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Scaricare le puntate di Report direttamente dal sito RAI con mencoder e GNU/Linux

Aprile 30th, 2007 - Aprile 30th, 2007

Ieri gran bella puntata di Report, ottima trasmissione di Raitre. A mio parere la migliore trasmissione televisiva Italiana. Hanno fatto un’inchiesta su Sviluppo Italia, alla fine di ogni puntata, dopo essersi occupati di scandali, cattive notizie in genere, c’e’ spazio per una rubrica chiamata “buone notizie”.

L’argomento della buona notizia di ieri era un caso specifico di utilizzo di software libero (sistemi operativi GNU/Linux e Suite Open Office) all’interno della provincia di Bolzano sia nelle scuole che negli uffici delle PA.

Essendo arrivato a programma ormai finito avevo deciso di rivederlo oggi online, il sito di Report e’: http://www.report.rai.it.

Purtroppo questo sito non e’ poi cosi’ bello come il programma e vedere i contenuti multimediali dalla mia distro Ubuntu GNU/Linux e’ un po’ tedioso.

Quindi ho deciso di scaricare sul mio hd il contenuto; con un po’ di conoscenza di HTML e di Mencoder ho trovato come fare:

  • Andate sul sito e selezionate la puntata che vi interessa, ad esempio il mio era qui.
  • Cliccate il tasto destro sulla pagina e scegliete “Visualizza info pagina”.
  • Cliccate sulla tab “media”;
  • Cercate la URL che inizia per “mms://”: e’ il flusso multimediale che ci interessa;
  • Salvati la URL, si puo’ fare comodamente con il tasto destro sopra la voce;

Utilizzate questo comando di shell, che usa mencoder per prelevare il flusso e memorizzarlo sul vostro hard disk:

$ mencoder -oac copy -ovc copy mms://URLSALVATASOPRA -o report_290407.wmv

Questo richieste il programma mencoder installato sulla vostra distribuzione.

  • -oac e’ la opzione “Output Audio Codec”, l’argomento “copy” dice di copiare il codec usato per la sorgente
  • -ovc e’ la stessa cosa ma per il Video
  • -o e’ il file di output

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Scaricare i video da youtube

Agosto 2nd, 2007 - Agosto 2nd, 2007

Oggi mi sono chiesto come scaricare i video da youtube e ho trovato questo mirabile script Python.

Scaricatelo, mettetelo ad es. in /usr/bin/ oppure in ~/bin, insomma dove volete basta che lo avete nel PATH.

Se dovete poi scaricare, ad es., il video a questa url http://www.youtube.com/watch?v=hh52AURWdnA basta digitare il comando:

$ youtube-dl "http://www.youtube.com/watch?v=hh52AURWdnA"

Le doppie virgolette sono necessarie…

A questo punto avrete il file in formato FLV. Per convertirlo in AVI potete usare ad es. ffmpeg:

$ ffmpeg -i hh52AURWdnA.flv proietti-nunmeromperca.avi

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Tutorial senza pretese: la tecnica HDR nella fotografia

Agosto 4th, 2007 - Agosto 4th, 2007

Non c’e’ niente da fare, la fotografia mi sta piacendo! :)

Navigando fra le pagine di flickr.com ho trovato diverse foto strane tipo queste:

Esempio di foto effettuata con la tecnica dello HDR

Esempio di foto effettuata con la tecnica dello HDR

Esempio di foto effettuata con la tecnica dello HDR

Vi state chiedendo come diavolo sia possibile scattare foto cosi’!? Non temete, me lo sono chiesto anche io! Ovviamente c’e’ un lavoro di post produzione al computer successivo allo scatto…

Ho visto che queste foto stavano in pool (i gruppi) di nome HDR come ad esempio questi:

Facendo un po’ di ricerche su Wikipedia Italiana ed English ho trovato spiegato nel dettaglio di cosa si tratta:

Ho trovato una caterva di howto e tutorial tra cui segnalo questo.

Vi seccate a vedere i link e volete sapere subito di piu’ sulla tecnica? :) Lo sapevo, PIGRI! :)

Io sono l’ultimo arrivato che puo’ spiegare cose sulla fotografia con la macchina reflex, quindi cerchero’ di spiegare qualcosa A MODO MIO…

La tecnica consiste nello scattare, sulla stessa scena, piu’ fotogrammi a diversi livelli di esposizione, per poi usare un software per fare post produzione e giocare con i possibili effetti disponibili :)

Per ottenere le immagini necessarie si puo’ procedere in due modi:

  1. Se la vostra fotocamera reflex supporta il formato RAW, e’ possibile scattare una sola fotografia, il formato RAW carica con se molte piu’ informazioni, ed e’ possibile, a partire dallo stesso file RAW ottenere fotogrammi con vari livelli di esposizione
  2. Se la vostra fotocamera reflex NON supporta il formato RAW, e’ possibile usare la funzione AEB (Auto Exposure Bracketing). Questa funzione consente di dire alla fotocamera di scattare piu’ fotogrammi in sequenza (usualmente 3) variando unicamente un parametro (nel caso di AEB si tratta di Exposure, cioe’ del tempo di esposizione, cioe’ della velocita’ dell’otturatore), mentre gli altri, ISO, apertura diaframma, etc rimangono invariati.

I pro e i contro dei due metodi sono i seguenti:

The main advantage to this is that you can produce a HDR shot with moving subjects such as people or cars. The disadvantage is that if you use an image with very dark shadows and you’re trying to boost the exposure, the result will be quite noisey.

  1. Il primo vantaggio e’ che si puo’ produrre un HDR con unico fotogramma, anche con soggetti in movimento, come gente o macchine. Lo svantaggio e’ che se si scatta una immagine con ombre molto scure, e si prova ad incrementare l’esposizione, il risultato sara’ una immagine molto disturbata.
  2. Il secondo metodo ha come contro che necessita, ovviamente, dell’uso del treppiedi/manfrotto per assicurarsi che i fotogrammi siano perfettamente sovrapponibili, un altro contro e’ che se ci sono oggetti in movimento non e’ possibile coglierli, come pro ha il fatto che generalmente si ottengono fotografie come meno disturbi, immagini sorgenti migliori, e’ piu’ facile cogliere realmente le ombre scure e migliorarle senza incrementare il disturbo. Con l’AEB e’ possibile ottenere immagini completamente separate per le ombre e le luci, in modo da preservare i dettagli e mantenere il disturbo al minimo.

Impostare la propria fotocamera ad usare il formato RAW non richiede spiegazioni, vero ?

Invece per impostare l’AEB dovreste avere sul display qualcosa del genere (a sinistra ecco come si trova la impostazione AEB prima di toccarla, a destra l’AEB modificato con stop a +-2):

Ecco come si presenta l’AEB prima della impostazione Ecco come si presenta l’AEB dopo della impostazione

In questo modo la nostra fotocamera fara’ 3 scatti, il primo a esposizione centrata, il secondo a -2, il terzo a +2.

Suggerisco di usare la temporizzazione dello scatto, se non avete il filo per comodare lo scatto in remoto, rischiate di muovere la fotocamera con la pressione del dito, non importa quanto e’ stabile il vostro trepiede/manfrotto.

La temporizzazione e’ molto utile perche’ alla fine del conteggio viene sparata una raffica molto ravvicinata di foto. :)

A quel punto una volta che avete questi 3 shot e’ possibile usare vari software come ad esempio:

Ovviamente, io, usando GNU/Linux ho optato per il terzo :P Leggetevi la guida sul sito per capire come funziona il programma.

Ecco la mia prima prova, i 3 scatti iniziali, fatti con l’AEB sono questi:

Lo scatto normale a esposizione ottimale

Lo scatto normale a esposizione -2

Lo scatto normale a esposizione +2

Le impostazioni utilizzate sono:

  • Macchina Canon EOS 350D
  • Obiettivo Canon 50mm f/1.8 II
  • Treppiede
  • Tempi otturatore: 1/4 1/19 1/79
  • Programa selezionato: AV (priorita’ diaframma)
  • Apertura diaframma: f/5,6

Ed ecco il risultato della post produzione effettuata con Qtfpsgui:

myfirsthdrshot.jpg

I valori utilizzati sono:

  • Operator: Fattal
  • Parameters:
    • Alpha: 0.1
    • Beta: 0.912
    • Color Saturation: 1
  • PreGamma: 0.576

Ovviamente l’effetto e’ un po’ surreale ma bello, come fosse disegnato. Giocando con le impostazioni e’ possibile ottenere foto molto vicino al reale :)

Ho inaugurato con questa foto il mio set su flickr denominato HDR.

Buone prove!!!!!

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Primi test col polarizzatore

Ottobre 4th, 2007 - Ottobre 4th, 2007

Ho trovato un po’ di tempo a casa per fare alcuni scatti di test col nuovo filtro polarizzatore circolare Marumi 58mm, ho usato la Canon 350D col plasticone del kit, il Canon EF-S 18-55mm 3.5-5.6 II. Guardatevi i risultati.

Semplice foto senza filtro fuori dalla finestra:

img_5143jpgsmall.jpg

Foto col filtro, notare il cielo piu’ contrastato. Peccato che non c’erano nuvole per provare:

img_5144jpgsmall.jpg

Questa e’ una foto scattata senza flash, con la luce che viene dalla finestra, e trepiedi, senza cpl.
Notare il riflesso della luce  sull’anta dell’armadio e su un pezzo di metallo che compone il letto a castello, sotto il cuscino a destra:

img_5152jpgsmall.jpg

Ecco cosa avviene mettendo il filtro e ruotando la ghiera fino a trovare il giusto angolo :D

img_5153jpgsmall.jpg

Ecco un’altra prova fatta al mio tavolo di lavoro a casa. Questo tavolo ha un vetro che riflette.
Ecco la foto senza filtro:

img_5167jpgsmall.jpg

Utilizzando il filtro e ruotando la ghiera si possono eliminare molti disturbi, non tutto ovviamente! :D

img_5168jpgsmall.jpg

Stessa prova di prima ma a colori, col filtro:

img_5171jpgsmall.jpg

E senza filtro:

img_5172jpgsmall.jpg

Poi ho provato a fotografare una fotografia attraverso il vetro del tavolo. Ecco cosa avviene senza il filtro:

img_5175jpgsmall.jpg

Ed ecco invece utilizzando il filtro, notare i dettagli del tappo, e il fatto che la foto sotto si vede molto meglio! :D

img_5176jpgsmall.jpg

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Usare mencoder e/o imagemagick per fare stopmotion

Novembre 14th, 2007 - Novembre 14th, 2007

La tecnica dello stop motion e’ una tecnica d’animazione che permette di ottenere un filmato, utilizzando degli oggetti inanimati, attraverso un processo fotografico svolto dall’animatore/fotografo.

L’oggetto viene fotografato molte volte, circa 24 per ogni secondo di filmato (il numero di fotogrammi dipende dal formato di destinazione: cinema, Pal, NTSC), e progressivamente movimentato, in modo da ottenere un’animazione fluida successivamente il montaggio.

Con questa tecnica sono state realizzate scene di film molto famosi, come ad esempio, The Nightmare Before Christmas , oppure King Kong (1933).

Personalmente ricordo questa tecnica in azione in alcuni film come:

  • 200 Motels di Frank Zappa. Ci sono molte scene realizzate con pupazzi e sculture di pongo, veramente psichedeliche, vi consigli di procurarvi il film e vedere. O magari cercare su youtube.com. Magari qualcosa si trova.
  • Molti film dei Monty Python, hanno intermezzi fatti con questa tecnica. Davvero spassosi.

Ma ora veniamo a noi. Come realizzare una sequenza di stop motion con strumenti opensource?

Oggi mi e’ venuta la bella idea di rispondermi a questo interrogativo perche’ volevo realizzare un filmato in stile stop motion da alcune foto di smorfie che avevo fatto ad asbesto questa estate. E che sono su flickr.com.

E’ possibile realizzarlo utilizzando un programma grafico che si chiama stopmotion, ma io qui vi spieghero’ come fare tutto da riga di comando. Da buon sysadmin!

Potete scegliere di usare mencoder oppure imagemagick.

Usare mencoder

Mencoder vi servira’ se volete produrre dei file .avi (quindi dei veri e propri video). Scaricate le jpg che rappresentano i fotogrammi del vostro filmato dentro la directory corrente ed usate il comando:

$  mencoder 'mf://*.jpg' -mf type=jpg:fps=3 -ovc copy -oac copy -o output.avi

Questo comando produrra’ un file .avi chiamato output.avi contente il vostro filmato in stopmotion alla velocita’ di 3 frames-per-second.

Il consiglio e’ quello di fare un resize delle jpg che possedete. Non e’ bello fare un filmato di 3500×2000 px! :)

In tal caso il magico comando sottostante vi fa un resize percentuale di tutte le immagini:

$ for i in *; do convert -scale 10% $i $i.new.jpg; ,mv $i.new.jpg $i; done

Usare imagemagick

Se invece di un filmato vorrete ottenere una gif animata allora potete usare imagemagick con il comando convert sottostante:

$ convert -delay 40 *.jpg out.gif

Se le dimensioni delle jpg sono troppo grandi potete resizzare e creare la gif in contemporanea con questo comando

$ convert -scale 10% -delay 40 *.jpg out.gif

Ecco il risultato della mia prova in formato gif, non e’ uno stop motion perfetto, perche’ in realta’ avrei dovuto mettere la fotocamera su un trepiedi e avrei dovuto fare raffiche piu’ frequenti:

smorfie_asbesto_hires.gif

Qui la versione piu’ leggera e il filmato .avi.

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Come usare ffmpeg/mencoder per tagliare un avi

Novembre 16th, 2007 - Novembre 16th, 2007

Avete un divx. Volete tagliare delle scene “divertenti” per metterle dove volete.

Ecco come ottenere un filmato in formato FLV (macromedia flash):

$  mencoder -format flv -ss 00:34:27 -endpos 145 -o difesa_americana.flv -oac copy -ovc copy monty_python-e_ora_qualcosa_di_completamente_diverso.avi

Ecco come ottenere solo lo spezzone desiderato, nello stesso formato del vostro Divx:

$  mencoder -ss 00:34:27 -endpos 145 -o difesa_americana.avi -oac copy -ovc copy monty_python-e_ora_qualcosa_di_completamente_diverso.avi

  • -ss indica l’inizio della cattura
  • -endpos il numero di secondi dopo cui fermarsi

Oggi ho fatto questo col film del Monty Python: E ora qualcosa di completamente diverso. Guardate questa scena. AHAHAHAHA! :)

PS: gli occhi piu’ attenti osserveranno che non mi sto appoggiando su youtube per il playing di questo video ma ho usato un player swf opensource che ognuno puo’ mettersi nel proprio sito/dominio. Si chiama flowplayer ed e’ reperibile su http://flowplayer.org/

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Lavorando ad un nuovo embedded…

Dicembre 5th, 2007 - Dicembre 5th, 2007

Esattamente lo stesso mese di qualche anno fa, 2005, (vedere il post a riguardo su questo blog), realizzai un sistema embedded basato su Linux per un cliente.

La richiesta del committente era la realizzazione di un sistema che fosse collegato ad un PLC, a sua volta collegato a macchine di taglio lamiera, per la ricezione di dati e allarmi dalla macchina di taglio, e la successiva scrittura di questi dati su un RDBMS centralizzato.

Il sistema embedded era munito di LCD con risoluzione 640×480 e touchscreen per l’interazione.

All’avvio il sistema doveva aprire un browser (javascript capable) che doveva puntare ad una webapplication scritta da un’altra azienda, che serviva per pilotare le macchine.

Realizzai qualcosa in un mesetto:

  • l’embedded in se’: kernel + file system layout minimale + busybox + dropbear (ssh) + xorg + opera 9 (versione minimal): circa 100mb facendo un lavoro certosino di taglio di file inutili. Il dom dell’embedded era di 128MB
  • un daemon scritto in C che leggeva la seriale, parsava i dati (mi sono divertito con gli operatori bit a bit, grazie al K&R, per estrapolare gli allarmi dai char letti sulla seriale), ed utilizzava unixODBC per scriverli sul server MS SQL Server (?!?!**##%%$) della applicazione web fatta dall’altra azienda

Ne’ risulto’ un bel lavoro.
Dall’inizio avevo cercato di evitare Xorg e di usare qualcosa tipo links2 in modalita’ framebuffer, ma l’applicativo web di terze parti faceva uso massivo di Javascript…
Poi provai con Dillo, ma anche li il supporto Javascript era penoso.
Poi provai con Firefox, funzionava ma chiedeva troppo tempo al boot…
Poi sono approdato a Opera9! Opera e’ davvero un bel browser, molto personalizzabile, forse piu’ facilmente di Firefox perche’ basta editare il file opera.ini.
Date un occhio a http://del.icio.us/pallotron/opera.

Opera9 aveva gia’ una funzionalita’ di kiosk mode interna, senza bisogno di installare addon come nel caso di Firefox.

Questo lavoro produsse la pubblicazione di un howto da me scritto che illustrava come usare il portage di Gentoo Linux per realizzare sistemi embedded. E’ ancora un valido documento. Ho visto che molta gente approda ad esso cercando con Google. Ne realizzai anche una versione English.In questi giorni mi sono trovato nella situazione di dover realizzare un altro embedded. Nel frattempo la mia considerazione di Gentoo e’ andata scemando. Per una serie motivi che se volete possiamo discutere.BTW mi sono messo all’opera per vedere che strumenti offre Debian per realizzare lo stesso lavoro.Premetto che sia l’embedded precedente che quello odierno sono basati su cpu x86 compatibili. No ARM.

Quindi per realizzare un sistema usabile e funzionante non si deve fare cross-compiling delle applicazione per la CPU target.

Debian mi ha permesso di essere molto piu’ spedito nella creazione di questo nuovo embedded. Ho utilizzato debootstrap, dando comandi simili a questi:

main # mkdir -p /opt/lenny-root
main # debootstrap lenny /opt/lenny-root http://ftp.debian.org/debian/
[ ... attendere prego ... ]

Alla fine del processo otterrette un sistema debian standard minimal (in questo caso la relase lenny) nella directory prescelta.

A questo punto mountare /proc, copiare /etc/hosts e chrottarsi:

main # mount proc /opt/lenny-root/proc -t proc
main # cp /etc/hosts /opt/lenny-root/etc/hosts
main # chroot /opt/lenny-root /bin/bash

A partire da questo punto ho installato il software necessario al cliente usando apt.
Ho installato Firefox, Xorg, dropbear, Splashy, ed un RPM della National Instruments fornitomi dal cliente che installa un envoirnment chiamato Labview che include anche un plugin di Firefox.

E’ un ambiente molto utilizzato da 20 anni in automazione industriale:

For more than 20 years, NI LabVIEW graphical development has revolutionized the development of scalable test, measurement, and control applications. Regardless of experience, engineers and scientists can rapidly and cost-effectively interface with measurement and control hardware, analyze data, share results, and distribute systems.

Il cliente ha gia’ scritto applicazione LabVIEW, il terminale embedded deve puntare all’applicazione di monitoring della infrastruttura automatizzata.

Il cliente voleva anche che il processo di boot non mostrasse tutte le scritte tipiche del boot dei kernel UNIX. Ma qualcosa di grafico con una barra di scorrimento, qualcosa alla Ubuntu/Windows.

L’ho realizzata con Splashy.
E’ stato sufficiente installarlo, leggere la documentazione, realizzare delle bmp con pochi colori come questa, con le immagini da usare, configurare qualche file di xml per definire colori della barra ed i comportamenti.

Mentre che c’ero ho anche utilizzato lilo in modalita’ grafica con immagine bmp e menu’ di scelta dove l’utente al boot puo’ scegliere se partire con lo splash, senza splash (per vedere i messaggi del kernel), oppure in una modalita’ “configurazione”.

La modalita’ “configurazione” viene usata per configurare l’apparecchio.
In pratica a dopo il boot, e dopo aver effettuato il login uno script in .bashrc legge la command line del kernel leggendo /proc/cmdline ed eventualmente esegue uno script bash che fa domande sulla configurazione e poi scrive i file che deve scrivere…

Il filesystem dell’embedded e’ cosi’ organizzato:

  • / in read only
  • /usr compressa con squashfs
  • una partizione /rw di pochi mega in read write

In totale tutto sta in 164MB. OK non proprio dimensioni embedded, ma in realta’ questo non e’ proprio un embedded nel vero termine della parola… e’ piu’ un dispositivo da affiancare ad una macchina di taglio, e poi dovendo anche avere Xorg… Considerato che il dom che ho a disposizione e’ di 256MB direi che vado tranquillo, ma sono convinto che con un po’ di lavoro certosino fatto di strace, ldd, e altri tool posso minimizzare di molto!
Ed ora pappatevi un video che ho girato l’altra notte mentre ci lavoravo, in questo video il sistema impiega ben 4′30″ dall’accensione elettrica al caricamento di una pagina di test con un plugin Labview. Ma nel momento in cui scrivo sono riuscito a ridurre il tempo di caricamento a soli 2′20″… purtroppo l’embedded che ho e’ solo 166mhz… 129MB di ram… e si sa firefox non e’ che sia leggerissimo… beh casomai il cliente optera’ per ferragglia piu’ prestante.

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How to split Solaris mirror

Giugno 28th, 2008 - Giugno 28th, 2008

Eccoci, il Direttore dice che sono mono tematico ultimamente, in effetti e’ vero.

Cosi’ ecco, per gli aficionados nerd che mi leggono, un post tecnico. Come sapete sono stato in Germania la scorsa settimana per delle attivita’ on site. Uno dei task era quello di installare i server del secondo armadio per avere ridondanza. I server sono delle macchina Sun Fire X2200 (processore AMD x86).

A parte che in questo progetto ne abbiamo avuto gia’ troppo di sfiga:

  • Una di queste box che abbiamo trovato era rotta. Ti potevi connettere all’ILOM, ma dopo l’accensione della macchina ed uno start AgentInfo/console non accadeva niente. IL NIENTE. Neanche il bios si riusciva a vedere. L’omino SUN e’ poi venuto a cambiare LA CPU.
  • Su uno di questi server mesi fa siamo stati vittima di un non tanto noto bug di UFS (piu’ che bug lo chiamerei cataclisma), che ci ha fatto perdere il contenuto della root partition.
  • Il controller B di un SAN andato.

Mi chiedo se SUN faccia i quality check come si deve… Non ti aspetti simili problemi specie su macchine che si vantano di essere fighe super enterprise…

Comunque, per mettere su le macchine del secondo armadio ci si rompeva ad installare Solaris a mano in ogni macchina via CD-ROM cosi’ si e’ pensato di fare lo split del mirror delle macchine del primo armadio, usare il secondo disco di ogni macchina del primo armadio come primo disco delle nuove macchine sul secondo armadio.

Fare il boot e risincronizzare i mirror su entrambe le macchine.

Mi sono fatto una procedura che pubblico per gli altri sysadmin o wannabie tali:

  • stop all applications (runlevel 1?)
  • unmount all possible mount points. umount /var ?
  • detach the second mirror of /root, /var, swap and slice 6
    metadetach d10 d12    # /
    metadetach d50 d52    # /var
    metadetach d20 d22    # swap
    metadetach d60 d62    # slice 6, if present
  • detach the metadb on the second disk  — metadb -d /dev/dsk/c2d0s7
  • detach the metadb on the first disk forcing  –  metadb -fd /dev/dsk/c1d0s7
  • run a file check on the detached mirrors
  • mount the root file system of the detached mirror (mount /dev/dsk/c2d0s0 /mnt) (upgrade /etc/hosts, /etc/nodename, zones, etc.)
  • I hope but I don’t know if the sun engineer copied grub to the second disk.
    installgrub -m /boot/grub/stage1 /boot/grub/stage2 /dev/rdsk/c2d0s0
  • remove all entries in /mnt/etc/system between  begin and end of MDD (do the same on /etc/system)
    * Begin MDD root info (do not edit)
    rootdev:/pseudo/md@0:0,10,blk
    * End MDD root info (do not edit)
  • remove all entries in /mnt/kernel/drv/md.conf between  begin and end of MDD (do the same on /mnt/kernel/drv/md.conf):
    # Begin MDD database info (do not edit)
    mddb_bootlist1="cmdk:71:16:id1,cmdk@ASEAGATE_ST32500NSSUN250G_0741B58YS4=5QE58YS4/hcmdk:71:8208:id1,cmdk@ASEAGATE_ST32500NSSUN250G_0741B58YS4=5QE58YS4/hcmdk:71:16400:id1,cmdk@ASEAGATE_ST32500NSSUN250G_0741B58YS4=5QE58YS4/hcmdk:7:16:id1,cmdk@ASEAGATE_ST32500NSSUN250G_0741B58Z22=5QE58Z22/hcmdk:7:8208:id1,cmdk@ASEAGATE_ST32500NSSUN250G_0741B58Z22=5QE58Z22/hcmdk:7:16400:id1,cmdk@ASEAGATE_ST32500NSSUN250G_0741B58Z22=5QE58Z22/h";
    # End MDD database info (do not edit)
  • save the original vfstab; copy /mnt/etc/vfstab /mnt/etc/vfstab.mirror (do this on the first disk too)
  • edit /mnt/etc/hosts, /mnt/etc/nodename, /mnt/etc/hostname.* and /mnt/etc/zones/*, etc.
  • restore the vfstab to boot without mirror device; maybe there is an old one (without zfs!!!) (do this on the first disk too)

Dopo aver effettuato questa procedura si spegne la macchina in questione con init 5.
Si spegne anche l’altra macchina. Quella ancora brasata.

Si attende un 30 secondi per lo spin off dei dischi (sono paranoico), poi si swappano i dischi e si eseguono le normali procedure di mirroring del root file system su solaris. Trovate un sacco di howto su internet ma ne pubblico uno alla prossima puntata.

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Solaris Mirror Root MiniHowto

- Giugno 28th, 2008

Benvenuti nella seconda puntata.

Questo minihowto suppone che il vostro disco sia organizzato cosi’:

  • c1d0s0 e’ /
  • c1d0s1 e’ la partizione di swap
  • c1d0s5 e’ /var
  • c1d0s6 e’ /usr
  • c1d0s7 verra’ usato per ospitare metadb

Entrare in modalita’ single user:

# init 1

Smontare tutti i possibili mount point. Usare il comando format sul secondo disco c2d0, questo ci consentira’ di usare fdisk per installare preventivamente le partizioni richieste da Solaris.

Copiare la tabella delle partizioni dal primo disco sul secondo:

# prtvtoc /dev/rdsk/c1d0s2 | fmthard -s - /dev/rdsk/c2d0s2

Installare grub sul secondo disco:

# installgrub /boot/grub/stage1 /boot/grub/stage2 /dev/rdsk/c2d0s0

Creare 3 metadbs sullo slice 7 di ogni disco:

# metadb -af -c 3 /dev/dsk/c1d0s7 /dev/dsk/c2d0s7

Creare i metadevice submirror associandoli ai dischi reali.

# metainit -f d11 1 1 c1d0s0
# metainit -f d12 1 1 c2d0s0

Questo comando associa il submirror d11 al mirror d10:

# metainit d10 -m d11

Si fa lo stesso con le altre slice:

# metainit -f d21 1 1 c1d0s1
# metainit -f d22 1 1 c2d0s1
# metainit d20 -m d21
 
# metainit -f d51 1 1 c1d0s5
# metainit -f d52 1 1 c2d0s5
# metainit d50 -m d51
 
# metainit -f d61 1 1 c1d0s6
# metainit -f d62 1 1 c2d0s6
# metainit d60 -m d61

A questo punto lanciare metaroot per indicare quale metadisk e’ quello che monta la partizione di root. Questo comando andra’ a modificare alcuni file come /etc/system, /kernel/drv/md.conf ed anche /etc/vfstab (ma solo la partizione /):

# metaroot d10

Controllare la situazione con il comando metastat:

# metastat

Editare vfstab per farlo puntare ai raid devices sostituendo i vari device coi corrispondendi metadevice in /dev/md/:

# vi /etc/vfstab
#device         device          mount           FS      fsck    mount   mount
#to mount       to fsck         point           type    pass    at boot options
#
fd      -       /dev/fd fd      -       no      -
/proc   -       /proc   proc    -       no      -
/dev/md/dsk/d20 -       -       swap    -       no      -
/dev/md/dsk/d10 /dev/md/rdsk/d10        /       ufs     1       no      -
/dev/md/dsk/d60        /dev/md/rdsk/d60        /usr    ufs     1       no      -
/dev/md/dsk/d50 /dev/md/rdsk/d50        /var    ufs     1       no      -
/devices        -       /devices        devfs   -       no      -
ctfs    -       /system/contract        ctfs    -       no      -
objfs   -       /system/object  objfs   -       no      -
swap - /tmp tmpfs - yes size=512m

Usare il comando lockfs e rebootare:

# lockfs -fa
# init 6

Al reboot fare l’attach dei submirror del secondo disco:

# metattach d10 d12
# metattach d20 d22
# metattach d50 d52
# metattach d60 d62

A questo punto il sync del disco secondario iniziera’. Per controlloare lo stato di avanzamento utilizzate questo comando:

# metastat | grep -i sync

PS: il sync puo’ durare diverse ore a seconda delle perfomance del vostro server e dello spazio.

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Inglisc, yakuake, dualhead e Gnome, etc etc

Luglio 2nd, 2008 - Luglio 2nd, 2008

Dublin, Ireland, 6 months so far.

Abbiamo tagliato il nastro dei 6 mesi. A lavoro tutto procede per il meglio. L’inglese ancora non e’ cosi’ fluent come vorrei ma migliora gradualmente. L’altro pomeriggio, mi pare sabato, mi ferma sul viale di casa il vecchieto vicino di casa, mi sbraita qualcosa in inglese con un accento assurdo (slang irlandese tipico specie della popolazione di terza eta’), inutile dire che ho fatto fatica a capirlo. Gli ho detto di scusarmi ma non riuscivo a capirlo, poverino, ha fatto una faccia come per dire: e che sono un troglodita? ahahah! BTW mi aveva chiesto solo dove andavo di bello. Gli dissi che andavo a prendere un paio di pinte con gli amici. Mi ha dato una pacca sulla spalla e se n’e’ tornato a casa sua.

Il vicino e’ un tipo molto cordiale alla quale piace scherzare da vecchio quale e’. Se ne esce con battute del tipo:

<<Sei in Irlanda ora! Devi camminare sul marciapiede!>> mentre cammino sul viale di casa in mezzo alla strada… in tipo tutto particolare :D

Credo che il mio inglese a quest’ora sarebbe a livelli migliori se fossi completamente isolato dagli italiani, o se comunque avessi la possibilita’ di parlare molto di piu’ inglese durante il giorno.

Un fattore che gioca a mio svantaggio e’ che vivo con gente che parla italiano.

Purtroppo solo l’ambiente lavorativo non basta secondo me, e’ troppo tecnico. Ci vogliono situazioni di tutti i giorni. Pare che Barbara abbia trovato una prof. che fa lezioni private one to one a domicilio. Mi fara’ sapere e al limite la ingaggio. Il corso normale non basta per me. Mi ci vuole un face to face per fare conversation e qualche altra cosa di grammatica.

Ultimamente mi sto portando il portatile aziendale a lavoro per vari motivi, snobbando il portatile personale, uno dei piu’ importanti e’ che ha la tastiera uk/us che e’ troppo comoda. Ultimamente switchando tra tastiera uk/us e tastiera italiana stavo cominciando a dare di matto.

In ufficio ho un monitor LCD da 19″ pollici esterno e una tastiera esterna collegati al portatile, cio’ mi consente di avere piu’ spazio per lavorare, specie con molti terminali aperti contemporeanamente. Io uso Ubuntu su sto portatile, la ultima versione ha un buon supporto per il dualhead pero’ c’e’ qualcosa che con Gnome non va’. Quando si attiva la modalita’ dual head i pannelli di gnome (gnome-panel) se ne vanno di default sullo schermo esterno (che e’ quello piu’ grande). Se volete risolvere questo problema fastidioso dovete trascinare ogni volta a mano i pannelli nel monitor del portatile. Non c’e’ modo di dire di default dove questi si debbano aprire (almeno non attraverso la GUI ufficiale di Gnome).

Cosi’ ecco come ho risolto con questi due alias di bash/zsh, da mettere in ~/.bashrc, o quello che fa al caso vostro:

dualhead='sudo xrandr --output VGA --auto --right-of LVDS && gconftool --set /apps/panel/toplevels/top_panel_screen0/monitor --type integer 1 && gconftool --set /apps/panel/toplevels/bottom_panel_screen0/monitor --type integer 1'

dualhead_off='sudo xrandr --output VGA --off'

Sostituite “–right-of” con la vostra posizione. Potete usare:

  • –left-of
  • –above
  • –below

E altri valori, a seconda della disposizione dei vostri monitor.

LVDS indica il monitor LCD del portatile. Se anziche’ un cavo VGA utilizzate altre tecnologie come HDMI dovete sostiture VGA con non ricordo cosa. Maggiori informazioni leggendo man xrandr

Il primo alias attiva il dual head, il secondo lo disattiva. Il comando gconftool per mette, tra le altre cose, di settare proprieta’ e valori del registro di gnome. Il registro puo’ essere navigato con la gui gconf-editor. La proprieta’ monitor accetta un intero che indica il monitor. Per conoscere i path nel vostro computer usate gconf-editor.

Altra cosa fica che ho scoperto e’ Yakuake. Un terminale a scomparsa (si arrotola/srotola con F12). Provatelo! :D

Alla prossima.

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Migliorare la pagina “archive” di Wordpress.

Agosto 8th, 2008 - Agosto 8th, 2008

E’ venerdi’. Che cosa fa uno Venerdi’ in Irlanda? Va a riempirsi di birra! Per poi finire cosi’:

Beh io questa volta passo. :D
Mi avevano invitato indirettamente ad un leaving party al Pravda ma ho deciso di rimanere a casa, per vari motivi, uno di questi motivi e’ che mi trovavo in the middle di una sezione di hacking molto proficua di wordpress.

Ieri sera ero in chat con una amica che vuole trasferirsi, e le ho detto di consultare il blog per consigli, scorrendo le pagine mi sono ricordato di cose successe anni fa, e anche di curiosi foto ritocchi, specie gli ultimi post prima di partire. :)

Questa situazione mi e’ servita da inpulso oggi pomeriggio, mentre ero al lavoro, per installare, fra un cosa e l’altra da fare, un nuovo plug-in per la pagina archive. Si chiama smartarchives.

Che cos’e'? Niente di meglio della descrizione sulla home page ufficiale:

Smart Archives is a rather simple WordPress plugin that will allow you to display your archives in a much “cleaner” format. You can see it in action on my archives page. You’ll notice that everything on the page is hyperlinked (years, months, posts) and that all of the respective links are future-proofed.

Il problema di questo plug-in e’ che mantiene le stesse impostazioni del blog, quindi nel mio caso 5 post per pagina, e ordinamento discendente. Io volevo, solo per la pagina /archive/, un ordinamento normale, ascendente, e nessun limite sul numero di post. In piu’ volevo anche la data accanto ad ogni post che si vede nella root page di /archive.

Cosa ho fatto?

Dopo qualche oretta di lettura di documentazione per gli sviluppatori di wordpess, che tralaltro ho trovato molto completa (rispetto a quando ho iniziato ad usare wordpress nel 2005), ho prodotto le seguenti linee di codice che ho inserito nel file functions.php del mio tema.

function pallotron_nopaging($query) {
   if ( !is_home() && !is_feed() && '' == $query->get('nopaging') ) {
      $query->set('nopaging', 1);
      $query->set('order', 'asc');
   }
}
 
add_action('parse_query', 'pallotron_nopaging');

Per completare l’opera ho dovuto fare anche un po’ di modifiche al plugin, cambiando delle clausole di order by da DESC ad ASC (il default):

ORDER BY post_date");

E due cicli for che diventano cosi’ (commentato la vecchia linea):

//for ($currentMonth = 12; $currentMonth >= 1; $currentMonth--) {
for ($currentMonth = 1; $currentMonth <= 12; $currentMonth++) {

Adesso i lettori possono navigare la pagina archive e vedere tutte le cazzate scritte da Ottobre 2005 a ora.

References:

http://codex.wordpress.org/Query_Overview
http://justinblanton.com/projects/smartarchives/
http://codex.wordpress.org/Developer_Documentation
http://codex.wordpress.org/Conditional_Tags

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Al risparmio comprando da IKEA a Belfast.

Ottobre 6th, 2008 - Ottobre 6th, 2008

Questo fine settimana sono andato a Belfast per comprare qualche mobile da IKEA. E si, IKEA a Dublino ancora deve aprire, si pensa che apra nel 2009 molto vicino a qualche uscita della M50 (la tangenziale/raccordo che scorre attorno a Dublino).

Partenza di buona mattina alle 8.00, 2 orette di strada fino a Belfast (praticametne sott’acqua causa pioggia). 3 ore da Ikea (era la prima volta per me, la prossima volta mi sa che me ne vado direttamente al magazzino a prendermi i pezzi senza passare a perdere tempo per lo showroom). Altre due ore di ritorno. E qualche ora per montare le cose.

Ecco cosa ho comprato (per vedere i dettagli e le misure andate sul sito di IKEA):

  • MALM CHEST 75.00 £ (cassettiera)
  • SVENNING SVIV C 16.99 £ (sedia con rotelle)
  • MIKAEL N DESK 39.00 £ (scrivania)
  • BUMERANG CLOTHE 3.99 £ (crucce)
  • GOSA KLATT 3.99 £ (cuscino)
  • GOSA SLAN 1.49 £ (cuscino)
  • SNALIS BOX 0.99 £ (scatola)

Totale: 141.45 GBP
Secondo google: 182.90 euro

Aggiungete una 70ina di euro per il van e 40 euro di benzina da dividere in due ed il gioco e’ fatto :D

Secondo me conviene, specie se si share il mezzo di trasporto. A dublino Argos ha prezzi allucinanti a confronto! :)

Cheers

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