indipendente.
Ora, da praticante di rugby vi posso dire che quello non e’ un placcaggio ma un tuffo di merda, tanto e’ vero che non ha fermato Jimmy, ma l’ha solo spostato di poco.
Per il resto mi viene da pensare al perche’ sia stato censurato questo video… chi ha il cervello “malopensante” o complottista dia sfogo alle sue idee…
Un’altra osservazione che mi fa molto ridere e’ la seguente:
Ma vi immaginate se quel placcaggio lo subiva un calciatore? Questo sarebbe accaduto nell’ordine:
- Il calciatore avrebbe iniziato a gridare AAAAH! AAAAAH! come un checca rotolandosi faccia a terra!
- La gente avrebbe urlando qualche insulto all’arbirtro, ai tifosi avversari, o a uno random.
- Sarebbe arrivata l’ambulanza con la barella
- Lo avrebbero imbarellato
- Lo avrebbero legato con le corde alla barella
- Gli avrebbero messo il collare
- Gli avrebbero messo la coperta termica (A GIUGNO)
- Se lo sarebbero portati fuori dal campo sulla ambulanza con gli applausi della gente perche’ “poverino ha preso un placcaggio e si e’ fatto male!”
- Appena arrivato fuori si sarebbe immediatamente alzato ed andato centro campo per rientrare trottando
Il bello e’ che questa scena in certe partite l’ho anche vista….
Che dire, il calcio e’ buffo per me. Gli arbitri non conoscono la norma del vantaggio che pure esiste in questo sport. I giocatori fingono tutto il tempo. Il regolamento non aiuta l’arbitro perche’ e’ un regolamento che lascia troppo spazio ad episodi discutibile. L’ambiente e’ troppo conservatore e non si vuole evolvere il gioco. Girano troppi soldi. La gente che “tifa” non e’ sportiva prima di tutto e non e’ abituata a capire la definizione di sport.
Al pub, durante la partita Italia – Spagna, c’era un tipo seduto accanto a me che urlava insulti contro l’allenatore della spagna quando lo inquadravano. Io lo guardavo fisso negli occhi. Lui si gira e mi fa: <<Are you spanish?>>. Gli risposi: <<No, sono italiano ma mi da fastidio lo stesso>>.
Silenzio.
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La padania vince la coppa del mondo di calcio per le nazioni non riconosciute?
Leggete qui.
La Padania diventa campione in Lapponia
VINCE la «VIVA WORLD CUP». Umberto BOSSI ESULTA IN CAMPO
Ha battuto per 2-0 in finale gli Aramaici (Siria) nel mini torneo a 5 squadre dedicato alle «nazioni non riconosciute»
Padania nazione NON RICONOSCIUTA. Io posso capire una “nazionale” Irlandese di calcio (solo nel rugby esiste L’Irlanda unificata), o chesso’, una squadra del Tibet, ma non LA PADANIA.
Che poi questi sono anche al governo del paese ITALIA…
Notare qui sopra il tipo della nazionale IRLANDESE.
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Togliamo le intercettazioni e mettiamo il prelievo forzato del DNA.
Le intercettazioni erano un problema per la privacy del popolo italiano tutto e le tolgono… e invece prelievo di DNA per tutti!
MA ANDATE A FANCULO.
NON VI SEMBRA UN PO’ TUTTO INCOERENTE?!?! IT DOESN’T MAKE ANY SENSE!
Dal Sole 24 Ore:
Prelievo forzato del Dna anche per chi non è detenuto e non è neppure indagato. Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato un disegno di legge che estende la possibilità di ottenere campioni biologici, da cui poi trarre i profili del Dna, alla fase delle indagini e nei confronti di soggetti che non si trovano in carcere. Il provvedimento va letto in parallelo con l’altro disegno di legge approvato nel precedente Consiglio dei ministri “napoletano” che ha disciplinato l’istituzione della banca dati del Dna, stabilendo, allo stesso tempo, che il prelievo, anche forzoso, va effettuato nei confronti di tutti i detenuti e anche di chi è sottoposto agli arresti domiciliari. Con il provvedimento approvato ieri, invece, si allarga il campo di applicazione anche a tutti i soggetti che risultano coinvolti in un’indagine penale pur senza essere formalmente indagati.
In prospettiva dunque l’archivio sarà alimentato da tre flussi principali: quello dei reperti individuati sul luogo del delitto o in luoghi a questo collegati, quello relativo ai profili della popolazione carceraria e quello costituito dai profili delle persone connesse, o che l’autorità giudiziaria ritiene siano connesse, alla vicenda criminale.
C’e’ un modo per tornare indietro: si fa si’ che l’autorita’ giudiziaria ritenga che per un certo processo si debbano prendere le impronte a Berlusca, di conseguenza l’autorita’ giudiziaria sara’ automaticamente accusata di essere comandata dai comunisti, quindi la causa diventera’ un altro esempio di persecuzione anti-berlusconiana, e allora si toglieranno il prelievo forzato del DNA dalla legislazione a furia di leggi approvate in meno di 30 giorni all’unanimita’.
AH NO! C’E’ LA IMMUNITA’ PER BERLUSCONI INSIEME ALLE ALTRE ALTE CARICHE DELLO STATO. CI HA FOTTUTI. AHAHAHA. A LUI IL DNA NON GLIELO POSSONO PRENDERE. LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. SI SA’.
Ok fine delle paranoie, saluti
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Gli affari che mortificano la ragione.
Interessante articolo di Marco. Da leggere soprattutto il dossier in pdf linkato. 60 pagine.
Chi vorebbe dire la sua sulla situazione rifiuti in Campania senza andare per sentito dire o per simpatie/antipatie dovrebbee leggerlo tutto. La prima parte racconta la situazione attuale nelle sue varie motivazioni, la seconda parte mi ha lasciato esterefatto, e rappresenta le n-mila soluzioni possibili, a fronte di costi e fattibilita’, la terza parte porta approfondimenti.
Ma tanto lo so’ cosa commenterete, robe del tipo: «i soliti comunisti di merda che dicono NO sempre.»
Saluti.
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Cosa ne pensano di noi all’estero?
Da qualche settimana seguo questo interessante blog, chiamato “Che dicono di noi… (cosa ne pensano di noi all’estero?)”
La descrizione che il blog stesso fa di se’ e’ la seguente:
Siamo tre amici italiani che lavorano insieme all’estero. Da qui godiamo di un punto di vista piú obiettivo su quello che succede nel nostro paese. Lo scopo di questo blog é di condividere con tutti quello che si dice in Europa e oltre su di noi, con la traduzione in italiano di articoli scelti.
Cercheremo di rappresentare tutta la stampa estera, non solo quella schierata da una parte, e lasceremo i commenti a voi, perché gran parte degli articoli che leggiamo giornalmente riteniamo si commentino da sé.
Gli articoli sono catalogati per Nazione, testata e orientamento politico tramite chiarissimi simboli:
Proprio oggi leggevo questo articolo sull’Irish Times. (in lingua inglese).
Tradotto in italiano da questi ragazzi, che ringrazio per il servizio che danno alla gente.
Da notare la frase finale:
Being Italy, it is of course more than possible that this accusation will do the prime minister no harm at all.
Ma siccome stiamo parlando dell’Italia, é certamente piú che possibile che queste accuse non facciano alcun danno al premier.
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Sul lodo Alfano.
Chi mi conosce sa’ che io prendo Beppe Grillo con le pinze. Pero’ questo post e’ interessante. Se non altro per il ragionamento posto al lettore uso “neonato che viene fatto mangiare col cucchiaino”. Di questo gli italiani hanno bisogno al giorno d’oggi.
Renato Schifani, presidente del Senato, ha citato il giornalista Marco Travaglio per un milione e trecentomila euro. Schifani vuole essere risarcito per presunti danni subiti a causa di un articolo di Travaglio e dell’intervista rilasciata allo stuoino Fabio Fazio nella trasmissione: “Che tempo fa”. Travaglio ha citato dei contenuti del libro: “I complici” scritto da Lirio Abbate e Peter Gomez nel quale Schifani è menzionato più volte, per l’esattezza alle pagine 14, 70, 71, 72, 74,7 5, 77, 78, 80, 81, 82, 84. Lirio Abbate è sotto scorta a causa di minacce mafiose e il libro, uscito in prima edizione nel febbraio del 2007, non mi risulta sia stato ritirato.
Schifani ha preannunciato querela contro l’ex presidente del consiglio comunale di Villabate, Francesco Campanella, indagato per mafia per rapporti con Mandalà e Provenzano. Lo ha fatto per le dichiarazioni di Campanella ai giudici di Palermo in cui affermava che il nuovo piano regolatore di Villabate sarebbe stato concordato da Mandalà con Schifani.
Quindi abbiamo due processi (più un terzo).
Il processo numero uno: Schifani contro Travaglio, per danni riferiti ai suoi articoli e alla sua intervista.
Il processo numero due: Schifani contro Campanella, querela per le sue dichiarazioni.
Il processo numero due potrebbe (dico potrebbe) accertare che Campanella ha dichiarato il vero. In questo caso Travaglio avrebbe ragione nel processo numero uno.
Ma il processo numero due, se accertasse responsabilità di Schifani (dico sempre se), non si potrà celebrare nei prossimi cinque anni grazie al lodo SchifoAlfano. Schifani ci aveva già provato nel 2003 con il lodo Schifani a rendere immuni le prime più alte cariche dello Stato. La Corte Costituzionale lo bocciò. A volte ritornano.
C’è poi il processo numero tre, quello che non si potrà mai celebrare. Travaglio infatti non può querelare Schifani per le accuse che gli ha mosso in quanto questi è immune da processi.
Nel caso Travaglio sia condannato lancerò una pubblica sottoscrizione per pagare il milione e trecentomila euro.
I Quattro dell’Ave Maria possono far processare i cittadini. I cittadini non possono far processare i Quattro dell’Ave Maria.
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La fede… La fede…
Leggevo qui:
Sorvoliamo che due candidati USA vadano a discutere in una chiesa evangelica… ma non posso rimanere che sgomento difronte a questo:
[...]
LA FEDE – Entrambi i candidati sono arrivati al foro organizzato dal pastore Warren con l’intenzione di render chiara la loro fede cristiana e il loro appoggio ai valori tradizionali, anche se con il conservatorismo degli evangelici cristiani, MCCain ha avuto vita più facile. E così ha contestato con sicurezza la sua posizione sull’aborto, confermando il suo appoggio alle misure a favore della vita, ha detto che si può considerare un matrimonio solo l’unione tra l’uomo e la donna; e che il diavolo esiste e che lui lo ha visto incarnato in Osama bin laden. Ma anche Obama ha parlato a lungo della sua fede cristiana e ha spiegato nel dettaglio come Gesù lo abbia aiutato a superare le prove della vita e gli abbia dato la forza per affrontare le prove della vita come la lotta per la presidenza degli Stati Uniti.
[...]
Il diavolo esiste: e’ Osama! Peccato che gli USA hanno fatto accordi con lui, il diavolo, tempo fa’ prima dell’11/9. Per il loro loschi affari. Andate a cagare. Gli USA hanno fatto le peggio porcate del mondo, altro che difendere la vita.
Principale sospettato negli attacchi terroristici di New York e Washington, bollato dall’Fbi come “terrorista internazionale” per il suo ruolo negli attentati delle ambasciate statunitensi in Africa, Saudi nato Osama bin Laden è stato reclutato durante la guerra in Afghanistan “ironicamente sotto l’egida della Cia, per combattere gli invasori sovietici[1]
1. Hugh Davies, International: “‘Informers’ point the finger at bin Laden; Washington on alert for suicide bombers”, The Daily Telegraph, London, 24 agosto 1998.
Riferimenti interessanti
Michel CHOSSUDOVSKY – America’s “War on terrorism”, in the Wake of 9/11. Second Edition. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2342
Questi e’ dal 2001 che usano 2000 poveri morti nella loro terra (tutto il mio rispetto a loro) per giustificare tutte le porcate che ci stanno propinando dal 2001 ad oggi.
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Il paese che purtroppo amo.
Vi avevo gia’ detto che seguo volentieri questo blog chiamato Che dicono di noi.
Vi riporto un articolo di oggi. Scritto da una giornalista tedesca che vive in italia da 30 anni. Una analisi davvero lucida…
Die Zeit, 17.7.08
Il Pase che purtroppo amo.
Mai è stato più difficile di adesso amare l’Italia. Comunque sia l’autrice non potrebbe vivere altrove. Storia di una confusione di sentimenti.
[articolo originale di Petra Reski qui]
In quell’estate in cui mi innamorai di quell’Italiano, si raccontava sulle spiagge italiane delle frodi di Bettino Craxi e io pensavo: strano paese, dove anche i bagnini sanno che il capo del partito socialista ruba! Era l’estate del 1989, e io stavo sdraiata sul lettino ad ascoltare il bagnino, che imperturbabile ragionava dei metodi illegali dei socialisti e democristiani di finanziamento al partito, di abuso di potere, di corruzione, di implicazioni con la mafia e complotti di morte, il tutto mentre organizzava il torneo di bocce.
Sempre lo stesso anno andai per la prima volta come giornalista in Sicilia. Là conobbi il poliziotto che aveva scoperto la Pizza-Connection, il commercio di eroina tra la Sicilia ed il nord America. Era scortato da due guardie del corpo e guidava una limousine blindata e mi ricordo ancora cosa pensai: che paese originale! dove i poliziotti devono essere scortati!
Il ministero degli interni gli aveva intimato di lasciare la Sicilia perchè la sua incolumità non poteva essere più garantita. Al suo rifiuto fu trasferito d’ufficio a Palermo. Lo trovai bizzarro, che in Italia si penalizzasse un poliziotto che aveva raggiunto dei successi e pensai che questo sarebbe appartenuto presto al passato. Dopotutto eravamo, in quell’estate dell’89, spaventosamente fiduciosi nel futuro: soffiava un vento positivo, un incitamento a mettersi in marcia, finalmente si sentiva che il mondo si muoveva. All’est si sbriciolava il cemento e i giornalisti erano convinti che anche in Italia stessero vacillando le fondamenta sui cui la mafia, i democristiani e i socialisti corrotti avevano basato il loro sistema di potere.
Forza Italia! Mi dissi io. L’italiano al mio fianco rimase però scettico.
Solo due anni più tardi mi sono arresa alla tedesca nostalgia dell’Italia e mi sono trasferita dall’italiano al mio fianco, nel paese del Viaggio in Italia “in cui tutti a modo loro non lavorano, non solo per vivere, ma per godere e che vogliono essere felici di vivere anche sul lavoro”, nel paese dell’anticiclone delle Azzorre e degli intrepidi pubblici ministero. A Milano era stato appena scoperto uno scandalo per corruzione per cui in televisione le trasmissioni più seguite erano diventati i collegamenti dal Palazzo di Giustizia di Milano. E a Palermo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano riusciti per la prima volta nella storia della giustizia italiana di portate a conclusione, attraverso tutti e tre gli stadi del giudizio, un processo contro la Mafia, senza che la Mafia riuscisse ad intervenire per “rimettere tutto al suo posto”. E anche dopo la morte di tutti e due i PM non c’era comunque alcun dubbio che l’Italia non si trovasse sul punto di svolta morale e non volesse più stare al gioco della Mafia e di una classe politica corrotta: nel 1993 fu citato in giudizio Giulio Andreotti, 7 volte presidente del consiglio, per concorso in associazione mafiosa (appoggio alla mafia).
La storia gridava: avanti! Pensavo. Solo l’italiano al mio fianco restava scettico. Qui regna la chiesa cattolica da 2000 anni, diceva lui, abbiamo il Papa in casa nostra! Non dimenticare che il cattolicesimo non è più religione di stato solo dal 1984! La mafia e la chiesa non permetteranno mai che in Italia cambi qualcosa! Non siamo in Germania qui! non essere ingenua!
Io ritenevo ancora la chiesa un affare privato e la mafia un fenomeno artificiale creato dagli uomini. Come tale ha avuto un inizio così come avrà una fine, aveva detto Giovanni Falcone, e perché non sarebbe dovuto essere così anche per le altre cose in Italia? Ho cominciato a farmi prendere dai dubbi quando la critica sul cosiddetto “terrore morale” dei giudici crebbe sempre di più. Niente è più proibito in Italia come il giustizialismo: non siamo tutti in qualche modo peccatori davanti a Dio? Gli italiani smisero di lanciare monetine ai politici. E votarono Berlusconi. Colui che salì al potere portava scarpe con i tacchi alti, aveva fondato un partito casareccio e si faceva riprendere da telecamere coperte da collant per apparire con un aspetto più fresco e giovanile. I redattori tedeschi mi chiamarono preoccupati e chiesero cosa stava succedendo all’Italia. Citai in risposta, il giornalista italiano Indro Montanelli: “per immunizzarsi contro Berlusconi, gli italiani devono solo eleggerlo una volta”. Non avremmo potuto immaginare che gli italiani fino ad adesso si facessero vaccinare tre volte senza successo. Berlusconi dev’essere più o meno come il virus Ebola, disse lo scrittore Roberto Alajmo.
Dopo la seconda elezione di Berlusconi lo sconcerto si era già ridotto, alla terza nessuno dei miei colleghi tedeschi mi ha chiesto qualcosa. Berlusconi era diventato come un reumatismo cronico, qualcosa come la mafia, di cui in Germania non si riesce a capire come non se ne possa venire a capo. I colleghi tedeschi cominciarono a scrivere i necrologi per l’Italia, paese che già Pasolini aveva compianto: “io purtroppo ho amato gli italiani: non solo per le forme del potere (e quindi anche per l’opposizione titubante), ma soprattutto per costumi popolari e organizzazioni umanitarie. È stato un vero e proprio amore radicato nella mia esistenza. Ho sentito quindi con tutti i miei sensi come i comportamenti forzati del consumismo hanno trasformato, plasmato e irrimediabilmente ridotto le qualità del popolo italiano”.
Per i corrispondenti esteri la rielezione di Berlusconi è stato un colpo di fortuna, perché sotto il governo Prodi era ancora più difficile spiegare cosa non andasse in Italia. Prodi non era Berlusconi e questo portò in Germania alla conclusione “ la destra è cattiva e la sinistra è buona”. In questo schema però non si confà che persino il capo del partito comunista Massimo D’Alema collabori con Berlusconi e contribuisca praticamente ad abolire la legge sui teste principali della Mafia. Ancora più difficile è spiegare come il ministro della giustizia sotto il governo Prodi, Clemente Mastella, si sia adoperato personalmente perché venissero rimossi i pubblici ministero che dovessero indagare sui politici italiani. Al PM calabrese Luigi De Magistris fu tolto il caso perché si era permesso di indagare per appropriazione indebita di fondi comunitari, non solo amici diretti del ministro, ma anche addirittura lo stesso Prodi, che al momento ricopriva il ruolo di presidente della commissione europea. Poco dopo il ministro della giustizia Mastella dovette dimettersi perché accusato di abuso di potere e minacce e portò alla caduta del governo Prodi.
Ma perché è sempre così in Italia? Chiedono i miei amici tedeschi, sogghignando (cosa che mi fa imbestialire), riferendosi alla formazione del 62esimo governo dalla fine della seconda guerra mondiale. Perché, diversamente da quel che si pensa in Germania, i 62 governi non sono per niente espressione della voluttuosità mediterranea, bensì un rituale per la casta politica al potere da 60 anni. Nella politica italiana non c’è un volto nuovo da 30 anni. Chi ce l’ha fatta ad entrare in parlamento, resta attaccato alla poltrona fino alla morte e Andreotti non morirà mai. Qui si riesce a far passare un uomo come il democratico di sinistra Walter Veltroni, che dagli anni 70 pratica la vita politica, come un volto nuovo. Perché in effetti lo è, un Newcomer, in confronto con il quasi 90enne Andreotti.
Berlusconi ha ripreso il suo ruolo di pazzo sorridente, che governa un paese deriso, del quale alla fine all’estero interessa sapere solo dove sono le spiagge più belle, gli hotel più economici o il ristorante migliore. Perché dietro all’opera buffa si nasconde un paese impaurito ed indurito. Un paese da cui sono passati negli anni tutti i progressi culturali e scientifici, un paese che è governato da un cinico, accusato di frode fiscale, falso in bilancio, concorso in associazione mafiosa, corruzione di giudici, complicità in attentati- accuse che si sono concluse con assoluzioni, archiviazioni, a volte andate in prescrizione, assoluzioni per mancanza di prove o condanne salvate da successive amnistie. A questo cinico è riuscito da tempo anche imbrigliare l’opposizione di sinistra tanto che questa si mostra all’esterno battagliera come ai tempi della seconda rivoluzione industriale ma internamente è distrutta da crisi tanto da guadagnarsi il disprezzo degli elettori almeno quanto Berlusconi.
Anch’io scrivo volentieri delle gaffe di Berlusconi. È divertente scrivere che ha nominato ministro delle pari opportunità una modella di nudo, così come spiegare come la sua coalizione di governo abbia proposto come primo provvedimento la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Non si deve essere ascoltati quando di è sospettati di aver reso falsa testimonianza davanti a un magistrato. O quando si è sospettati di far parte di un’associazione criminale. Giornalisti che dovessero citare testi tratti dalle intercettazioni rischierebbero fino a tre anni di carcere. L’opposizione dice: niente. O comunque niente d’importante. E perché. I crimini, di cui si parla, sono i crimini dell’establishment. Di cui anche i politici della sinistra democratica fanno parte. Anche la prima proposta di legge del caduto governo Prodi riguardava la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Solo che la legge non era mai promulgata.
È più divertente scrivere del reimpianto di capelli di Berlusconi che di come la camorra gestisce la spazzatura di Napoli o di come fa l’andrangheta calabrese ad avere un giro d’affari di 44 miliardi di euro l’anno, pari al 3% del PIL italiano. O del fatto che a Napoli una pattuglia della polizia è intervenuta nel reparto ginecologico di un ospedale per impedire un’interruzione di gravidanza- perché la chiesa cattolica conduce in questi giorni una vera e propria crociata contro l’attuale legge sull’aborto. O di quanto spazio abbia dato il quotidiano liberale di sinistra La Repubblica ai cardinali e alle loro nebulose argomentazioni per la “protezione della vita”.
Pure i fratellini spagnoli ora danno consigli.
Nel frattempo l’italiano al mio fianco deve non deve solo subire l’onta di essere sconfitto nel calcio dai poveri, piccoli fratelli spagnoli ma anche che il presidente spagnolo Zapatero si metta a dar consigli, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, su come l’Italia potrebbe recuperare la sua arretratezza. Gli italiani guardano alla Spagna pieni di invidia, non solo per l’alto livello del PIL ma anche perché chiaramente gli spagnoli fanno tutto meglio. Zapatero ha più volte ripreso la sua battaglia contro la chiesa, una battaglia che Italia è considerata persa da sempre. Mentre Zapatero è riuscito a far approvare le unioni tra omosessuali e propone di rimuovere i simboli religiosi come la croce da tutti gli edifici pubblici, i politici italiani fanno la coda per poter baciare la mano al Papa.
I miei colleghi tedeschi mi chiedono: come può essere che in Italia gli unici personaggi dell’opposizione da prendere sul serio siano un comico, un filosofo, un giornalista e un ex- magistrato? E io dico. L’italia è il paese nel cui parlamento siedono 70 pregiudicati. E anche un paese però dove milioni di italiani poi scendono per le strade per manifestare contro la presenza di questi pregiudicati nel palazzo del potere.
Dal momento che sento che in questo momento storico non sono ci sono parole che possano descrivere i fatti, preferisco bilanciare. Anche perché io, a differenza dei miei colleghi di Feuilleton, non mi sono limitata a raccontare il drammatico rapporto di odio-amore tra la Germania e l’Italia, ma io l’Italiano al mio fianco l’ho sposato. 19 anni di turbolenta vita matrimoniale.
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Tristezza, rabbia, vergogna…
Leggere la Repubblica di oggi.
Uno che legge che deve pensare? Che cosa deve fare secondo voi? Tristezza, rabbia e vergogna. ![]()
Ci vorrebbe una bella aspirapolvere qui… che non intacchi le brave ed oneste pero’…
Catania, spazzini senza stipendi in strada rifiuti e guerriglia
Comune al crac, i dirigenti si premiano: 2 milioni di CONCETTO VECCHIO
CATANIA - Da lunedì i netturbini non raccolgono più l’immondizia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di agosto, la città è piena di cassonetti stracolmi, montagnole di rifiuti davanti alle scuole (e numerosi genitori non mandano più i figli a lezione per paura di infezioni), ieri mattina gli spazzini hanno inscenato una guerriglia davanti al municipio, due cassonetti rovesciati, poliziotti in assetto di guerra, e 65 dirigenti comunali, all’insaputa del sindaco, si sono assegnati i premi di produzione per il 2006. Da 3 mila a 17 mila euro cadauno. Totale: 2 milioni 168 mila euro, oneri previdenziali compresi. Premi già intascati, e con qualche accortezza, visto che i salari di settembre per i 4500 comunali sono a serio rischio.
È stato il consigliere pd Saro D’Agata a denunciare lo scandalo. Raffaele Stancanelli, il sindaco di An, che in queste settimane sembra un cireneo su e giù per Roma nel disperato tentativo di convincere il governo ad anticipare dei trasferimenti statali, è trasecolato. Non ne sapeva nulla. Annunciata la rimozione del direttore del personale, che ha firmato il provvedimento. “Mi ero raccomandato di informarmi su tutte le spese, anche le più piccole, figuriamoci una spesa milionaria” ha commentato.
Due milioni che si aggiungono alla voragine di debiti (500 milioni secondo il ragioniere generale, 870 secondo gli ispettori ministeriali) che gravano su Catania, lascito delle giunte Scapagnini, il medico di Berlusconi che ha portato la nona città d’Italia sul lastrico prima di riparare in Parlamento. “I premi sono in linea con il contratto di lavoro e si riferiscono al 2006″ s’è difeso il capo del personale, Carmelo Reale. “Ma che obiettivi sono stati raggiunti, con la città in ginocchio?” rintuzza D’Agata. Lo scenario è da horror: duecento creditori, tra cui numerose coop sociali, che da mesi non ricevono un centesimo, ogni giorno un corteo, una manifestazione, famiglie in mano agli usurai, interi quartieri senza luce (aumentati gli scippi).
Orazio Licandro, dei Comunisti italiani, parla di assalto alla diligenza, e chiama in causa la responsabilità del ragioniere generale che ha autorizzato i super-premi. “Da un punto di vista cronologico non toccava prima ai lavoratori delle cooperative?”. I soldi sono già stati incassati, il danno è fatto.
Lo sciopero dei 440 netturbini della Dusty (“avanziamo crediti per oltre 3 milioni”), ai quali si sono aggiunti da ieri i 42 operai della Puntese, che assicura la manutenzione dei mezzi della nettezza urbana, sono un antipasto di quel che potrà accadere se entro il 30 settembre non arriveranno i soldi per ripianare i debiti degli ultimi tre bilanci, condizione posta dalla Cassa depositi e prestiti per dare il via libera alla ristrutturazione dei mutui e al piano di risanamento con le banche. “Se da Roma non dovessero pervenire risposte concrete, credo che non vi siano escamotage per superare questo mese”, ammette il ragioniere generale Francesco Bruno.
Stancanelli intanto ha scritto un’accorata lettera aperta a Berlusconi. Il Cavaliere nel 2005 giunse a Catania invitando la popolazione a rieleggere Scapagnini. Qui 8 su 10 votano Pdl. La speranza è legata al Consiglio dei ministri di oggi, servono subito 120 millioni, ma Tremonti frena. Con il dissesto i creditori avrebbero diritto solo al 40% delle spettanze. Lo spettro: piccole imprese fallite, migliaia di disoccupati. Un disastro mondiale, stile Napoli.
(19 settembre 2008)
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Tristezza, rabbia, vergogna… continua…
Continua… su Corriere.it…
Sospeso il capo del personale che ha premiato i dirigenti
Vigili a piedi e vie al buio
Catania sull’orlo del crac
Sperperi e organici gonfiati. Il sindaco si appella al premier
L’elefantino simbolo di Catania è salvo: una mano pietosa ha rimosso l’asta su eBay («Causa dissesto finanziario vendesi statua raffigurante un elefante conosciuta come U Liotru») indetta da un feroce burlone. Resta da salvare Catania. Il che, al momento, appare più complicato. Basti dire che i cittadini risultano avere un debito municipale di 3.379 euro a testa. Pari quasi a quello dei tarantini, il cui Comune è sprofondato nell’abisso umiliante del dissesto finanziario. Abisso che i catanesi vedono ormai prossimo. Di giorno, s’intende. Di notte, infatti, non vedono più niente: stufa di aspettare il pagamento delle bollette, l’Enel ha tagliato la luce a larga parte dei lampioni cittadini. Anche e soprattutto nei quartieri a rischio.
Al punto che La Sicilia, qualche settimana fa, è arrivata a esultare amara per il ritorno dell’illuminazione il giorno della festa della patrona: «Sant’Agata “riaccende” Catania / Ma subito dopo è tornato il buio». «Chi di munnizza ferisce di munnizza perisce», sospirava venerdì sera qualche passante in piazza Duomo, davanti ai cassonetti di spazzatura rovesciati in mezzo al salotto buono della città dai dipendenti di una delle cooperative di netturbini senza stipendio da un mese. E questo è il tema al quale si aggrappano i cittadini etnei: possibile che Silvio Berlusconi, dopo aver fatto un figurone rimuovendo la spazzatura nelle strade di Napoli, si esponga davvero al rischio che proprio Catania, cioè la città dove nella primavera 2005 la destra riuscì ad arroccarsi e a resistere dopo una serie di vittorie della sinistra che sembrava inarrestabile, sia sommersa dai rifiuti e travolta dalle proteste di piazza? Possibile che non riesca a fare un miracolo per salvare dalla catastrofe il municipio governato dall’aprile del 2000 e fino a tre mesi fa proprio dal suo medico di fiducia, Umberto Scapagnini? «E che c’entro io? — è sbottato ieri con Il giornale di Sicilia l’ex sindaco, famoso anche per le sue fortune galanti, presentandosi alla riunione convocata dal suo successore con tutti i parlamentari cittadini —. La situazione era già grave prima e noi siamo stati martirizzati dal governo di centrosinistra che ci faceva arrivare in ritardo i finanziamenti. Colpa loro e della Sovrintendenza, che ha impedito che vendessimo degli immobili che ci avrebbero permesso di tenere i conti in ordine ».
Dunque? «Dunque sono d’accordo: facciamo una commissione d’inchiesta e vediamo ». Un rapporto della Corte dei Conti, datato a giugno nei giorni delle dimissioni di quello che la sinistra ha ribattezzato per l’effervescenza «Sciampagnini », offre una versione diversa. E denuncia «gravi irregolarità », «carente attendibilità delle scritture contabili », «indeterminatezza delle risorse », «insufficienza delle risorse destinate al bilancio 2003»… E così via. Fino a precisare che la Sovrintendenza, a proposito di quegli immobili che il Municipio voleva vendere per tappare un po’ di buchi (resta indimenticabile il dirottamento alle casse catanesi di soldi tolti dai fondi dell’8 per mille per pagare tra l’altro i ballerini brasiliani che avevano danzato sotto l’Etna per la gioia di Surama De Castro, la bella carioca che allietava il primo cittadino) aveva verificato la loro «appartenenza al patrimonio indisponibile». Di più, bacchettavano i magistrati contabili: la situazione già a giugno appariva «fortemente compromessa » per la «mancata tempestiva soluzione dei gravi problemi manifestatisi ben prima del 2003». Quando al governo, per capirci, non c’era la sinistra ma la destra. In una recentissima lettera a Berlusconi, Raffaele Stancanelli, il sindaco che proviene da An, chiede aiuto per «la difficilissima e gravissima situazione in cui versa il Comune di Catania per l’enorme situazione debitoria che ho ereditato e che ammonta a euro 357.000.000 a cui va aggiunto l’indebitamento complessivo delle società partecipate pari, al 31/12/2007, a euro 100.511.475; ed in queste somme non è compreso il debito residuo». Il quale, come si legge in una relazione della Ragioneria Generale alla Corte dei Conti, firmata mercoledì dallo stesso sindaco, aggrava il buco di altri 549.709.272 euro. Totale: oltre un miliardo e sette milioni di euro. Pari, appunto, a quei 3.379 euro di «rosso» pro capite di cui dicevamo. Quasi seicento (dati Standard & Poor’s) più di ogni milanese, quasi mille più di ogni romano. «Dalle fredde cifre che ho elencato si evince una situazione che pesa come un macigno sulla città», scrive Stancanelli. E si sfoga: «Un’Amministrazione che non riesca a soddisfare i tanti fornitori che vantano crediti per oltre 170 milioni di euro (con inevitabili ricadute sulla stessa vivibilità, con mezza città al buio, strade dissestate, servizi sociali allo sbando, notevoli ritardi nei pagamenti degli stipendi, scuole sfrattate per morosità, etc. etc.) non può aspirare ad alcun futuro». Gli esempi del progressivo degrado, sotto l’occhio di Francesco Bruno che fa insieme il ragioniere generale del Comune e della Provincia fino a ieri governata dal potente Raffaele Lombardo, non si contano. Vigili urbani che per motivi elettorali sono stati via via promossi in massa col risultato che oggi su 540 poliziotti municipali solo 5 sono vigili semplici e 535 ispettori i quali, sia pur carichi di onori, devono uscire in strada il meno possibile perché spesso mancano i soldi per la benzina.
Organici gonfiati a dismisura tanto che oggi, dopo la sistemazione di altri duecento Lsu per l’80% stipendiati dalla Regione e presi in carico nonostante mancasse la copertura finanziaria, c’è un dipendente comunale ogni 72 catanesi. Stipendi distribuiti facendo i salti mortali o non distribuiti affatto, come quelli dei tre revisori dei conti ai quali il Municipio (così imparano a volere mettere il naso…) non solo ha tolto l’ufficio ma ha smesso di pagare il dovuto. Due milioni di premi di produzione (il responsabile del personale è stato sospeso solo ieri) distribuiti ai funzionari per i «brillanti» risultati. Consulenze strampalate come quella da 24 mila euro data («consulente per lo sviluppo industriale ») a una sventola ventenne nota per essere stata Miss Eritrea. Per non dire delle municipalizzate. Lo scrive, nel suo sfogo a Berlusconi, lo stesso sindaco: «Con quale autorevolezza si potrà intervenire drasticamente sulle società partecipate, vera piaga non solo del bilancio, sol che si consideri come l’energia, fattore di ricchezza e di guadagno in tutto il mondo, sia diventata a Catania causa di dissesto economico e di diffuso clientelismo?» L’ultimo bilancio consuntivo dell’Amt, l’azienda municipale dei trasporti, si riassume in poche cifre: tre milioni di viaggiatori (il 10%) persi in un anno, una vendita di biglietti che non arriva a coprire neppure un quinto dei costi (oltre un terzo, a Milano), un buco salito nei soli ultimi cinque anni a quasi 83 milioni di euro. Vale a dire 83 mila euro per ogni dipendente. Insomma: un disastro tale che perfino Enzo Bianco, cioè l’uomo che aveva sfidato la destra alle comunali del 2005 e che dell’amministrazione di «Sciampagnini» pensa il peggio del peggio, si è spinto a scrivere a Tremonti pregandolo, al di là delle responsabilità del dissesto che devono essere accertate, di «adoperarsi, in quanto titolare del dicastero azionista di riferimento della Cassa Depositi e Prestiti, affinché questa possa dare una riposta positiva alla richiesta di dilazione dei mutui». Quanto sia profondo il precipizio spalancato davanti, del resto, lo ammette lo stesso sindaco Stancanelli (confortato da Berlusconi con parole rassicuranti) che nella missiva alla Corte dei Conti di mercoledì, dopo essersi lamentato di come il ministero dell’Economia abbia liquidato la sua richiesta di un via libera sul piano di risanamento dicendo di «non essere l’autorità deputata ad esprimere pareri» e dopo aver criticato la durezza dell’Istat che quel piano gli ha bocciato, paventa che Catania precipiti entro settembre «in uno stato di dissesto ineludibile ». Una crisi, scusate la battuta, al buio.
Gian Antonio Stella
20 settembre 2008
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Ma che ce ne fotte del nome! Aprite ’sto cazzo di aeroporto!
Comiso, scontro sul nome dello scalo
Napolitano: ‘Giusto ricordare La Torre’
Il sindaco di An ha deciso di cambiare nome all’aeroporto, scegliendo il generale Magliocco
Manifestazione di protesta con Veltroni. Interviene anche il Quirinale
Mi avete rotto i coglioni politici di merda. Aprite questo cazzo di aeroporto invece di mangiarvi i soldi. HO DETTO APRITE QUESTO CAZZO DI AEROPORTO!
CHIAMATELO AEROPORTO JEMMA JANSON… CHIAMATELO AEROPORTO TOTO’ REINA! NON ME NE FOTTE UNA BENEAMATA MINCHIA! MI INTERESSANO CHE CI ATTERRINO GLI AEREI SOPRA!
Veltroni: imbecille invece di fare bordello per una merda di nome fai bordello per aprirlo! COGLIONE!
Aprite questo cazzo di aeroporto cosi’ almeno i siciliani dell’est possono tornare a casa come delle persone normali.
2 anni fa e passa avete fatto il VOLO DI INAUGURAZIONE! MA CHE MI RAPPRESENTATE TUTTI QUANTI!?!?!
Leggete su www.soaco.it:
In seguito agli accordi di Washington del 1987, i militari americani cominceranno a lasciare la base nel 1988, mentre le prime batterie di missili Cruise abbandoneranno gli shelter nel 1989.
Il definitivo smantellamento del sistema d’arma della base NATO di Comiso si completerà nel 1991.
Da quel momento si ricomincia a pensare alla base di Comiso come aeroporto civile, ma occorre aspettare il 1999 perché questa idea faccia un concreto passo in avanti.[ndr: dal 91 ad oggi non sono stati capaci ancora di porre fine a questa odissea]
Il nuovo aeroporto di Comiso è in avanzata fase di completamento. L’opera verrà ufficialmente consegnata alla SO.A.CO. SpA nel primo semestre del 2008. Si sta lavorando affinché nei mesi successivi a questa data si possano concretizzare i progetti che porteranno alla piena operatività dello scalo. Sono al momento in corso trattative con diverse compagnie aeree per l’attivazione di rotte aeree da e per Comiso.
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Si vince la lotteria a Catania e Stancanelli chiede «l’elemosina» per la comunita’
A Catania vincita multi milionaria (100 milioni) e il sindaco Raffaele Stancanelli: «Mi auguro che si tratti di una vincita effettuata da più giocatori e che provengano dai quartieri più poveri di Catania. Spero che il fortunato vincitore, così come avviene in altri Paesi, per esempio negli Usa, senta il dovere morale di fare qualcosa per la comunità»
Fonte: Corriere.it
Ormai non e’ piu’ la politica che deve fare qualcosa per la comunita’. Si chiede ai vincitori delle lotterie! ![]()
In irlanda 1 settimana fa durante la finanziaria (budget 2009, maggiori info qui) e’ stato annunciato che tutti i ministri si sono tolti il 10% dello stipendio. non sono soldi comparabili con il totale della finanziaria pero’ da’ un certo messaggio alla gente…
Cose innimagginabili in Italia e soprattutto a Catania, dove, con la situazione quasi di bancarotta i dirigenti hanno avuto il coraggio anche di assegnarsi un PREMIO DI PRODUZIONE. Per un totale di 2 milioni di euro… VOMITEVOLE! Ma daltronde si sa’, in Italia, la meritrocrazia e’ un optional… basti vedere che Scapagnini, per il suo buon operato, e’ stato promosso al Senato
Magari scrivero’ un post riguardo al budget 2009 (la finanziaria irlandese) ma penso che il Direttore lo fara’ a breve in modo piu’ pertinente e dettagliato.
Saluti
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Ho il vomito.
Licio Gelli sbarca su Oden Tv.
Questo signore e’ un delinquente vagante. Molto peggio di un omicida qualsiasi.
Documentatevi:
- Cosa e’ la P2.
- Il piano di rinascita democratico della P2 (ai giorni d’oggi si puo’ dire che sia completo)
- Licio Gelli su wikipedia.
Dall’articolo del Corriere:
CHI È GELLI – È ricordato principalmente per essere stato «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2. È stato camicia nera, ha aderito alla Repubblicà di Salò, qualcuno ipotizza che Gelli era molto vicino alla Cia. È stato accusato di aver un ruolo in «Gladio», amico stretto del leader argentino Peròn. Dopo la scoperta della P2, fuggi in Svizzera dove fu arrestato mentre cercava di ritirare decine di migliaia di dollari a Ginevra, ma riuscì ad evadere dalla prigione. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel 1987. Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e Bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano è stato condannato a 12 anni).
E’ proprio vero che la meritocrazia in Italia funziona al contrario.
Ho il vomito. Al di la’ di quello che sta succedendo in questi giorni in Italia. Questo signore dovrebbe indignare trasversalmente tutti. E’ un sovversivo dello Stato.
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Catania: un vulcano di debiti
Il marketing del premier.
Passavo dal blog di Piero Ricca, quando ho letto questo post., di cui vi cito uno spezzone:
Di passaggio, è sempre bene ricordare che – al contrario di quel che il “premier” ripete ossessivamente da anni e ha dichiarato anche oggi a Benevento – il presidente del consiglio dei ministri, secondo la Costituzione italiana, NON è eletto dal popolo. Ma designato dal presidente della repubblica e “fiduciato” insieme al governo dal parlamento. I cittadini votano una coalizione di partiti (peraltro con minimo potere di scelta dei parlamentari,grazie alla “porcata” Calderoli), NON il capo del governo. Il fatto che da qualche anno sulle schede elettorali si trovi il cognome di una persona (l’imputato eternamente in fuga dai processi che s’è appropriato della parola Libertà), è una forzatura di marketing priva di valore giuridico e incompatibile con l’ordinamento costituzionale, visto che fino a prova contraria la nostra è una repubblica parlamentare, NON presidenziale.
Non solo. Anche sul piano numerico, dire che “il popolo” o “la maggioranza degli italiani” ha votato per l’attuale “premier” o per l’attuale maggioranza parlamentare è FALSO. La gran maggioranza degli aventi diritto al voto (tra voti dispersi per partiti senza quorum, voti all’attuale opposizione, astenuti, schede bianche e nulle) NON ha votato per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. (cfr. dati ufficiali elezioni europee 2009)
Infine, appellarsi al voto popolare o addirittura al surrogato dei sondaggi (che immancabilmente registrano un consenso straripante e perfino “imbarazzante” per il committente) al fine di mettersi al di sopra della legge ed eliminare le mediazioni è contrario allo spirito della democrazia costituzionale. Perché in democrazia il principio di maggioranza NON è l’unica regola e nel rispetto delle altre regole (il principio di uguaglianza, la separazione dei poteri, la funzione delle istituzioni di garanzia, le prerogative del parlamento e dell’opposizione) risiede la fondamentale differenza fra governare e comandare.
E’ l’ABC della democrazia, lo so bene. Ma oggi è tempo di abbecedario.
Leggendo tutto questo mi viene il vomito, sono contento purtroppo di non essere in Italia.
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Enzo ci manchi!
In questi periodi nerissimi per l’Italia, dove ministri danno del pedofilo a sconosciuti incensurati, dove i farabutti vengono eletti, dove chi fa giornalismo d’inchiesta rischia grosso, dove si vuole costruire un ponte inutile anche dopo i fatti tristissimi di Messina, dove non si da piu’ ascolto alle persone anziane, si sente la mancanza di personaggi come Enzo Biagi, Indro Montanelli, Borsellino, Falcone.
Non so perche’ ma Enzo Biagi mi ricorda mio zio Lino, buon anima, persona pacata, a modo, figlia di altri tempi dove si sapeva fare dialettica, parlare, discutere con intelligenza, non il chiasso di oggi, dove vige solo la regola della sopraffazione dell’altro, anche sapendo di aver torto. Dove non conta il fare ma preservare il proprio status quo.
Dal fatto del 16 Ottobre 2009:
IL FATTO di ENZO
Sarebbe giusto che Berlusconi non dimenticasse che se è riuscito a costruire un impero dal niente, creare tre reti televisive come quelle di Stato, è stato grazie all’amicizia di un politico, Bettino Craxi, che non si è mai seduto sui banchi della destra. Poi se Berlusconi ha potuto fondare un partito e addirittura diventare capo del governo, dovrebbe ringraziare quanti, soprattutto i comunisti, durante la Resistenza, hanno combattuto perché questo diventasse un Paese democratico.
Enzo Biagi
“Quello che non si doveva dire” Rizzoli 2006
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Il McItaly
Guardatela, questa immagine qui sotto, perche’ e’ il simbolo di un epoca.

Questi sono i nostri rappresentanti nel mondo, vestiti da dipendenti McDonald, una societa’ che ha licenziato una dipendente perche’ rea di aver messo una fetta di formaggio aggiuntiva nel panino di un collega consentendogli di rubare 50 centesimi all’azienda.
Le recenti cronache parlano di un articolo di Matthew Forth sul Guardian, che condivido al 100%, molto critico su cio’.
Il nostro rappresentante risponde cosi’, con una dialettica che rasenta il quoziente intellettivo di una ameba:
«La sinistra e i suoi megafoni continuano ad abbaiare alla luna, sempre più lontani dai reali problemi e chiusi nella loro sterile ortodossia mentale, che danneggia ogni tipo di sviluppo e ostacola una visione chiara della realtà. Con rammarico, vogliamo dare una brutta notizia a questa sinistra: Stalin è morto. (ndr: e sti cazzi?) E siamo certi che non si è mai seduto in un McDonald’s, cosa che invece fanno migliaia di ragazzi europei tutti i giorni». Il ministro poi ha elencato le difficoltà che gli agricoltori europei stanno vivendo in questo periodo e afferma che «l’operazione McItaly porterà ogni mese nelle tasche dei contadini italiani 3.488.000 euro di nuove entrate». Inoltre, continua Zaia, «ciò consentirà ai clienti di McDonald’s di mangiare un panino sano fatto con soli prodotti italiani». Il ministro si augura che l’operazione McItaly «convinca le persone ad abbandonare il cibo spazzatura in favore di un’alimentazione più sana».
Io non mi sento rappresentato da un tipo di questo rango. Ma che cazzo c’entra Stalin? Che c’entra la sinistra? Qualcuno fa notare che McDonald ha sempre ribadito di approvigionare le carni da un distributore italiano (tal Cremonini) cosi’ come tutti i prodotti utilizzati nei panini prodotti in Italia siano italiani. A chi vuole prendere per il culo il Ministro?
Qualche amico in Italia mi ha detto che c’e’ gia’ la pubblicita’ su Repubblica, sul giornale di carta, e pare sia pagata dal Ministero, il governo che fa la pubblicita’ ad un privato, coi soldi dei contribuenti, ditemi voi se questo non suona assurdo
Utilizzare il McItaly di McDonalds (ristorante che ha fatto del fast/junk food un culto) per pruomovere la cultura del buon cibo italinao?!?!?!!? io rimango allibbito… davvero…. l’hamburger in quel modo non fa parte della nostra cultura
L’articolo originale e’ qui.
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