… in questi momenti va’ ad una persona che ho conosciuto diversi anni fa’ e che da oggi non c’e’ piu’. Era una persona solare ed onesta. Ho un bel ricordo di lei quando passavo i pomeriggi a casa di suo figlio, ormai amico di lunga data (con il quale ho passato 3 anni alle scuole superiori e ho condiviso diverso tempo).
E’ incredibile come le persone possano ammalarsi di cancro ed andarsene in cosi’ poco tempo. In questi anni ho visto molte persone (a me vicine o no), andarse in questo modo, e ogni volta la cosa mi tocca nell’intimo come fosse una persona a me vicina.
C’e’ chi dice che cominci a renderti conto di essere piu’ grande quando sempre piu’ gente attorno a te se ne va’: parenti, mamme e padri di amici, a volte anche amici… forse hanno ragione?
Se sei appassionato di vulcanologia non puoi non aver visitato l’Etna. Il vulcano per eccellenza. Di lui si parla nella mitologia greca. E’ forse uno dei vulcani piu’ conosciuti e sicuri della storia. Monitorato h24. I morti sul vulcano si contano sulla punta delle dita in 20 anni.
Eppure ieri ho appreso la notizia che un fotografo tedesco, appassionato di vulcanologia, e’ morto questo week end sulle sue pendici (fonte Panorama.it)
Thomas lo conoscevo per via telematica, ci ho scambiato qualche messaggio relativo al vulcano, che percorsi fare, mi ha commentato qualche foto, io ho commentato molte delle sue (stupende), ero convinto che ne sapesse della montagna e di come muoversi, pensavo fosse un vulcanologo di suo invece a quanto pare era solo un esperto di biologia!
Ha fatto l’errore, da non fare mai quando si va in montagna, di andare da solo! A quanto dice la stampa pare sia scivolato su una lastra di ghiaccio e abbia impattato con una parete e che abbia mandato un messaggio di soccorso via sms, ma che i soccorsi siano arrivati troppo tardi…
Ricordo che, prima di decidere di trasferirmi in Irlanda, gli chiedetti se aveva voglia di andare insieme a fare fotografie li sopra visto che mi pareva una persona che conosceva sentieri e aspetti del vulcano… questa cosa che e’ morto mi fa un po’ di senso… e se ci fossi stato io con lui? chi lo sa’…
R.I.P.
Per chi volesse vedere il suo photoset su flickr ecco il link.
Fanno 10 anni dalla scoparsa di Fabrizio De Andre’, musicista e poeta Italiano. Uno dei migliori, io ascolto poca musica italiana normalmente, ma per De Andre’, Gaber, Guccini, Franco Battiato (Siciliano e di un paese vicino Catania…), Blu vertigo, e pochi altri…
«De André non é stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano»
(Nicola Piovani)
10 anni fa Fabrizio e’ riuscito finalmente ad «attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”.»
Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, “Se mi vuoi bene piangi ”
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo “Mi ricordo”:
per osservarvi affittare un chilo d’erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulita’:
perche’ gia’ dalla prima trincea
ero piu’ curioso di voi,
ero molto piu’ curioso di voi.
E poi sorpreso dai vostri “Come sta”
meravigliato da luoghi meno comuni e piu’ feroci,
tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potro’ occuparmi un’ora al mese di te”
“Lo sa che io ho perduto due figli”
“Signora lei e’ una donna piuttosto distratta.”
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissa’ quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo e’ bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse “perderemo”.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio e’ un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”.
E mai che mi sia venuto in mente,
di essere piu’ ubriaco di voi
di essere molto piu’ ubriaco di voi.
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